Mai, davvero mai banale Sofia Goggia. Una rockstar abbagliante con gli sci ai piedi, un personaggio anche davanti a telecamere e interviste. L'atleta bergamasca si è raccontata a "Poligono 360", programma di approfondimento dedicato alle discipline olimpiche invernali a cura di Dario Puppo e Massimiliano Ambesi, in onda LIVE lunedì 22 febbraio. Tanti i temi affrontati: dalla dinamica dell'infortunio che l'ha privata del Mondiale di Cortina, ai segreti della sua stagione straordinaria, fino al sogno nel cassetto per il prosieguo della sua carriera.

Goggia: "Tra Mondiale e Coppa del Mondo, scelgo...l'Olimpiade!"

Infortunio e fiducia

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Tutto parte proprio da Garmisch e da un ko che ha dell'incredibile. "Il mio infortunio è paradossale. Ci pensiamo come un’enorme sfortuna, e lo è, ma a dir la verità poteva andare molto peggio. Sono finita a bordopista su questa neve marcissima, a un metro dalle piante. A livello psicologico mi hanno detto che non dovrebbe lasciare segni. È andata così e se sarò intelligente riuscirò a trarre un insegnamento anche da questo". Sofia si è infortunata al piatto tibiale e la sua stagione è finita prima del tempo, proprio quando lei sembrava aver trovato una fiducia e una quadra mai avuta in carriera, come spiega lei stessa. "Quando un atleta si esprime a determinati livelli e con costanza non dipende da un solo fattore predominante, ma significa che tutti i pezzi del puzzle sono al loro posto. È il frutto di tutto il lavoro che ho fatto a livello mentale e fisico, e sul set up. Avevo una serenità mentale ed emotiva che mi ha permesso di essere libera sugli sci e uscire dal cancelletto senza remore".

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La discesa libera

Goggia ha vinto quattro discese e ottenuto un secondo posto in stagione. Padrona di questa disciplina, di cui prova a spiegare i segreti. "La differenza, il discesista la fa con la lettura del terreno e delle pendenze. È un gioco fine secondo me. Avevo questa attitudine quando ho vinto Olimpiadi e la Coppa di discesa, ce l'avevo quest'anno. Mentre gli anni scorsi ho faticato a ritrovarlo. È fondamentale". Abitudine a vincere, come abitudinaria è diventata quell'esultanza una volta tagliato il traguardo, quasi sempre dopo discese da brividi e lasciando le avversarie a distanza folli. "Only the brave” viene da una discussione che ho fatto con una mia amica per questioni di cuore. Alla fine lei mi ha detto così e io mi son messa a ridere. Ho detto che l’avrei fatta in gara: la prima volta ha portato bene e poi l’ho fatto ancora..."

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I Mondiali mancati

A Cortina l'Italia ha vinto due medaglie - l'oro di Marta Bassino in parallelo e l'argento di Luca De Aliprandini in gigante. Sofia sarebbe partita favorita in discesa e con speranze di medaglia in Super G su una pista amica. Ma per lei non sarebbe stato così facile. "Tutti dicono "se ci fosse stata la Goggia a Cortina”…ma nessuno pensa che sarei potuta arrivare indietro, e nessuno mi scaccia l'idea che se fossi arrivata anche seconda sarebbe stato ritenuto un risultato deludente. In Super G, la pista poteva fare al caso mio, ma è sottovalutato l'aspetto neve che non era la classica neve di Cortina. C’è stata predominanza di atlete con determinati tipi di set up. Nei giorni prima la quantità di neve scesa è stata allucinante. Sarebbe stato un terno al lotto".

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Olimpiade nel cuore, ma la Coppa...

Sofia Goggia ha vinto 11 gare di Coppa del Mondo, due medaglie mondiali e l'oro olimpico in discesa a PyeongChang. Ma se le chiedete cosa vuole dal futuro, ha le idee abbastanza chiare. "Vincere Mondiale o Coppa del Mondo? L’Olimpiade! Quella è scritta nella pietra, poi non voglio fare il discorso della volpe che non arriva all'uva, mi piacerebbe vincere Mondiale e Coppa eh...quest'anno per la prima volta ho fatto un pensierino alla Coppa, ero lì. Però io penso di essere atleta da giornata secca e la mia carriera lo dimostra. Certo, la continuità che avevo trovato quest'anno era sintomo della mia crescita da atleta. Ho sempre sognato di vincere le Olimpiadi e a un certo punto della carriera mi son ritrovata a mettere in discussione me stessa. Ho pensato: "adesso che ho raggiunto il mio sogno, che faccio?” Lì ho capito che il modo migliore per onorare i sogni e volerli sempre. Vincere Coppa del Mondo sarebbe una consacrazione, premierebbe la continuità che io, Sofia Goggia, non ho mai avuto in quanto un po’ mina vagante. Quest'anno stavo un po' sfatando il mito, ma mi mancavano ancora dei pezzi".

Sofia Goggia - PyeongChang 2018

Credit Foto Getty Images

Carattere e segreti

La 28enne azzurra chiude spiegando il suo modo di affrontare la discesa libera e gli "spunti" che trae da rivali, compagne di squadra e atleti del settore maschile. "Lo sci è espressione del proprio carattere, come succede in altri sport. Federer e Nadal hanno stesso obiettivo ma vincono in maniera diversa. Io sono così, porto molto in pista la persona che sono. Posso fare quello che mi dicono i tecnici, ma lo sci è creatività e quando sei in pista ci metti del tuo. Sono sempre stata un’ottima ladra nel rubare i segreti agli altri. Se penso a come ho saltato in discesa ai Giochi, lì ho preso da Nadia Fanchini, che era perfetta in quel punto. C'è sempre da imparare da tutte, sta a te riuscire a prendere quel che ti serve e farlo tuo. Tra gli uomini di oggi prenderei la solidità di Kriechmayr, anche se la velocità di Paris nessuno riesce ad averla".

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