Non si scappa: la grande favorita dei bookmakers è la Nuova Zelanda. La vittoria nella semifinale della Coppa del Mondo con l’Inghilterra è quotata tra 1,34 e 1,40 mentre il successo inglese è dato tra i 3,30 e i 3,70. E allora perché avventurarsi in una spiegazione così difficile e quasi certamente perdente? Primo perché le cose facili non ci piacciano e secondo perché mai come in questo momento l’Inghilterra ha dimostrato di poter battere i più forti di tutti; e noi proviamo a spiegarvi il perché in 5 punti.

1. Perché l'ultima volta l'Inghilterra ci è andata davvero vicino

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La sfida di Twickenham del 10 novembre 2018 ha rischiato di entrare nella storia: di fronte a 82mila spettatori l'Inghilterra si era portata sul 15-0, prima di subire una rimonta comunque storica da una Nuova Zelanda che riesce a sovvertire il match (16-15) e che viene baciata anche dalla fortuna e dal TMO, che annulla la meta di Underhill per fuorigioco millimetrico di Lawes. Vittoria sfiorata dunque, ma solo per un’incollatura e nel frattempo l’Inghilterra è cresciuta e la Nuova Zelanda qualcosa ha lasciato per strada...

2. Perché non sono gli All Blacks più forti di sempre

Fare classifica è sempre pericoloso e soprattutto molto soggettivo, ma la disamina del The Daily Telegraph (nella persona di Mick Cleary) può essere condivisibile: in questa speciale classifica de "Gli All Blacks più forti di sempre" quelli del 1987 sono davanti a tutti, con il primo titolo mondiale e 23 match di fila senza sconfitte; prosegue poi lodando la "Banda dei Cinque grandi del 2015" - il capitano Richie McCaw e i "capaci luogotenenti" Dan Carter, Conrad Smith, Ma'a Nonu e Keven Mealamu - e anche la squadra del 1995, quella di Jonah Lomu per intenderci, che si arrende solo agli Springboks ispirati a Nelson Mandela. Clearly mette questi All Blacks al quarto posto: da prendere con il beneficio del dubbio, ma è un punto di vista interessante.

3. Perché Eddie Jones è un (fo***to) genio della panchina

Abbiamo scoperto qualcuno filmare l'allenamento a porte chiuse da un appartamento che circonda il campo
Alzi la mano chi pensa che possiamo vincere noi? Ecco, vedete, nessuno. E anche 120 milioni di giapponesi lo pensano. Non c'è pressione su di noi, dobbiamo solo lavorare duro e giocarci la partita

Eddie Jones non fa misteri e usa i media per provare a turbare la tranquillità degli All Blacks: niente di nuovo, soprattutto da un grande stratega quale l'ex tecnico del Giappone. I "mind games" basteranno a distrarre i Tuttineri? La risposta è "certamente no", anche perché anche dall'altra parte fanno lo stesso. "Quel che è certo è che Eddie Jones è un fottuto genio - ci spiega Antonio Raimondi, voce del rugby di Discovery – e sta lavorando a questa partita in particolare da ormai 4 anni: magari stressa chi gli sta vicino mandando mail alle 3 di notte, ma sicuramente è uno che i suoi risultati li ottiene. Eddie Jones ha perso un Mondiale nel 2003 con l'Australia, ne ha vinto uno da consulente del Sudafrica nel 2007, ora punta al bersaglio grosso”.

4. Perché l’Inghilterra potrebbe mettersi nelle condizioni di far valere l’X Factor

"Sono due squadre con una competenza rugbistica tale che diventa difficile prevedere qualcosa -continua Raimondi - La convinzione è che entrambe abbiano qualcosa che ancora non si sia visto. Guardando All Blacks-Sudafrica ci siamo accorti che la Nuova Zelanda ha battuto gli avversari con la strategia del gioco al piede ma con un principio che non è quello del territorio, per recuperare il pallone e per muovere i giocatori sulla scacchiera. L'Inghilterra risponde con un pacchetto di mischia mostruoso quindi potrebbero trarre un vantaggio nella battaglia, anche se naturalmente gli All Blacks non sono certo deboli. La domanda è: "Chi riuscirà a far pesare l'X Factor"? Il punteggio sarà probabilmente molto basso, si deciderà sugli episodi e qui le squadre dovranno essere brave a creare la chance per sfruttare le proprie giocate individuali: la Nuova Zelanda parte con Cane (il futuro McCaw) in panchina, l’Inghilterra punta su Curry e Underhill, due bellissimi giocatori”.

5. Perché gli All Blacks sono i numeri 1, ma gli inglesi sono i numeri 2

E soprattutto perché gli All Blacks dopotutto sono uomini, non dei: si gioca 15 contro 15, e mai come questa volta l'Inghilterra si è messa nelle condizioni di essere lì con una chance credibile di poter battere la squadra più forte di tutte. "Now or never" quindi, anche se dall'altra parte c'è una squadra che solo apparentemente è sembrata più vulnerabile nell'ultimo periodo; ma questo perché Hansen e i suoi hanno provato strade diverse, cercato soluzioni non usuali, lasciando quindi qualche risultato per strada. Se l'Inghilterra sarà al suo top e la Nuova Zelanda non troverà le soluzioni giuste, allora una partita che si preannuncia stupenda potrebbe diventare addirittura epica.

E allora...Buon match a tutti!

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