Domenica 20 marzo si è chiusa la Coppa del Mondo di sci alpino 2021/22 dopo una stagione intensa e inframmezzata dai Giochi Olimpici di Pechino. Le finali di Courchevel/Meribel hanno consacrato Marco Odermatt e Mikaela Shiffrin come nuovi campioni. È il momento quindi di tirare le somme e dare i giudizi finali ai principali protagonisti del circo bianco con le pagelle di Eurosport. I nomi che prenderanno voti alti già si sanno, ma come sono andati gli altri? Prima di cominciare, è bene fare delle precisazioni importanti: 1) in questo articolo NON vengono presi in considerazione gli italiani, di cui abbiamo già parlato in un altro articolo. 2) le valutazioni non tengono conto dei risultati dei Giochi Olimpici di Pechino 2022, ma riguardano SOLAMENTE la Coppa del Mondo. 3) il voto viene assegnato in rapporto alle aspettative/qualità dell'atleta o del gruppo di atleti.

La prima coppa generale di Odermatt: tutta l'emozione sul podio

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Sci Alpino
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10/05/2022 A 11:06
Marco Odermatt 10 - A pensarci ora, è incredibile credere che venisse dato per favorito con qualche “riserva”. Otto vittorie e sedici podi in venticinque gare. Leader della classifica generale praticamente dal primo all’ultimo giorno, direziona la Coppa del Mondo verso sè stesso da subito, chiudendo di fatto i discorsi ad inizio gennaio. La stagione perfetta: al gigante (sempre sul podio) e Super G, aggiunge solidità in discesa. A 24 anni il suo primo globo, ma se va avanti così sarà uno dei tanti. Gli manca solo lo slalom, ma forse è stata la sua fortuna.

Odermatt, vittoria e inchino per chiudere una stagione stellare

Aleksander Aamodt Kilde 9 - Presentarsi al ritorno da un infortunio pesantissimo con una vittoria alla terza uscita, incipit di una striscia vincente in Super G e in parte anche in discesa. Re delle prove veloci con due sfere di cristallo, sette successi e nove top-3, dimostra - se ce ne fosse stato bisogno - che il trionfo generale del 2020 non è arrivato per caso. E chissà cosa potrebbe accadere se aggiungesse il gigante con regolarità.

Kilde-Shiffrin, che tenerezza! L'abbraccio dopo il traguardo

Henrik Kristoffersen 7,5 - Immaginarsi il Kristoffersen post-Olimpiadi moltiplicato per sei, come i mesi di durata della stagione di sci alpino. Quello che, quando vuole, lascia le briciole agli altri in slalom e gigante, tornando spaventoso come ai tempi della rivalità con Hirscher. Guarda a caso, proprio quando scopre di aver rincontrato sulla neve uno più forte di lui. I numeri restano ancora dalla parte del 27enne norvegese, ma ha bisogno di eccellere con costanza per puntare al bersaglio grosso.
La nouvelle vague norvegese 8 - Lucas Braathen e Atle Lie McGrath: due atleti del Duemila che abbiamo conosciuto da almeno un paio di stagioni, ma che quest’anno sono esplosi definitivamente, anch’essi rientranti da un grave infortunio. Tutto parte da quel folle slalom di Wengen vinto in rimonta dal primo. Si accende la scintilla che scatena un’ulteriore vittoria e sette podi in due. A costoro si aggiunge al termine della stagione il classe 2001 Alexander Steen Olsen, top-10 nel gigante delle Finali. Un futuro più che roseo per la Norvegia maschile, autentica protagonista della stagione.

Kristoffersen esce, Braathen vince tra le lacrime di gioia

Matthias Mayer & Vincent Kriechmayr 6,5 - I due austriaci tornano meritatamente in top-5 della generale collezionando tanti piazzamenti sul podio, alternati tuttavia anche da giornate no, fatto inusuale rispetto a come ci stavano abituando. Il primo parte forte ma non trova più la strada del successo, gettando alle ortiche due podi di specialità nell’ultima settimana; il secondo si sveglia troppo tardi, ma almeno riesce ad agguantare una doppietta nelle Finali e la terza piazza nella classifica di Super G. Rimangono di tutto rispetto le 4 vittorie e 14 podi nel complesso.
Beat Feuz 6 - Ecco, Cannonball era l’uomo da cui ci si aspettava potesse trarre maggiore vantaggio dalla parità di gare tecniche e veloci nel calendario, potendo finalmente riacquisire ambizioni per la generale. Ma il Super G non gli entra mai e una sola specialità non basta, seppur ottenendo sette podi. Si spezza l’egemonia in discesa, con l’unico acuto a Kitzbühel.

Feuz dopo un anno è tornato: terza vittoria sulla Streif

Manuel Feller 7 - Anche se di anno in anno sbaglia sempre meno, non smette di regalare divertimento con le sue prestazioni funamboliche. Raccoglie quasi lo stesso numero di podi (sette) rispetto a tutto il resto della carriera, più il secondo posto nella classifica di slalom e il terzo in gigante. Cosa gli è mancato rispetto alla stagione precedente? Soltanto la vittoria, sfiorata una volta per colpa dell’indomabile Odermatt tra le porte larghe, un’altra a causa dell’impresa di Johannes Strolz (voto 7).
Alexis Pinturault 4,5 - Doveva difendere il trono, si ritrova a stringere i denti per una disonorevole top-10. Odermatt gli lascia porta vuota dieci volte (in slalom) e lui calcia quasi sempre fuori. Dopo Pechino 2022 va in completo blackout, mancando il successo per la prima volta dopo dieci stagioni. Almeno prima aveva trovato tre sporadici podi.
Clement Noel & Mathieu Faivre 5 - Difficile credere che abbiano preparato la loro annata esclusivamente in funzione delle Olimpiadi Invernali (oro e bronzo). Noel partiva da favorito indiscusso per la coppa di slalom, ma è principale vittima dei tormentosi accadimenti in questa specialità. Salva una pesantissima insufficienza con una delle più belle prestazioni individuali nella prima gara e un secondo posto nella penultima. Il campione del mondo di gigante Faivre viene schiacciato dalla numerosa concorrenza e non riesce a spiccare. Viene da chiedersi: c’è un francese sopra la sufficienza? Certo, l’eterno Johan Clarey (voto 6,5), capace di migliorare il record di longevità sul podio.

Noel che beffa! Avrebbe stravinto, ma cade e salta l'utima porta

Marco Schwarz 5,5 - Annata storta del cariniziano, terzo in Coppa del Mondo 2020/2021, che ha dalla sua l'alibi dell’infortunio alla caviglia ad inizio stagione. Casualmente, appena ritrova una condizione vicina al top, tornano anche i buoni risultati. Rimandato ad ottobre.
Filip Zubcic 4 - Lo troviamo competitivo in un solo fine settimana, quello di Val d’Isere, nel quale butta via un podio in gigante che raccoglie nello slalom del giorno dopo. Che regressione del croato, da 5° a 23° in graduatoria un anno dopo.
La nazionale del Canada 6,5 - Rischiava di scomparire dalla geografia di questo sport al maschile, invece sorge il ricambio generazionale. Un viaggio che parte dall’exploit di Broderick Thompson, per poi scoprire la rivelazione James Crawford e assistere al miracolo di Cameron Alexander. Bentornate Foglie d’acero!

Miracolo di Alexander, vince col pettorale 39 in discesa!

Donne

Mikaela Shiffrin 9 - Al termine della stagione 2018/19, sembrava che la statunitense dovesse cannibalizzare la Coppa del Mondo per un altro decennio, lasciando le briciole alle altre. Quel che è successo dopo lo sappiamo. Mikaela è risorta dalle sue ceneri e ha vinto la sua quarta generale in carriera - come Lindsey Vonn - la sua prima da terrestre. Cinque vittorie e quattordici podi nella sua annata, dove ha trionfato con la continuità più che da serial winner. Incredibile la capacità di rialzarsi dopo le Olimpiadi più buie della sua carriera, mentre il capolavoro lo dipinge nelle prove veloci di Courchevel: prima in discesa e seconda in Super G, le specialità "meno care" e sigillo sulla Sfera di cristallo.
Petra Vlhova 8,5 - La campionessa uscente c’è sempre e rimane in corsa per il bersaglio grosso fino alle Finali, pur chiudendo in calando una stagione lunghissima. Regina dello slalom come nel 2020, se la gioca anche in gigante. Per avere chance per il bersaglio grosso avrebbe dovuto strappare qualche punto importante nelle discipline veloci, dove però ha gareggiato in appena sei occasioni e non andando oltre due sedicesimi posti. Tredici i suoi podi complessivi in questa Coppa del Mondo, che le vuoi dire?

Vlhova lontana, Shiffrin si scioglie: festa per la 4ª coppa generale

Sara Hector 7,5 - Dopo l’esordio anonimo a Soelden, si trasforma in una clamorosa macchina da guerra in gigante e da dicembre a marzo non scende più dal podio, dimostrandosi inarrivabile per chiunque in più di una gara. Fatale, però, si rivela la prova casalinga di Are, dove cade malamente. Uno zero pesante in ottica coppa di specialità e una botta che la condiziona anche alle Finali di Meribel, dove paga dazio in favore di Tessa Worley. Un epilogo amaro, che offusca solo in parte quella che è di gran lunga la miglior annata della sua carriera slalom speciale compreso. Spiritata.

Che brava Hector! Vittoria dopo 7 anni, rivivi la sua gara

Katharina Liensberger 5 - La scorsa stagione aveva alzato l’asticella ad altezze siderali, dimostrandosi la più forte di tutte in slalom con tanto di titolo mondiale e Coppa di specialità. Normale, dunque, che le aspetattive fossero altissime. Lei, però, va ben lontana da quanto fatto in precedenza. Una sola vittoria, appena a marzo ad Are, oltre a due podi si possono considerare un magro bottino per una del suo calibro. Spesso irriconoscibile, non riesce a cambiare passo neanche in gigante nonostante il promettente quarto posto di Soelden.

Liensberger, che reattività! Rimane in pista con gran numero

Ragnhild Mowinckel 7 - Il successo in Super G a Courchevel è l’arrivo di un percorso e la prima tappa di un nuovo viaggio. Dopo un biennio di sfortune, la norvegese è tornata quella splendida polivalente che avevamo imparato a conoscere. Otto top 5 tra discesa, Super G e gigante, tre podi e addirittura il quarto posto finale in classifica generale. Con fiducia ritrovata e lontana dai guai, può essere ancora più protagonista negli anni a venire.
Michelle Gisin 7 - Altra stagione davvero intensa per la super polivalente svizzera, che difficilmente disputa una gara anonima quando si presenta al cancelletto. Sul podio in gigante, slalom e Super G, quarta in discesa a Courchevel. Le manca la vittoria (o LE vittorie) per vederla in corsa per la generale.
Wendy Holdener 5 - Per la svizzera è stata una stagione complessa, iniziata in ritardo a causa dell’infortunio alle mani e proseguita tra altre magagne fisiche. Appena due podi per lei, entrambi in slalom, ma soprattutto tanta fatica e un conseguente arretramento anche nella classifica generale finale, dove ha registrato il peggior numero di punti complessivo dal 2015. Wendy è una big del circuito, la speranza è di rivederla al top già dalla prossima stagione.

Brutta testata sul palo per Holdener, gara interrotta

Corinne Suter 6 - La svizzera è stata l’ultimo spauracchio per Sofia Goggia nella corsa alla Coppa di discesa, ma va sottolineato che senza l’infortunio della bergamasca non ci sarebbe stata storia. Gennaio è stato il suo mese, con l’unica vittoria della stagione in Coppa del Mondo e buona continuità sia in discesa che in Super G. Prima e dopo, alti e bassi.
Lara Gut 6,5 - Le è mancata continuità, ma anche lei è stata sfortunata a causa di stop improvvisi (leggasi Covid e tanti saluti alle gare nella seconda parte di dicembre). È riuscita comunque a portare a casa cinque podi in tre specialità e due vittorie, segno che il suo tempo non è ancora finito.

Gut ingiocabile, vince il Super G davanti a Goggia

Alice Robinson 4 - Per aspettative, forse la delusione più grande di questa stagione. Il miglior risultato è un quarto posto in Super G (Sankt Moritz), mentre nel "suo" gigante non è mai entrata in top-10! L’età è dalla sua, la sensazione è che sia stata solo un’annata di passaggio.
Tessa Worley 7,5 - Intramontabile Tessa. La francese si prende la sua seconda coppa di gigante, dimostrandosi la più continua in assoluto, sfruttando l’uscita di Hector e il "regalo” di Shiffrin all’ultima gara. La classe è innata per questa sciatrice che vinceva la sua prima gara in Coppa del Mondo nel lontano 2008 e a 32 anni compiuti non sembra aver intenzione di smettere di stupire. Anzi. Quattro volte nelle migliori sei anche in Super G e primo podio nella specialità sempre più vicino. Come il vino.
Pagelle a cura di Luca Montanari e Marco Castro.

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