Una decisione, quella del governo, di tornare sui propri passi a meno di 24h dalla riapertura degli impianti di sci che ha mandato su tutte le furie addetti ai lavori e migliaia di persone che avevano già prenotato per lunedì 15 febbraio. E così, in Piemonte, nello specifico nella bellissima Val Vigezzo c'è chi ha voluto disobbedire per mandare un messaggio forte. Nello specifico parliamo de "La Piana di Vigezzo", impianto sciistico nella ridente Val Vigezzo nell'Ossola, ha aperto alle 8 del mattino.

Val Vigezzo: protesta per mandare un messaggio

Luca Mantovani, amministratore delegati della società Vigezzo & Friends che gestisce gli impianti, conferma all’agenzia Agi: "Siamo aperti e sta continuando ad arrivare gente, intorno alle 8 avevamo già portato in quota con la funivia che collega la valle con le piste e che è un trasporto pubblico locale e quindi può rimanere in ogni caso aperta, almeno un centinaio di persone. Volevamo dare un segnale: non si può comportarsi in questo modo. Io capisco perfettamente le esigenze della tutela della salute, cosa a cui teniamo ovviamente anche noi, ma non si può cambiare idea meno di ventiquattro ore prima della riapertura. Noi - ha aggiunto Manotvani - siamo una piccola realtà, e nella stagione 2019-2020 abbiamo fatturato circa 400.000 mila euro nella stagione invernale. Quest’anno non arriviamo a 27.000 euro. Si parla di ristori, ma per ora noi non abbiamo visto niente. Martedì comunque, anche la stazione della Val Vigezzo si adeguerà alle decisioni del governo. "Non vogliamo andare contro la legge - conclude l’amministratore delegato - ma ci sembrava necessario dare un segnale forte, e lo abbiamo dato".
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Sul filo della burocrazia

In realtà, gli impianti sono stati poi chiusi alle 10:45. Infatti, quello di domenica da parte del CTS era un comunicato e non un atto ufficiale che in realtà ha avuto validità solamente dalle 10:46 di lunedì 15 febbraio. E così la società Vigezzo and friends, analizzando con lucidità la situazione ecapendo che questa mattina avrebbe potuto regolarmente aprire, lo ha fatto. Proprio perché mancava un atto ufficiale. Fino alle 10,45 alla Piana sono stati venduti skipass giornalieri a chiunque si presentasse alla cassa. Alle 10,46, scattato il decreto, si sono chiusi gli impianti e quindi non l’attività sulla neve in genere come era stato annunciato ieri: in altre parole, sì a sci di fondo, ciaspole, sci alpinismo e no a tutto ciò che prevede l’utilizzo di un impianto meccanico di risalita. E poi? Poco prima delle 11 circa è stata chiusa la cassa della Piana di Vigezzo, rimborsando il biglietto a quegli sciatori che l’avevano appena acquistato ed erano ancora in attesa di salire sulla cabinovia. Sulle piste, invece, le attività sono proseguite regolarmente in quanto gli agonisti possono sciare e risalire con gli impianti dopo ogni discesa. Sempre nel pomeriggio di lunedì 15 dovrebbero avvenire degli incontri tra i gestori delle stazioni del Piemonte per organizzare iniziative di protesta, anche se in molti aspettano una presa di posizione direttamente dal nuovo Presidente del Consiglio Draghi che potrebbe prendere in mano direttamente la questione sci.

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