Era già certo che la coppa di Super G femminile venisse conquistata da un'italiana, ma restava da capire da quale azzurra venisse alzata. L'esito arriva nella penultima gara della stagione, a Lenzerheide: Federica Brignone è la prima azzurra a conquistare la sfera di cristallo di supergigante nella storia, riportando il trofeo in questa specialità in casa Italia dopo i trionfi maschili di Peter Runggaldier (1995) e Dominik Paris (2019). La certezza matematica arriva ancor prima di aprire il cancelletto di partenza, dato che Elena Curtoni, scesa due numeri prima di lei, finisce per terra. La 31enne valdostana mette la firma nell'albo di una stagione quasi perfetta per la nazionale italiana in questo tipo di gara, in cui è mancato solamente l'acuto alle Olimpiadi.
Consapevole del primo posto in graduatoria, Brignone spinge comunque a tutta, esagerando, per conquistare punti importanti in classifica generale, dove si gioca il podio. Chiude lontana due secondi dalla vincitrice, un'impressionante Romane Miradoli, che stacca quasi per dispersione le avversarie nella seconda parte di gara. Prima vittoria (e podio) in carriera in Coppa del Mondo per la 27enne francese, davanti ad una ritrovata Mikaela Shiffrin dopo la parentesi nera di Pechino 2022, seconda a 38 centesimi. Per il terzo gradino del podio bisogna guardare avanti di quasi un secondo, dove Lara Gut-Behrami beffa di un'incollatura Marta Bassino.

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La gara

Tracciato molto tecnico sulla "Beltrametti" di Lenzerheide, quasi da gigante. Conta più gestirsi e tracciare delle linee perfette, piuttosto che prendere velocità. E le francesi lo intuiscono immediatamente, dopo un inizio quasi scioccante, caratterizzato dalla caduta delle prime tre atlete in gara, tutte austriache. Tessa Worley (pettorale numero 4) è la prima a tagliare il traguardo ma, subito dopo la parentesi italiana che decide le sorti della coppetta di specialità, la compagna di squadra Romane Miradoli realizza una prova impeccabile, abbassando il miglior tempo di quasi un secondo e mezzo.

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Continua la selezione in pista (alla fine a farne le spese sono in tutto 15 atlete sulle 48 totali), nessuna è in grado di avvicinarsi alla transalpina. Soltanto le solide Lara Gut e Ragnhild Mowinckel (non a caso esperte nella specialità tecnica tra le porte larghe) restano malapena sotto al secondo. C'è spazio dunque per Mikaela Shiffrin di tornare a brillare e riallungare in classifica generale nei confronti di Petra Vlhova (18ª a +3.31). Le specialiste della velocità faticano tutte, così Marta Bassino ha la chance di poter tornare sul podio in Super G, impresa che sfuma per due soli centesimi, dopo un ottimo avvio (era in luce verde di due decimi nel primo settore).

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Spazio anche per i pettorali alti di portare a casa le migliori prestazioni stagionali, come fatto dall'azzurra Karoline Pichler, chiudendo al 13° posto (seppur in ritardo di quasi tre secondi) con tanto di career best. Trovano i punti anche Francesca Marsaglia (23ª) e Roberta Melesi (29ª); gara da dimenticare per le sorelle Delago: Nicol fa segnare il tempo più alto della gara, Nadia cade così come Curtoni.

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La top-10

1. R. MIRADOLI (FRA)1:19.87
2. M. SHIFFRIN (USA)+0.38
3. L. GUT (SUI)+0.88
4. M. BASSINO (ITA)+0.90
5. R. MOWINCKEL (NOR)+0.94
6. T. WORLEY (FRA)+1.37
7. K. WEIDLE (GER)+2.02
8. M. GISIN (SUI)+2.04
9. F. BRIGNONE (ITA)+2.20
9. L. GAUCHE (FRA)+2.20
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