Immaginiamo sempre gli atleti come stelle infinite, che di stagione in stagione vediamo presentarsi al via della stagione di qualsiasi disciplina. Eppure, dopo anni di carriera, anche gli atleti decidono di dire basta e di lasciare quel pezzo di vita alle spalle, tra successi e dolori, per iniziare un nuovo capitolo della loro storia.
Manuela Moelgg, ex azzurra di sci, si racconta a La Gazzetta dello Sport: dal ritiro del 2018 a oggi, proprietaria del residence Moelgg Dolomites (aperto con il fratello Mandred) e la “nuova vita” sua e quella che sta per arrivare... "Se è stato difficile il post sci? Il primo anno assolutamente sì, ero abituata a muovermi di continuo per le gare e gli allenamenti, avevo mille impegni. Di colpo tutto ciò era scomparso e nonostante le mille incombenze del residence appena aperto, a fine giornata mi sembrava di non aver fatto niente. Non ero proprio abituata a una vita regolare. Però da quando sono in attesa del mio primo bimbo che arriverà a fine giugno ho imparato a godermi anche pace, tranquillità e a riposarmi"
Com’è la vita di un’atleta della Valanga Rosa? Come si fa a spiccare o anche solo a guadagnare i propri successi in un gruppo che per storia e motivazione è sempre alle stelle? Manuela Moelgg risponde a questi interrogativi a la Gazzetta Dello Sport in un’intervista a cura di Monica Conforti.
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Bisogna sicuramente avere molta determinazione, obiettivi su cui concentrarsi. Di grande importanza è la solidarietà che si riesce a trovare all’interno del gruppo. Noi ragazze, con le nostre empatie e problematiche, siamo più soggette ad alti e bassi. È decisivo avere accanto colleghe che ti comprendano, soprattutto durante la stagione agonistica. Con le compagne giuste si superano più in fretta le difficoltà e si cacciano i brutti pensieri
In 18 anni di Coppa del Mondo, Manuela Moelgg ha vissuto diverse generazioni in una sola carriera. cosa consiglierebbe alle nuove leve dello sci azzurro? "È una strada lunga e difficile, bisogna mettere in conto tante rinunce e l’appoggio della famiglia è essenziale. Partendo da un obiettivo ben chiaro ci si deve affidare a uno Sci Club e poi iniziare a disputare gare su gare. A 17 anni correvo in Coppa del Mondo e come tutte le adolescenti avrei potuto lasciarmi distrarre da discoteche, amici e mille altre tentazioni. Ma forse ero già più matura dei miei coetanei e sono andata avanti per la strada che avevo scelto"

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