Elisa Di Francisca rinuncia alle Olimpiadi di Tokyo 2021, ma la motivazione è la più bella possibile: la nascita del secondo figlio. La schermitrice marchigiana, infatti, ha annunciato il forfeit alla kermesse nipponica per mezzo di una intervista rilasciata al Corriere della Sera. A (quasi) 38 anni la nativa di Jesi ha scelto la vita personale e non la carriera agonistica, tenendo sempre bene a mente che, purtroppo, la manifestazione con i Cinque Cerchi non è ancora sicura al 100% vista l’evoluzione dell’emergenza sanitaria globale.

Scherma
Di Francisca: "Diventare mamma meglio dell'oro olimpico"
09/12/2020 A 16:55

Dopo Londra 2012 (con due ori nel fioretto, individuale e a squadre) e l’argento di Rio 2016, Elisa Di Francisca è pronta per il bis più bello possibile. “Qualche tempo fa ho fatto un sogno. Tenevo per mano una bimba davanti a una vetrata affacciata sul mare. Sulla spiaggia, Ivan (il marito ndr) ed Ettore (il primo figlio di 3 anni ndr) che giocavano con la sabbia – racconta – diciamo che è stato un antipasto di quel che succederà nella mia vita nei prossimi mesi, dato che a maggio 2021 sarò di nuovo mamma, il piccolo Ettore avrà un fratellino (o sorellina), per cui addio a Tokyo. Di fronte all’incertezza di un’Olimpiade ancora in bilico, ho deciso di aggrapparmi al valore che mi hanno trasmesso i miei genitori, la famiglia, e di credere in un mondo migliore”.

Ovviamente la campionessa di fioretto ha annunciato la notizia a chi di dovere. “Il presidente del Coni Giovanni Malagò non se lo immaginava ma, come il presidente della Federazione scherma Giorgio Scarso hanno avuto una reazione che me li ha fatti stimare ancora di più: mi hanno capita come donna, benché per loro io sia innanzitutto un’atleta e la possibilità di una medaglia in più in Giappone contasse molto per tutti e due”.

Elisa Di Francisca racconta a cuore aperto queste decisioni importanti da prendere come donna e come atleta. “Ho sempre desiderato una famiglia numerosa. Appena partorito Ettore, non vedevo l’ora di rimanere di nuovo incinta. Ma avevo ricominciato con il fioretto, avevo deciso di arrivare fino a Tokyo: con mio marito Ivan si era detto di aspettare. Con il rinvio dei Giochi, lo scorso marzo in pieno lockdown, ero caduta in una specie di oblio mentale. Ero divisa tra la voglia di fermarmi e la promessa che avevo fatto di continuare, con tutti i sacrifici che avrebbe comportato. Sono uscita dalle incertezze e ho detto basta: voglio una creatura. La pancia ancora non si vede, per abituare Ettore all’idea di un fratellino gli abbiamo regalato un bambolotto. L’ha chiamato Gino…”.

alessandro.passanti@oasport.it

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