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Johanna Schnarf annuncia il ritiro: “Il rimpianto più grande? Tante volte vicina al risultatone"

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Johanna Schnarf

Credit Foto Getty Images

DaOAsport
02/04/2020 A 07:50 | Aggiornato 02/04/2020 A 09:12

Dal nostro partner OAsport.it

Johanna Schnarf ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica, l’azzurra ha appeso gli sci al chiodo dopo quindici stagioni ad alto livello in Coppa del Mondo. L’altoatesina si è fermata definitivamente dopo il terzo infortunio serio della sua carriera, occorsole nel novembre 2018 a Copper Mountain (frattura scomposta di tibia e perone della gamba sinistra). La 35enne, che in passato fece anche i conti con rottura di legamento e crociato prima della gamba sinistra e poi di quella destra, saluta con all’attivo due podi in Coppa del Mondo (seconda nel superG di Cortina e seconda nella discesa di Crans Montana 2010 a un centesimo della vittoria) ma è stata anche quarta nel superG delle Olimpiadi 2014 (a undici centesimi dal bronzo) e quinta nel superG dei Giochi 2018.

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Johanna Schnarf si racconta ai microfoni della Fisi:

Ricordo come se fosse oggi la prima convocazione in Nazionale. Si trattava della trasferta in Nordamerica di Lake Louise e facevo ancora parte della squadra B. Il supergigante non fu un granché, uscii dopo il primo salto, ma fu un’esperienza importante che mi servì per cominciare a capire come funzionava il mondo del professionismo, accanto a campionesse come Isolde Kostner e Daniela Ceccarelli. Quella fu una stagione un po’ difficile perché mi dividevo fra Coppa del Mondo e Coppa Europa. Cosa mi mancherà di questo mondo? L’adrenalina, la tensione del pregara, forse un po’ meno mi mancherà il sacrificio per rimanere al vertice. E poi quanti ricordi con le mie compagne di squadre, ho vissuto per quindici anni in una seconda famiglia come lo è stata la Federazione a cui devo tanto.

Johanna Schnarf splendida seconda nel SuperG di Cortina

00:01:27

La finanziera della Valdaora conclude:

Il rimpianto più grande della mia vita sportiva è stato quello di arrivare tante volte vicino al risultatone, mi è mancata la zampata per lasciare definitivamente il segno. Però ho vissuto tante belle giornate. Alle Olimpiadi di Vancouver, ad esempio, il quarto posto in supergigante a pochi centesimi dalla Vonn non mi ha deluso più di tanto, perché arrivavo da una stagione senza risultati di livello, ma nell’occasione più importante ho tirato fuori ciò che avevo. Ricorderò sempre il podio di Cortina, soprattutto a livello emotivo, perché ero sulla mia pista favorita. L’episodio più deludente? Nel 2006, quando mi qualificai all’ultima gara per le Olimpiadi di Torino, quando mi infortunai al ginocchio sinistro, perché arrivò nel momento in cui andavo veramente forte. Il futuro? Rimango a disposizione delle Fiamme Gialle, mi dedicherò maggiormente alla famiglia, dopo tutti questi anni passati in giro.

stefano.villa@oasport.it

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