Ci siamo, la gara più attesa del pattinaggio artistico a PyeongChang è finalmente arrivata. All'alba italiana, alle ore 6:14, Carolina Kostner scenderà sul ghiaccio della Gangneung Ice Arena per il programma corto del singolo femminile alla ricerca del miracolo sportivo: la seconda medaglia olimpica dopo quella ottenuta a Sochi 2014... E noi abbiamo individuato cinque motivi per cui la nostra regina del ghiaccio potrebbe nuovamente centrare il podio delle Olimpiadi.

1. Arte pura sul ghiaccio

PyeongChang
Carolina Kostner: "Dobbiamo essere orgogliosi, il nostro pattinaggio può migliorare"
12/02/2018 A 07:15

Spettatori e addetti ai lavori sono tutti concordi: la Carolina Kostner è una vera e propria opera d’arte in movimento. Affermando questo, non stiamo per niente screditando le altre atlete più giovani. Anzi, all’età di Alina Zagitova o Evgenia Medvedeva, la nostra campionessa era decisamente più acerba, dal punto di vista stilistico, rispetto alle attuali stelle del pattinaggio russo. L’esplosione artistica della Kostner è arrivata nel 2013 con la sua magica interpretazione del Bolero di Ravel, tanto da spingerla a riproporre il programma nel successivo fortunatissimo anno olimpico.

Carolina Kostner - 2017

Credit Foto Getty Images

2. Il fattore esperienza

Uno degli aspetti determinanti della gara femminile sarà senza dubbio quello legato alla "strategia": fra le atlete di vertice - eccetto Mirai Nagasu (quarta a Vancouver 2010), Kaetlyn Osmond (tredicesima a Sochi 2014) e Gabrielle Daleman (diciasettesima a Sochi 2014) - Carolina è di fatto l’unica pattinatrice ad aver disputato un'altra Olimpiade, utile laddove dovesse esserci la possibilità di cambiare il proprio piano. Certo che Carolina non ha mai avuto in carriera una grande costanza nelle sue performance, però il lavoro svolto in questi anni con il coach Alexei Mishin ha indubbiamente cambiato qualcosa in lei e nel modo di approcciare la gara, realizzando in stagione diversi programmi puliti.

3. Le rivali non sono imbattibili

La lotta per il terzo posto sarà decisamente serrata e Carolina dovrà battersi con atlete di diverso calibro: dalla più temibile Kaetlyn Osmond, medaglia d’argento ai Mondiali 2017 oltre la soglia dei 215 punti, a Gabrielle Deleman - medaglia di bronzo ai Mondiali 2017 e rientrata in stagione dopo un brutto infortunio - passando per "l'altra russa" Maria Sotskova (seconda al Grand Prix di Nagoya) oltre all’americana Mirai Nagasu, che ha fatto il triplo axel nel Team Event. Inoltre, ci sono due nipponiche outsider come Kaori Sakamoto (vincitrice dei Four Continents) e Satoko Miyahara. Tuttavia per battere la nostra, se non sbaglierà nulla nei due segmenti di gara, servirà a tutte le dirette concorrenti una gara perfetta.

4. Componenti del programma

Le componenti del programma sono il vero fattore X di Carolina: il cavallo di battaglia per eccellenza, nonché il motore propulsore della sua strategia di gara e della sua meravigliosa longevità sportiva. La Kostner infatti, tolte le fenomenali Evgenia Medvedeva e Alina Zagitova, nel “secondo punteggio” è davvero imbattibile, detentrice del record di components più alte nel primo segmento di gara coi suoi 38.37 punti conquistati agli Europei di Mosca. Nel programma libero, Carolina si trova invece in terza posizione nel ranking con la performance eseguita al Trophy, dove ha ottenuto 75.51. Perciò, eccezion fatta per le atlete russe e (forse) Kaetlyn Osmond, nessun’altra avversaria papabile per il podio può avvicinarsi alle componenti del programma di Carolina.

Carolina Kostner

Credit Foto Getty Images

5. Motivazione e determinazione

Dopo Sochi 2014, Carolina ha passato momenti a causa della squalifica e per questo conquistare una medaglia a PyeongChang sarebbe per la Kostner il modo migliore per coronare la sua carriera, cancellando tutti i fantasmi. A ogni modo, come una fenicie, Carolina è risorta dalle sue ceneri collezionando, gara dopo gara, programmi sempre più solidi e compatti, e raggiungendo due podi europei verso una personale e magnifica visione del pattinaggio.

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