Dopo lo slalom di combinata che ha consacrato Mikaela Shiffrin campionessa del mondo, le azzurre analizzano la propria gara (dichiarazioni da fisi.org). Si parte da Federica Brignone, uscita dopo tre porte quando era al comando dopo la prima manche.
Pista degna di un Mondiale, queste sono le condizioni che normalmente i piacciono, sono partta troppo all’attacco, pensavo non si scivolasse così tanto e ho commesso un errore. Sapevo di giocarmela con le tre migliori slalomiste del circuito che si trovavano molto vicine dopo il supergigante, ho provato a rischiare il tutto per tutto ma probabilmente non è stata la scelta più adatta. Ero un attimo dentro e lo sci mi è scappato via. Questa formula della combinata mi sembra equa, lo slalom fa veramente la differenza ed è giusto dare un piccolo vantaggio almeno nel pettorale a chi fa bene la manche veloce. Esco da questa giornata con le buone sensazioni del mattino, mi spiace per lo slalom perchè sto sciando bene anche in questa specialità”.

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Si prosegue con Elena Curtoni, quarta con un grande distacco dal podio: “Non ho alcun rimpianto, ho provato a fare la mia parte ma lo slalom era veramente tosto e particolarmente ghiacciato. Ho guardato come stesse andando Brignone ma è uscita subito e mi sono mancati i riferimenti. Così ho provato a sentire gli appoggi nel migliore dei modi, il distacco è ampio ma ho davanti le tre migliori slalomiste al mondo e personalmente mi ritengo ormai una velocista, per cui mi sento promossa. Mi rimane ancora il gigante da fare, sono molto orgogliosa perchè è la disciplina madre, voglio chiudere bene”.

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Infine Marta Bassino, sesta in rimonta dopo lo slalom: “E’ stata una gara tosta, con uno slalom veramente difficile, quasi al limite, perchè non c’era grip e faticavi a stare in piedi. Speravo fosse più facile perchè stavo sciando bene anche in questa disciplina, ma già era diventato difficile al mattino con quell’errore che avevo commesso in supergigante. E’ andata, adesso cambiamo sci e mettiamo quelli da gigante on i quali mi trovo amio agio, ma rimarrà omunque una grande lotta con quel duro lucido che rende difficile la sciata. Oggi mi pareva un duro simile alle gare di Kranjska Gora, anche se in Slovenia avevo lo sci più lunghi, anche se lì le cose erano andate diversamente”.
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