C'è un fil rouge importante che lega i 4000 km malcontati tra Killington (Vermont) e Lake Louise (Alberta), sedi del primo weekend nordamericano di Coppa del Mondo di sci alpino. Dove l'Italia, rispettando felici tradizioni, si è ritagliata un ruolo da protagonista. Il primo storico trionfo di Marta Bassino, i podi di Dominik Paris e Federica Brignone, i miglioramenti di Sofia Goggia, la crescita di Emanuele Buzzi, l'acuto di MattiaCasse: i motivi per sorridere sono tanti.

Sci Alpino
Dominik Paris: "Soddisfatto dei due podi anche se volevo vincere, buon inizio di stagione"
02/12/2019 A 08:29

Finalmente Bassino!

L'aspettavamo da tempo e finalmente è arrivata. Il gigante di Killington ci ha regalato la prima vittoria in Coppa del Mondo della 23enne piemontese e non è stato un successo banale. Il gigante femminile è ormai da tempo la disciplina più competitiva e spettacolare dello sci alpino, uomini compresi. Mettersi alle spalle la decina di concorrenti che ambiscono con credibilità a vincere la gara è roba tosta. La Bassino ci è riuscita realizzando qualcosa che le era sempre mancato, fin qui: sciare alla grande entrambe le manche. Dominando la prima e spazzando via la pressione nella seconda, spettacolare nel respingere gli assalti di Federica Brignone e Mikaela Shiffrin. E scusate se è poco. Il successo porta in dote fiducia e consapevolezza, a Marta il compito di dare continuità al suo capolavoro americano per diventare un punto di riferimento dello sci rosa.

Brignone c'è

Quattro giganti disputati a Killington, sempre nelle migliori 8 e due podi. Il feeling della valdostana con questa pista è vivo e solo una grande Bassino le ha negato la seconda vittoria consecutiva a Killington. Dove lei ha messo tutte le rivali in fila nella seconda manche con una prova di grinta, di rabbia, di coraggio, per rimontare cinque posizioni. Perfetta. E peccato per quell'inforcata nello slalom, dopo l'ottimo 11esimo posto della 1^ manche. Di certo Federica ha capito di poter incamerare punti pesanti anche lì, per andare più lontano possibile in classifica generale. Coraggio.

Paris beffato, ma che forza

Due secondi posti nelle prove veloci di Lake Louise hanno un sapore beffardo per il grande Domme, soprattutto nella discesa dei due centesimi di Thomas Dressen. Ma ci dicono anche una cosa: Paris sarà l'uomo da battere sia in discesa che in Super G per i trofei di specialità. Gli avversari sanno bene che per superarlo devo inventarsi qualcosa di speciale - come ha fatto Matthias Mayer in Super G - o sperare in un suo errore. Lui, intanto, incassa la "sconfitta" - si fa per dire - e continua a macinare podi. Da Bormio (28 dicembre 2018) ne ha infilati 10 su 11 gare veloci disputate in Coppa. Una macchina da guerra pronta a riprendersi il successo già sulla Birds of Prey di Beaver Creek, nel prossimo weekend.

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Gli altri

Detto delle tre luci più luminose, il weekend ci ha lasciato altro materiale azzurro da ricordare. Come il quinto posto di Mattia Casse in Super G, a una manciata di centesimi da quello che sarebbe stato il primo podio in carriera del 29enne nato a Moncalieri. Ma anche il ritorno di Emanuele Buzzi, in crescita in discesa (19°) e ancora di più in Super G (13°) dopo l'infortunio patito a Wengen lo scorso gennaio. Last not least, il gigante di Sofia Goggia. Che dopo la delusione di Soelden si è issata fino ai piedi della top 10 tra le porte larghe, come non le succedeva da quasi due anni. Punti fondamentale per risalire le classifiche di merito e linfa vitale per continuare a correre veloce: da venerdì anche le donne sbarcano a Lake Louise.


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