Mentre la carovana di piloti, organizzatori e meccanici impegnati nella 43esima edizione della Dakar si apprestavano a concludere la settima tappa, una triste notizia ha fatto sprofondare tutti nello sconforto e nella trasferta. Hubert Auriol è morto all’età di 68 anni. Ricoverato da giorni in terapia intensiva dopo essere risultato positivo al Covid-19, da anni il leggendario campione francese da diversi anni si portava appresso un quadro clinico assai complicato e, secondo le prime notizie raccolte, a risultare fatale sarebbe stata un’emoraggia.

Il primo a vincere la Parigi-Dakar in moto e in auto

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Nato nel 1952 ad Addis Abeba in Etiopia ma francese a tutti gli effetti è proprio in Africa che si è tolto le più grandi soddisfazioni ed è riuscito a costruirsi il proprio mito. Straordinario interpretate dei Rally Raid, Auriol è stato uno dei più grandi interpreti del raid quando ai tempi in cui si correva ancora in Africa. Fu il primo a riuscire nella straordinaria impresa di vincere la Parigi Dakar sia in moto che in auto, impresa poi eguagliata da Stephane Peterhansel e Nani Roma.

La leggenda di Hubert 'l'Africain'

Soprannominato l'Africain, per la sua abilità nel disimpegnarsi nei deserti africani, Auriol fece il suo debutto alla Parigi-Dakar su due ruote nel 1979 e appena due anni dopo, riuscì a mettere le mani sul primo posto bissando il successo nel 1983 in sella a una BMW. Nel 1985 sfiorò il terzo acuto con Cagiva. Due anni dopo, sempre alla guida della moto italiana, fu costretto a ritirarsi all’ultima tappa, mentre era al comando e a un passo dal trionfo, in seguito a un incidente che gli provocò fratture ad entrambe le caviglie. Agli inizi degli anni ’90 passò alle auto e nel 1992 riuscì a primeggiare anche sulle quattro ruote al volante di una Mitsubishi, una vera impresa rimasta negli annali e nei ricordi di tantissimi appassionati.

Hubert Auriol nel 1987 fu costretto a ritirarsi a seguito di alcune fratture alle caviglie riportate al termine dell'ultima tappa mentre era al comando della classifica

Credit Foto Getty Images

Dal 1994 della corsa che lo ha visto spesso principe, era diventato direttore di corsa per conto della Aso, la società organizzatrice della competizione. Ma nel 2006 si è concesso un’ultimo emozionante ballo guidando in gara una Isuzu. Nel corso della sua esistenza a tutto gas, oltre che a diventare il padre e fondatore della Africa Race, Auriol ha anche avuto il tempo di realizzare un’altra pazza e folle impresa: battere il record del giro del mondo con un aereo ad elica insieme a tre compagni d'avventura, tra i quali Henri Pescarolo, plurivincitore della 24 Ore di Le Mans e altro grande specialista di Parigi-Dakar.

Addio a Hubert Auriol: il re della Parigi-Dakar

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