Ange Capuozzo non è stato il “man of the match” di Galles-Italia (21-22) ma solo perché il premio viene assegnato 8-10 minuti prima del termine della partita (lo so perché fino all’anno scorso erano Antonio Raimondi e Vittorio Munari a deciderlo da dietro il microfono quando la partita si svolgeva all’Olimpico e io stavo a bordo campo, piccolo flex). Ma la “partita dei sogni” dell’Italia a Cardiff - come ormai mi piace definirla – è stata decisa da una scorribanda del suddetto a 1 minuto dal termine: uno slalom da alcuni definito “maradoniano”, ma anche uno slalom speciale ci sta bene, se vogliamo scomodare gli altri sport. Capuozzo si è letteralmente mangiato la difesa avversaria e lo ha fatto al 79’ di una partita combattuta, sofferta, persa e poi rivinta con merito dagli azzurri. Josh Adams a fine partita ha avvicinato Ange Capuozzo e, con un gesto di una sportività rara, ha offerto ad Ange la medaglia di mvp: il ragazzo azzurro, avvolto nel tricolore, lo ha guardato negli occhi, lo ha abbracciato ma gli ha restituito l’onore. Un gesto altrettanto bello, un gesto da campione vero, quale speriamo con tutto il cuore possa (continuare a) diventare il mitico Ange Capuozzo. Il suo profilo lo avevamo già tracciato in tempi non sospetti, ma per chi se lo fosse perso, eccolo qui.
Non so come mi sia venuto in mente di fare quell'azione: ho come un buco nero, tutto è successo così velocemente. Nella testa ho soltanto le emozioni di una vittoria indescrivibile (Ange Capuozzo)
Sei Nazioni
Adams offre la medaglia di “Man of the match” a Capuozzo: che sportività
20/03/2022 A 05:11

Chi è Ange Capuozzo from Grenoble

Due mete dalla panchina contro la Scozia e una prestazione da MVP contro il Galles, scopriamo chi è questo ragazzo terribile. Storia particolare la sua e, no, non ha niente a che fare con il noto giornalista Toni Capuozzo. Il nuovo arrivato nella truppa azzurra dell'Italrugby si chiama Ange Capuozzo, ha 22 anni (nato il 30/04/1999) ed è di origine italiane da parte di padre: i suoi nonni paterni infatti sono nati a Napoli, mentre suo padre è nato in Francia, a Grenoble, e sua madre è francese e malgascia (Madagascar). A casa sua si parlava francese sì ma anche napoletano. Per questo a fine partita, nell'intervista di rito per chi si è guadagnato questa possibilità, Ange parla un italiano un po' claudicante ma vuole farlo al meglio. Il ragazzo però è lanciato, come dimostrano anche i suoi numeri al Grenoble, dove ormai è tornato ad essere titolare in ProD2 e autore di mete importantissime. Si è guadagnato - di fatto - anche il Tolosa nella prossima stagione e non si vuole certo fermare qui.
E’ un giocatore molto intelligente e si è visto nell’ultima azione. Non ha una grande taglia, ma come allenatore, col mio staff, ho la volontà di lavorare sulle sue qualità. Davanti a lui ha un futuro radioso (Kieran Crowley su Ange Capuozzo)

Il suo passato: rugby, rugby e ancora rugby

Il nostro Ange comincia a giocare a rugby alle porte di Grenoble, più precisamente all’US 2 Ponts, club della cittadina di Le Pont-de-Claix: dal 2010 parte la trafila nelle giovanili del Grenoble. Esordisce in prima squadra nel maggio del 2019, nella 25^ giornata del Top 14: la partita giocata a Pau e persa 22-0 dal Grenoble (che poi retrocede in Pro D2). Da allora, l’estremo è un punto fermo dei rossoblù in ProD2, la seconda lega transalpina di rugby: fino ad oggi ha all'attivo 48 presenze (40 da titolare) e 16 mete realizzate.

Le sue caratteristiche: "Non è un rugbista dai..."

Lo avete in visto in campo sia a Roma con la Scozia, sia a Cardiff: non certo il rugbista che ti aspetti, con i suoi 177 centimetri e i suoi 70 kg scarsi. Il talento però non si discute: ala/estremo molto eclettico, ha nella fase offensiva il suo "plus": così come ha fatto negli ultimi tempi a Grenoble - e certamente farà su palchi ben maggiori in futuro - sa letteralmente danzare con la palla in mano. Vedere per credere le due mete realizzate contro la Scozia, e soprattutto la scorribanda che ha portato alla meta di Padovani contro il Galles. E poi se lo chiamano "Speedy" ci sarà un motivo: proprio sfruttanto le sue misure "mini" riesce spesso a sfuggire all'avversario diretto, diventando una dinamo impazzita che può far molto male alle difese schierate.

Ange e l'Italia (per fortuna)

La sua storia con l'Italia - come lui stesso ha ricordato in un post - è iniziata ai Mondiali Under 20 in Argentina, ormai 3 anni fa; poi la selezione A in Spagna e oggi la sua prima presenza in Azzurro, dopo la prima chiamata ricevuta solo qualche giorno prima di Italia-Scozia, poi giocata all'Olimpico dal 45' in poi (con due mete a referto). "Orgoglioso e felice", proprio come siamo noi a vederlo in campo con questa voglia e questo atteggiamento, che speriamo siano contagiosi per tutti.
In Ange Capuozzo we trust. Ora più che mai.

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