1) Perché guardare il Sei Nazioni (nonostante l'Italia non vinca)?

Bella domanda. Non si pone neanche agli appassionati di rugby che, a prescindere, seguiranno il Sei Nazioni, un po' per capire come si sono riattrezzate le squadre dopo il Mondiale, un po' per dare uno sguardo alle nuove gerarchie nel mondo del rugby. Come invogliare, però, qualcuno a guardare il Sei Nazioni - non essendo un appassionato di rugby - se la propria nazione stenta da anni? Inutile fare proclami, anche questa volta l'Italia dovrà riuscire ad evitare il cucchiaio di legno e nulla di più, soprattutto considerando che questo sarà un anno di transizione dopo l'addio anticipato di Conor O'Shea e l'arrivo, ad interim, di Franco Smith alla guida degli azzurri. Non si vince una partita ufficiale dal 2015 e in trasferta, nella propria storia al Sei Nazioni, si contano due successi e un pareggio. C'è però un gruppo di giovani pronto ad esplodere e con la voglia di mordere l'erba per conquistare qualcosa di importante. Parte dal 1° febbraio il nuovo corso azzurro, che porta al Mondiale 2023 in Francia. Ci sarà quindi la possibilità di vedere da vicino, quella che speriamo possa essere la rinascita azzurra. Chissà che già al primo anno non si possa vedere qualcosa di speciale. Poi oltre all'Italia, c'è anche altro. Inghilterra, Galles, Irlanda, tre delle migliori Nazionali al mondo: lo spettacolo non mancherà per conquistare il torneo.
È stato fatto un grande lavoro durante il periodo di Conor O’Shea. Per noi, il primo obiettivo del nostro torneo sarà quello di trovare il nostro DNA e metterlo in campo. La nostra sfida più grande è fare in modo di conoscerci come gruppo e staff nel più breve tempo possibile, capire cosa vogliamo fare e farlo in modo di garantire continuità con quanto fatto finora. [Ct Franco Smith]
Sei Nazioni
Il XV titolare dell'Italia contro il Galles: Steyn al posto di Parisse, Canna fa il primo centro
31/01/2020 A 02:18

Il calendario dell'Italia

Sabato 1/02 Galles-ITALIA
Domenica 9/02 Francia-ITALIA
Sabato 22/02 ITALIA-Scozia
Sabato 7/03 Irlanda-ITALIA
Sabato 14/03 ITALIA-Inghilterra

2) Cosa aspettarsi dall'Italia senza Sergio Parisse?

Dopo l'addio di Conor O'Shea, si conta un'altra pesantissima assenza. Sergio Parisse non ha dato l'addio alla Nazionale, ma il capitano degli azzurri sarà arruolabile solo per le due partite casalinghe contro Scozia e Inghilterra. Questo sarà quindi un Sei Nazioni a suo modo storico, che vedrà gli azzurri e Sergio Parisse lasciarsi. Lui che è il capitano con più presenze nella storia dell'Italia, ma anche il capitano con più presenze (142) nella storia del rugby dopo il neozelandese Richie McCaw (148). La Nazionale, comunque, ha già un nuovo capitano: Luca Bigi. Ma oltre all'aspetto della leadership all'interno dello spogliatoio, ne facciamo anche un discorso tecnico. Le carte si mischiano in terza linea anche se, paradossalmente, è il settore del campo con meno problematiche. Jake Polledri, nonostante l'età, è già un giocatore con buona esperienza e grande personalità, mentre Steyn garantisce continuità e solidità e sarà proprio lui a ricoprire il posto di Parisse con la maglia n° 8. In mezzo Negri che dopo un Mondiale molto positivo, cerca conferme per il famoso salto di qualità che ci si aspetta da lui. Franco Smith può star tranquillo, dunque. Serve quindi l'autorità dei senatori: Allan, Canna, Zanni, Lovotti su tutti, oltre a capitan Bigi per compattare il gruppo e far crescere i giovani.
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3) Sarà un Galles ridimensionato dopo l'addio di Warren Gatland?

Partiamo dal Galles, nell'analisi delle 'altre' squadre, ovvero i nostri primi avversari in questo Sei Nazioni. Parliamo della squadra campione in carica, che ha fatto il Grand Slam (ovvero vincere tutte le partite del Sei Nazioni) e che ha chiuso con il 4° posto all'ultimo Mondiale. Numeri importanti, ma rispetto agli ultimi mesi c'è stato un cambiamento sostanziale: l'addio di Warren Gatland. Dopo 12 anni, infatti, il ct neozelandese ha lasciato la guida tecnica della Nazionale gallese per fare ritorno in patria dove allenerà gli Chiefs di Hamilton. Gatland lascerà un'eredità pesante, considerando che l'ex ct ha vinto 4 volte il Sei Nazioni, tre volte con il Grand Slam in saccoccia (l'ultimo proprio nel 2019). Non sarà per nulla semplice per il suo erede, Wayne Pivac, che dovrà fare i conti con assenze pesanti per le prime due giornate: saranno fuori Ascombe, Francis e Jonathan Davies tra gli altri. L'ex allenatore degli Scarlets sa però il fatto suo e vuole riproporre il suo famosissimo meccanismo offensivo anche in Nazionale. Ci riuscirà? Il progetto è ambizioso e interessante, ma sulla carta il Galles non è più la squadra favorita. Oltre al discorso tecnico e ai tanti infortuni, giocherà in trasferta le sfide contro Irlanda e Inghilterra. Sarà difficile vederli trionfare ancora...

Wales rugby

Credit Foto Eurosport

4) L'Inghilterra è la squadra favorita?

L'Inghilterra è sicuramente la squadra che è uscita meglio dal Mondiale, con tante certezze e giovani speranze in vista dei prossimi 4 anni. Sì perché si pensa già alla Coppa del Mondo del 2023, con l'Inghilterra che si candida di diritto a centrare almeno la finale e riprovarci ancora dopo il ko contro il Sudafrica. Questo Sei Nazioni sembra già vinto ai blocchi di partenza per la squadra di Eddie Jones (l'unico ct ad essere rimasto in carica dopo i Mondiali, oltre allo scozzese Gregor Townsend). La questione è se la Nazionale dei Tre Leoni riuscirà a vincere tutte e 5 le partite in programma per tornare a conquistare il Grand Slam... L'incognita che è sorta negli ultimi giorni è quella legata al caso Saracens, con la squadra britannica (Campione d'Inghilterra e Campione d'Europa in carica) retrocessa d'ufficio dalla Premiership alla Championship per aver superato il tetto salariale negli ultimi tre anni. Beh, alcuni dei giocatori della Nazionale arrivano proprio dai Saracens: capitan Owen Farrell, i fratelli Vunipola, Elliot Daly e Maro Itoje. C'è stata, però, una riunione a porte chiuse con il resto della squadra per mettere da parte ogni tipo di problema. Lo spogliatoio sembra compatto e pronto a ripartire, sperando che questo caso - in realtà - possa rinforzare ulteriormente la squadra.

5) Come ripartirà l'Irlanda dopo il flop mondiale?

Intanto riparte da un nuovo ct: Andy Farrell. L'inglese 'prestato' all'Irlanda conosce già l'ambiente, essendo stato allenatore della difesa all'interno dello staff tecnico di Joe Schmid, e conosce molto bene quelle che sono le dinamiche che non hanno funzionato nel corso degli ultimi 12 mesi. Sì perché dalla vittoria del Sei Nazioni 2018 e il successo nel test match contro la Nuova Zelanda, sembrava che l'Irlanda dovesse spaccare il mondo e conquistare da lì a poco il Mondiale. Invece, il Sei Nazioni 2019 ha visto un altro vincitore e al Mondiale l'Irlanda non è andata oltre i quarti di finali. Ok perdere contro la Nuova Zelanda, ma l'Irlanda non è mai stata in partita, oltre ad aver rischiato parecchio durante la fase a gironi (con annessa sconfitta contro il Giappone padrone di casa). Oltre a questo, il quadro viene arricchito - o impoverito, fate voi - dalla poca qualità nel gioco. Lo spogliatoio era rotto e nessuno seguiva più Schmidt. Da favoriti per il Mondiale a squadra da rifondare, come dicono gli americani “from hero to zero”. I cambiamenti ci sono stati con Farrell che riparte da Sexton capitano dopo i ritiri di Rory Best e Rob Kearney e le premesse sembrano buone per rivedere qualche scintilla in questo Sei Nazioni. Sarebbe troppo chiedere la vittoria del torneo, considerando la trasferta di Twickenham del prossimo 23 febbraio. Ma mai dire mai con l'Irlanda...

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