Niente discese. E ora neanche i Super G. Le finali di Coppa del Mondo di sci alpino a Lenzerheide sono partite nel peggiore dei modi, con la cancellazione di entrambe le prove veloci sia in campo maschile che in campo femminile a causa di nevicate senza tregua e una fitta nebbia sul tracciato. Impossibile gareggiare sia mercoledì che giovedì e questo nessuno lo mette in dubbio: l'incolumità dell'atleta prima di tutto. Ma a far discutere è e sarà un regolamento astruso, che di fatto peserà come un macigno su uno degli epiloghi stagionali più avvincenti degli ultimi anni.
Per spiegarsi: il libro mastro della FIS non consente cambi di programma per quel che riguarda il calendario delle finali. O si gareggia nel giorno stabilito o la prova verrà cancellata. Una norma a cui si fatica a trovare un senso in generale, tanto più per uno sport outdoor dove il meteo è per forza di cose un fattore, che sia ottobre, gennaio o marzo. Il maltempo era atteso da settimane su Lenzerheide, quindi non è stato affatto una sorpresa. Così come era noto che da venerdì la situazione sarebbe migliorata. Perchè non adottare una maggiore flessibilità? Due accorgimenti che diversi addetti ai lavori hanno suggerito non sembravano così campati in aria: 1) sacrificare il Team Event di venerdì, che con tutto rispetto non può avere la precedenza sulle gare che decidono la Coppa del Mondo. 2) disputare una gara anche il lunedì della settimana successiva.
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In una situazione che appare "sbagliata" a prescindere, l'aggravante è che l'eliminazione di due prove veloci inficia sulla sfida per la Coppa del Mondo generale che, come detto, è (sarebbe stata) aperta sia tra gli uomini che tra le donne. In campo femminile, Lara Gut-Behrami arrivava a Lenzerheide con 96 punti di ritardo da Petra Vlhova, con la possibilità di accorciare o addirittura effettuare il sorpasso tra discesa e Super G, giocarsela con la rivale in gigante e incrociare le dita in slalom. Ora appare decisamente improbabile che la Coppa non finisca in Slovacchia (con merito eh, ci mancherebbe): la ticinese dovrebbe fare il pieno in gigante e sperare in un doppio zero o quasi di Vlhova. In campo maschile il discorso è simile: Marco Odermatt ha qualche speranza in più, inseguendo a 31 punti da Alexis Pinturault, ma avrebbe potuto trovarsi tranquillamente davanti dopo le due gare veloci (per quanto il francese abbia vinto in Super G proprio a Lenzerheide). Un peccato non potersi godere due duelli così in una sfida a tutto campo.
Se il programma proseguirà senza altri intoppi come pare, la stagione maschile si chiuderà con 7 discese, 6 Super G, 10 giganti, 11 slalom e un parallelo. Quella femminile con 7 discese, 6 Super G, 8 giganti, 9 slalom e un parallelo. È chiaro che per dare una teorica e uguale possibilità a tutti di concorrere per la classifica generale questa distribuzione non possa andar bene, apparendo sbilanciata soprattutto in campo maschile, dove tra l'altro la polivalenza che si vede tra le donne è fatto molto più raro. Si tratta di una questione annosa, ma che non sembra toccare i cuori di decide, visto che come ha dichiarato Lara Gut, il progetto 2021/22 prevede 5 Super G e 9 slalom nel calendario femminile. Sarà davvero così o cambierà qualcosa?

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