Domenica 21 marzo si è chiusa la Coppa del Mondo di sci alpino 2020/21 dopo una stagione ad alta intensità. Le finali di Lenzerheide hanno completato il cerchio iniziato lo scorso ottobre con il classico debutto di Soelden, proclamando i vincitori della Sfera di Cristallo più importante e di tutti i trofei di specialità ancora in gioco. Se per le scuole il mese del giudizio è sempre giugno, per il circo bianco è questo il tempo di assegnare i voti ai suoi protagonisti. Scelta scontata per le pagelle più alte, ma come sono andati gli altri? Due precisazioni importanti: 1) in questo articolo NON vengono presi in considerazione gli italiani, cui verrà dedicato un spazio apposito in un altro pezzo. 2) i voti non tengono conto dei risultati dei Campionati mondiali di Cortina, ma riguardano SOLAMENTE la Coppa del Mondo.
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Pinturault e la coppa: "L'ho cercata per tanti anni"

Coppa del Mondo 2020-21
Goggia: "Per migliorare devo allenarmi coi maschi"
28/04/2021 A 11:18

Uomini

Alexis Pinturault 9 - La Coppa dei sogni è realtà. Dopo un anno di purgatorio, il primo dell'Era post Hirscher, il francese centra il traguardo della vita nel giorno del suo 30esimo compleanno, con tanto di ciliegina del trofeo di specialità nell'amato gigante. Il più continuo da ottobre a marzo, con 9 podi e 5 vittorie di tappa. Terzo francese a vincere la generale dopo Killy e Alphand. Non prende il massimo dei voti per qualche passaggio a vuoto che ha rischiato di mettere in discussione una Coppa già in ghiaccio, ma siamo sicuri che a lui va bene anche così.
Marco Odermatt 8,5 - Se la sfida per la generale è stata una delle più appassionanti degli ultimi anni, il merito è tutto di questo giovane svizzero. L'uomo del futuro, lui classe '97, che vuole già il presente. Nove podi anche per lui, conditi da tre successi tra gigante e Super G. Competitivo anche in discesa, la sua stagione lascia presagire sprazzi di dominio nel futuro prossimo della Coppa del Mondo maschile. Si scioglie solo nell'ultimo gigante, perdendo anche la coppa di disciplina. Ma senza quelle gare annullate a Lenzerheide, chissà...

Odermatt stellare, trionfo in gigante: riguarda la gara

Marco Schwarz 8 - Il Most Improved Player di derivazione NBA è tutto per il 26enne austriaco, che sembra aver unito tutti i puntini del suo indiscutibile - ma fin qui parzialmente inespresso - talento. La terra di conquista si chiama slalom, dove inanella podi in serie (7) e i primi due successi nella specialità. Basta e avanza per vincere la Coppa di disciplina con una gara d'anticipo, l'unico a riuscirci in campo maschile. E con i progressi in gigante, si costruisce il terzo posto nella generale.
Feuz&Kriechmayr 7,5 - Due certezze assolute delle rispettive discipline. Vero che la concorrenza in questo periodo storico non è così spietata, ma loro ci sono sempre. Lo svizzero sfata il tabu Kitzbühel (due volte) e con cinque podi in sette gare vince la Coppa di discesa per la quarta volta (di fila). Come il connazionale Cuche, meglio solo un certo Franz Klammer. L'austriaco parte male, poi non sbaglia più un colpo: prima volta re in Super G, era ora!

Doppietta Feuz! 2 discese, 2 vittorie: riguardalo

Matthias Mayer 7 - Nessuna Coppa per il figlio di Helmut, che però è forse il più continuo nell'arco di entrambe le specialità veloci. Secondo in una classifica, terzo nell'altra. Da gennaio cambia marcia e non esce più dai primi tre sia in discesa che in Super G (sette podi e un successo).
Henrik Kristoffersen 5 - Dimenticate i successi di Madonna di Campiglio e Chamonix, frutto per altro di due grandi rimonte: la stagione del norvegese è da dimenticare. Con un calendario che poteva anche indicarlo come favorito numero 1 per la Coppa generale, il classe '94 non ne azzecca mezza, risultando l'ombra di sè stesso con l'eccezione delle sporadiche manche citate qui sopra. Sesto nella generale, sesto in slalom, ottavo in gigante. Il miglior Kristoffersen è già in soffitta o abbiamo assistito solo a una stagione storta? Per lo spettacolo e il bene dello sci ci auguriamo la seconda, ma con il nuovo che avanza non sarà facile.
Kjetil Jansrud 4,5 - È stata la stagione del tramonto per il fenomenale norvegese? Il rischio è forte. La Val Gardena è stato la sua unica isola felice, col terzo posto in Super G. Poi tanto buio, con Saalbach (due volte fuori dai 30) a chiudere nel peggiore dei modi l'annata.
Daniel Yule 4 - Qui l'età non centra, ma che delusione lo svizzero! Nel carrozzone dello slalom speciale, partiva come favorito della vigilia insieme a Noel per vincere la Coppa di specialità, ma non ci è andato neanche vicino. Il suo score recita due settimi posti come miglior risultato e il sedicesimo posto finale in slalom. C'è poco da aggiungere.
Aleksander Aamodt Kilde sv - Non si può dare un giudizio finale al predecessore di Pinturault, che chiude la sua stagione a metà gennaio per un brutto infortunio al ginocchio in allenamento. Fino a quel momento era secondo in classifica generale. Davvero un peccato.

Kilde, crociato anteriore rotto: ecco come è accaduto

Donne

Petra Vlhova 9 - Ce l'ha fatta, la fenomenale slovacca. Una stagione da maratoneta, con 31 gare su 31 nel motore e con l'obiettivo della generale fisso in testa fin da Soelden. Forse meno spettacolare di alcune sue colleghe, ma sempre sul pezzo. Petra chiude con dieci podi e sei vittorie (quattro in slalom, una in parallelo, una in gigante). Sempre in battaglia nelle prove tecniche, in crescita anche nelle prove sopra i 100 km/h. E mette la Slovacchia sulla cartina geografica dello sci alpino. Mica male per l'allieva di Livio Magoni!

Vlhova vince in gigante sulle nevi di casa

Lara Gut-Behrami 8,5 - Alzi la mano chi si aspettava una stagione del genere da parte della ticinese. Forse solo lei, o forse nemmeno. Dopo un avvio senza grossi squilli, Lara trasforma il 2021 nell'anno più luminoso della sua già splendida carriera: dieci podi e sei vittorie come Vlhova, dominando in Super G, banchettando in discesa in assenza di Sofia Goggia e rispolverando il gigante. Riapre una Coppa che sembrava già assegnata e chiude col rammarico di non potersela giocare fino all'ultimo per l'annullamento della gare veloci a Lenzerheide. Ma che brava!
Mikaela Shiffrin 8 - Torna in gara a novembre, a otto mesi dalla morte del padre. Non prende parte alle gare veloci e non sembra quasi mai al 100%. Poi vai a vedere i suoi numeri e capisci una volta di più quanto sia una fuoriclasse inarrivabile. Sedici gare in Coppa del Mondo, dieci podi, tre vittorie e mai peggio di un sesto posto. Vince meno, perchè in gigante la concorrenza alta e in slalom trova un nuovo fenomeno di cui parliamo qui sotto. Ma signori, se questa era la stagione dei dubbi e si ritrova al 100%, la statunitense può davvero tornare ingiocabile per la concorrenza.

Shiffrin dominante, lo slalom è suo

Katharina Liensberger 8 - L'anno dell'esplosione. La 23enne austriaca mette da parte ogni timidezza e regala una stagione clamorosa tra i rapid gates dello slalom, premiata con la giusta Coppa di specialità. Chi l'avrebbe detto, nel giardino di casa di Shiffrin e Vlhova? Praticamente sempre sul podio (otto volte), chiude sfatando il tabu vittoria in Coppa del Mondo dominando sia ad Are che a Lenzerheide. E occhio ai progressi in gigante...
Michelle Gisin 7,5 - Altra stakanovista del gruppo, lei salta solo due gare su trentuno. Arriva con la lingua di fuori, ma con tanti motivi per sorridere. Il terzo posto nella generale e la prima vittoria in Coppa del Mondo, nello slalom di Semmering, dove spezza il duopolio Shiffrin-Vlhova che durava da una vita.

Gisin rompe il tabù slalom per la Svizzera: che gara!

Corinne Suter 7 - Un'altra che in velocità raramente fallisce. Vince la discesa inaugurale in Val d'Isere, l'unica a battere sul campo la fenomenale Goggia. Poi fa presenza fissa nelle prime tre e chiude sul podio in entrambe le classifiche di specialità. Sicurezza.
Ragnhild Mowinckel 5,5 - Nella stagione del rientro dopo l'infortunio al crociato, la norvegese fa molta fatica. Nessuno si aspettava che potesse tornare da subito ai suoi livelli, ma qualcosa di più era atteso. Un nono posto in discesa e un settimo in Super G sono le uniche due top 10 della sua annata, in cui ha disputato venti gare. Coraggio!
Wendy Holdener 5 - Un voto che va pesato in base alle aspettative. La svizzera chiude sì con tre podi, ma non dà mai l'idea di potersela giocare per la vittoria nè per qualcosa di importante. In slalom è la prima delle umane, ma lontana dalla aliene. In gigante non va oltre l'ottavo posto di Kranjska Gora e in Super G è al massimo nona a St. Anton. Pure orfana della combinata. E in generale chiude decima, mai così indietro dal 2015. Sfortunata nel finale, quando viene fermata da Covid mentre sembrava finalmente pimpante.
Stephanie Venier 5 - Il Covid la colpisce a inizio stagione e lei non si ritrova più. Dopo esser stata tra le migliori velociste del gruppo nel 2019/20, dove aveva colto anche due podi, quest'anno non fa meglio di un nono posto. Anche lei da ritrovare.
Ilka Stuhec 4,5 - La velocista slovena evapora nel 2021. Tre volte nelle migliori sette a inizio stagione, poi buio pesto. Al massimo ventesima e tre volte fuori dalle trenta. Finale da dimenticare, decisamente.

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