Domenica 21 marzo si è chiusa la Coppa del Mondo di sci alpino 2020/21 dopo una stagione ad alta intensità. Le finali di Lenzerheide hanno consacrato Alexis Pinturault e Petra Vlhova come nuovi campioni, non senza brividi finali. Dopo aver dato i voti agli stranieri del circo bianco, ora è tempo di assegnare i voti ai protagonisti della squadra italiana. I nomi che prenderanno voti alti già si sanno, ma come sono andati gli altri? Due precisazioni importanti: 1) in questo articolo NON vengono presi in considerazione gli atleti stranieri, di cui abbiamo già parlato in un altro articolo. 2) i voti non tengono conto dei risultati dei Campionati mondiali di Cortina, ma riguardano SOLAMENTE la Coppa del Mondo.
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UOMINI

Coppa del Mondo 2020-21
Promossi, bocciati e rimandati: il pagellone dello sci alpino
23/03/2021 A 09:49
Dominik Paris 8 - È il primo degli azzurri in classifica generale e dopo la stagione di stop per l’infortunio al ginocchio torna agguerrito come un leone. Non è facile ritrovare da subito la forma migliore, soprattutto in SuperG dove quest’anno non brilla, ma in discesa c’è e dopo il quarto posto a Bormio e il podio nella “sua” Kitzbühel, confeziona una nuova vittoria a Garmisch. E' comunque terzo nella classifica di specialità, ma rimane il rammarico per la discesa di Saalbach, dove era saldamente in testa prima che la annullassero e in cui poi non è riuscito a ripetersi il giorno dopo (comunque quarto). Con essa, però, restano anche le parole di grandissima sportività sulla correttezza di cancellare una gara che avrebbe messo in pericolo i colleghi. Signorilità.

Paris di nuovo re! Trionfo in discesa, rivivi la sua gara

Christof Innerhofer 7 - Come se non bastassero i soliti problemi fisici di Christof, quest’anno ci si è messo di mezzo anche il Covid a cercare di fermarlo, ma lui semplicemente non l’ha fatto e ha stretto i denti. Una stagione purtroppo senza podio, ma che l’ha visto gareggiare e piazzarsi con grande costanza con dei buoni quarti e quinti posti non è affatto da buttare viste le premesse. Resilienza.
Luca De Aliprandini 7 - Finalmente una stagione più costante. Le potenzialità sono sempre ottime, ma Luca risente ancora un po’ di quella vecchia caratteristica di riuscire a fare alla grande solo una delle due manche del gigante. Nel finale di stagione, però, arriva la sterzata e anche i buoni piazzamenti, tra cui anche una bella rimonta ad Adelboden. Ora che ha ottenuto il primo podio in carriera (non in Coppa, ma ai Mondiali) tutti si aspettano che possa ripetersi, visto che le capacità ci sono. Ci vuole solo un po’ di “testa” in più. Concentrazione.
Alex Vinatzer 6.5 - Dare un voto univoco ad Alex Vinatzer è riduttivo, perché la sua stagione andrebbe sostanzialmente divisa in tre: le prime due gare alla grande (con un quarto posto, ma soprattutto il terzo posto di Madonna di Campiglio), una lunghissima e disastrosa parte centrale fatta di una sequenza di ben cinque zeri, seguiti da un 29° posto, e infine le ultime tre gare in netta ripresa, nell’ordine 13°, ottavo e quarto (con qualche rammarico perché ha rimontato dall’ottavo posto e se non avesse commesso un erroraccio sarebbe sicuramente tornato sul podio). Delle vere montagne russe, in cui non si può ignorare il blackout della striscia negativa, ma in cui bisogna anche riconoscere il talento della prima parte e la capacità di risollevarsi nell’ultima. La FIS per questo l’ha premiato, ora però non bisogna più avere paura. Rising Star.

Che Vinatzer! Rivivi il suo 3° posto a Madonna di Campiglio

Manfred Moelgg 6 - A giugno compirà 39 anni, eppure non ha alcuna intenzione di ritirarsi. Che dire di Manny? Che la sua stagione è stata decisamente tormentata: anche lui ha preso il Covid, ma in una forma più aggressiva rispetto a quella di Inner e ha fatto fatica a rimettersi in forma. In gigante quest’anno ha penato parecchio, ma in slalom è sempre lì e infatti è stato l’unico azzurro, insieme a Vinatzer, a qualificarsi per la finale di Lenzerheide. Ormai non gli si può chiedere più nulla, se non di continuare a divertirsi. Immortalità.
Giovanni Borsotti & Riccardo Tonetti 5.5 - Li mettiamo in coppia perché l’aspettativa nei confronti di entrambi è la medesima e i risultati che tornano indietro altrettanto. Giovanni fa solo giganti e la sua stagione è senza infamia e senza lode: punticini qua e là, ma nulla di più. Tonno è il più polivalente della squadra, ma la sua annata è costellata di tante uscite e di pochi piazzamenti nelle posizioni che contano. Considerato che non sono più due esordienti, è arrivato il momento di inserire una marcia più alta, per tutti e due. Ritardo.
Matteo Marsaglia 5 - Se la stagione di Matteo si fosse limitata alle prove cronometrate, staremmo parlando di tutt’altro voto. Invece dopo il miglior tempo in prova bisogna trovare il modo di ripetersi in gara, e quest’anno Marsaglia ha brillato spesso quando purtroppo non contava. Il miglior piazzamento è il 15° posto nella discesa di Bormio, non abbastanza per decretare come sufficiente questa stagione. Delusione.
Stefano Gross & Giuliano Razzoli 4.5 - Anche loro in coppia come Borsotti e Tonetti perché anche qui c’è un’analogia di andamento. Stiamo parlando di due fuoriclasse che però non riescono più a ritrovarsi e ormai cominciano forse a sentire anche un po’ il peso dell’età e la concorrenza agguerritissima che c’è nello slalom maschile. Tre zeri per Gross, cinque per Razzo, mai meglio del 14° posto Gross, unico acuto una settima posizione in classifica per Razzoli. Sapendo quanto sanno sciare bene, è davvero un peccato vedere che non riescono più a raccogliere risultati e a qualificarsi per le finali. Rimpianto.

Paris, che beffa: era primo, ma la discesa è cancellata

DONNE

Marta Bassino 9 - E’ l’anno della consacrazione per Marta, che a Lenzerheide, da dove era partita la prima volta in Coppa del Mondo, chiude il cerchio vincendo la Coppa del mondo di Gigante. Una stagione trionfale, soprattutto nella prima parte, poi la stanchezza fisiologica ma combattuta con la forza di chi voleva portare a casa il trofeo a tutti i costi. E insieme agli ottimi risultati in gigante (tre vittorie, un terzo, un quarto, un settimo posto e un’uscita a Courchevel quando stava comunque dominando) si aggiunge il secondo posto nel SuperG di St.Anton, qualche gara a punti in slalom e una globale crescita nelle prove di velocità. Un passo verso la polivalenza che può renderla cliente scomodissima non solo nella “sua” specialità, ma anche in tutte le altre, con la sua bellissima sciata. Eleganza.

Bassino imbattibile! 4 vittorie su 5 in gigante: riguardala

Sofia Goggia 9 - La seconda coppa di discesa è sua nonostante l’infortunio. Lo stradominio nelle gare che ha disputato le ha giustamente consegnato il trofeo: a Lenzerheide, con la classifica ancora aperta, lei c’era comunque, di rientro dalla rottura del piatto tibiale, ed era pronta a fare la sua gara per aggiudicarsi il trofeo, anche se poi la gara no si è disputata. Una mentalità sempre da vincente, mai conservativa e con lo spirito del “tutto o niente”, dove però Sofia ha sempre dato tutto, prendendosi anche dei rischi e facendo spaventare il pubblico a casa. Ma con lei le emozioni sono garantite. Grinta.

Sofia Goggia, sei fantastica! Le 4 vittorie in 2 minuti

Federica Brignone 7 - Era difficile riconfermarsi nell’anno post-vittoria della Coppa del Mondo e Fede ha accusato da subito diversi problemi di setting. Una caduta in una gara di velocità condita da qualche ammaccatura le ha fatto perdere ulteriore fiducia, ma nonostante ciò sono arrivati comunque dei podi e l’acuto con la vittoria del SuperG in Val di Fassa. Non una stagione a livello della precedente, ma nemmeno da dimenticare. Deve solo ritrovare motivazioni. Certezza.

Federica Brignone torna in cima al podio, tutta la sua gioia

Elena Curtoni 7 - Anche lei polivalente, non ha bissato il clamoroso successo di Bansko della scorsa stagione, ma è arrivata sul podio in una delle due discese di Crans Montana insieme a Sofia Goggia e in 20 gare disputate non ne ha conclusa soltanto una, andando sempre a punti nelle altre. Un bell’esempio di stacanovismo soprattutto per le nuove leve. Tenacia.

Bravissima Curtoni, terza a Crans Montana

Laura Pirovano 6.5 d’incoraggiamento - E’ una ragazza giovane che ha già dovuto affrontare un grave infortunio. Stagione un po’ altalenante, la sua, ma condita da alcuni buonissimi piazzamenti come il quarto posto in discesa a Crans Montana o il quinto in Val di Fassa. Bisogna decisamente migliorare in gigante, ma per una classe 1997 c’è ancora tempo per fare progressi. Prospettiva.
Francesca Marsaglia 5.5 - L’acuto per Frency non arriva mai. Ci va vicina col quarto posto in discesa a Crans Montana e col quinto in SuperG in Val di Fassa, ma purtroppo quest’anno i suoi piazzamenti sono più oltre la 15esima posizione che prima, anche se a onor del vero ci si mette di mezzo anche una caduta a complicarle le cose con botte e lividi. Speriamo per la prossima. Aspettativa.
Nadia Delago 6 - Il SuperG per lei è ancora un mistero da risolvere, con tre gare non concluse e le altre mai meglio della 35esima posizione. In compenso in discesa è sempre stata costante dopo un inizio di stagione così così, e i piazzamenti attorno alla decima posizione lasciano sperare in un’ulteriore miglioramento per la prossima stagione. Crescita.

Marta Bassino, la gioia con la coppa di gigante

Irene Curtoni 5 - Ha dovuto lottare con tanti problemi fisici e il finale di stagione non è stato dei più esaltanti (l’inforcata sull’ultima porta della seconda manche delle finali di Lenzerheide non conta). Per sua stessa ammissione la fatica nel portare avanti le gare è stata tanta, forse troppa, e se il corpo si ribella alle continue sollecitazioni, forse la decisione di dire basta è stata quella più giusta. Rammarico.
Roberta Melesi 5.5 - Come per Pirovano, bisogna trovare la quadratura del cerchio in gigante, solo che Roberta ha un anno in più e piazzamenti meno eclatanti nelle altre gare. Deve cercare di trovare un po’ più di costanza e provare a ridurre il gap del cronometro con le big per riuscire a scalare posizioni, fare più punti e trovare quindi migliori pettorali di partenza e piste meno rovinate. Motivazione.
Martina Peterlini 6 - A parziale giustificazione di risultati non proprio top ci sono dei problemi alla schina, in ogni caso anche lei ha bisogno di trovare costanza e soprattutto un po’ di coraggio nell’attaccare la pista nella prima manche: quattro slalom senza centrare la qualificazione alla seconda per una questione di tempo alto (e non di errori) sono troppi, ma poi arriva quella perla confezionata a Jasna, con la rimonta dalla 22esima alla settima posizione, che fa capire che i numeri ci sono, e sono anche buoni, ma che bisogna fare definitivamente il salto di qualità. Convinzione.

La gran manche di Peterlini: che rimonta, da 22ª a 7ª

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