Tra qualche giorno compirà 31 anni, ma questo non le crea alcun imbarazzo o preoccupazione nello scendere sul ghiaccio con ragazze che hanno oltre 10 anni meno di lei. Perché? Perché lei è Carolina Kostner, la fatina che ha riscritto tutti i record del pattinaggio italiano.

Una carriera costellata di successi e la quarta Olimpiade

Mondiali
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23/03/2018 A 21:29
Ormai vediamo pattinare Carolina da tanti anni: fu portabandiera per l’Italia ai Giochi casalinghi di Torino 2006, quando si stava ancora formando agonisticamente e si affacciava per la prima volta alla più importante competizione internazionale. Da quella esperienza precoce sono passati 12 anni e le edizioni di Vancouver 2010 e Sochi 2014, dove ha finalmente coronato il sogno di vincere ciò che le mancava in un’ormai ricchissima bacheca: una medaglia a cinque cerchi. In Russia, infatti, fu bronzo alle spalle di Adelina Sotnikova e Yu-Na Kim, in chiusura di un quadriennio stellare che l’ha portata per ben quattro volte sul podio dei Campionati Mondiali, con l’acuto dell’oro nella stagione 2011-2012.
Elencare tutti i premi vinti da Carolina sarebbe lungo, perciò riassumiamo la sua spettacolare carriera dicendo semplicemente che l’Italia non ha mai avuto una pattinatrice come lei e che lei continua a essere l’elite della disciplina a livello nazionale: purtroppo c’è poco ricambio e in un mondo in cui russe, statunitensi e giapponesi “esplodono” ancora adolescenti, l’Italia si affida ancora a questa meravigliosa trentenne, capace di stabilire il suo primato personale nel corto agli Europei di qualche settimana fa, dove è stata per l’ennesima volta sul podio (terza complessiva).

I punti di forza e i punti deboli di Carolina

Per capire meglio che cosa aspettarci da Carolina Kostner per questi Giochi Olimpici, abbiamo chiesto al nostro commentatore Massimiliano Ambesi quali siano i punti di forza e i punti deboli dell'altoatesina.
Tra i punti di forza di Carolina Kostner c’è la grande esperienza. Le atlete in gara a PyeongChang sono 30 e solo cinque, lei compresa, hanno già partecipato a un’edizione dei Giochi Olimpici.
In questi anni, poi ha fatto un grande lavoro sugli aspetti artistici dei suoi programmi, costruiti ad hoc per valorizzare le sue caratteristiche di interpretazione: anche la coreografia è creata ad arte per dare la sensazione di un flow continuo, senza punti morti, grazie soprattutto ai movimenti delle braccia. Sui passi, poi, Kostner è la numero uno e negli anni ha migliorato anche le sue trottole, elementi su cui ora non solo non perde più punti, ma ne guadagna. Questa combinazione di qualità su trottole + passi le permette di colmare il gap che ha nei salti rispetto alle sue avversarie.
Carolina paga infatti dazio rispetto alle avversarie sugli elementi di salto. Principalmente, si tratta di un discorso di quantità, ma quando si parla di combinazioni entra in gioco anche la qualità. Nel programma libero, le principali avversarie completano, di norma, due doppi axel e sette salti tripli, eseguendo la maggiorparte degli elementi di salto nella seconda parte del programma. Per Kostner, è, invece, storicamente complesso completare al meglio così tanti elementi di salto in quattro minuti. A mio modo di vedere, la strategia corretta resta quella di provare a eseguire due doppi axel e sei salti tripli, non inserendo il triplo lutz che sovente ha generato problemi. Eliminando il principale rischio, ci sarebbe modo di valorizzare altre qualità in cui Kostner eccelle. (Massimiliano Ambesi)

Le avversarie più temibili

Inutile dire che Carolina dovrà mettercela davvero tutta per riuscire a ottenere un risultato che confermi la sua carriera strabiliante. Il record di punti all’Europeo è sicuramente confortante, ma non dimentichiamoci che davanti a lei ci sono due russe giovanissime: la vincitrice (a sorpresa) Alina Zagitova compirà 16 anni a maggio, la poco più grande Evgenia Medvedeva ha appena compiuto 18 anni. A livello mondiale il quadro si amplia e ovviamente si complica, ma già a Sochi, dove si pensava che la Kostner avrebbe potuto incontrare delle difficoltà per la conquista del podio, Carolina è stata in grado di mantenere testa e nervi saldi e di sfornare una prestazione ottimale, contrariamente ad altre avversarie date per più quotate, almeno sulla carta (un esempio su tutti Yulia Lipnitskaya). La squalifica per doping (non per essersi dopata, ma per sostanziale omertà nei confronti dell’ex fidanzato Alex Schwazer) non solo non l’ha affossata, ma sembra averla resa ancora più forte e solida. E il risultato eccellente in età tardiva ne è la dimostrazione. E in fin dei conti sognare non costa nulla.
Mondiali
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