Los Angeles, 1984: alle Olimpiadi americane si assiste al primo trionfo internazionale cinese. A salire sul gradino più alto del podio della maggior competizione sportiva internazionale è Luan Jujie, che diventa in un colpo solo la prima cinese a vincere un Olimpiade oltre che la prima asiatica in assoluto. Sarà l’inizio di una storia che ha visto la Cina diventare un attore sempre più importante sulle pedane internazionali.
Da allora, in un totale di nove edizioni di Giochi Olimpici, la Repubblica Popolare Cinese ha vinto 14 medaglie olimpiche, tra cui 4 medaglie del metallo più prezioso (Luan Jujie, Los Angeles1984; Zhong Man, Pechino 2008; Lei Sheng e la squadra femminile di spada, Londra 2012). Per comprendere la portata di questo dato basta pensare che nello stesso periodo, gli Stati Uniti (altro “astro nascente” della scherma) hanno collezionato 13 medaglie.
Se andiamo a vedere le più recenti edizioni dei Giochi Olimpici (Londra e Rio 2012 de Janeiro 2016), possiamo notare che nel Regno Unito, Sun Yujie ha vinto il bronzo nella spada, oltre all’oro della già citata Nazionale femminile. In Brasile, la competizione della stessa squadra è finita con un argento, mentre Sun Yujie ha nuovamente vinto il bronzo.
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Di certo questo exploit non è avvenuto dal giorno alla notte, ma sono stati necessari anni per inserire lo sport nel paese e portare gli atleti ai massimi livelli. Tra coloro che maggiormente si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo c’è Wang Haibin (argento olimpico a Sydney 2000 e Atene 2004), che tra le altre cose ha portato la nazionale maschile di fioretto a vincere il primo titolo mondiale nel 2010, a Parigi.
A questo risultato, sono seguiti un aumento dei finanziamenti per aprire una scuola a Pechino, che presto è diventata il punto di riferimento per il paese. Inoltre, Wang Haibin ha saputo stringere fondamentali relazioni con università americane e associazioni di scherma, in cui i giovani cinesi possono ora andare a completare la propria formazione sportiva.
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