Il Times attacca: "Il rugby inglese ha un problema di doping"

Il quotidiano inglese lancia l'allarme che riguarda soprattutto i giovani rugbisti che vogliono sfondare nel mondo della palla ovale.

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"The shocking truth about rugby’s drugs problem" - "La scioccante verità sul problema di droga nel rugby"
Il Times picchia duro sul mondo della palla ovale inglese, pubblicando un lungo dossier che snocciola tutti i problemi legati al doping, a partire dai giovani fino al professionismo. Secondo quanto riporta l'autore dell'articolo, ripreso da La Stampa, l'utilizzo di farmaci - steroidi, integratori ma non solo - sarebbe ormai pratica diffusa tra i giovani rugbisti inglesi, a partire dai 15 anni d'età. Il sogno di diventare un giorno dei giocatori professionisti non può essere infranto da una struttura fisica minuta, o comunque inferiore di quella dei pari età:e allora ecco che si comincia a far uso di sostanze che fanno crescere fisicamente i ragazzi.
Secondo il quotidiano inglese sulle 64 squalifiche per doping attualmente riscontrate in Gran Bretagna, 18 arrivano dal rugby a 15, e al secondo posto c'è il rugby a 13: in sostanza, la palla ovale "produce" più dopati rispetto a tutti gli altri sport che si praticano nel Regno Unito.
Crescita di autostima e di considerazione da parte del coach di turno e dei compagni ma anche il denaro alla base di questo uso/abuso di farmaci da parte di giovani che vedono all'orizzonte stipendi da 100mila sterline annui, in caso di sbarco nella Premiership.
Il polverone è sollevato, staremo a vedere quali saranno le risposte dalle alte sfere.
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