Nel giorno in cui Wengen indossa finalmente l'abito di gala, torna a sorridere Dominik Paris. L'azzurro chiude al terzo posto la discesa bis sul mitico Lauberhorn, affrontato stavolta dalla partenza originale e sul tracciato completo di oltre 4 chilometri. Bravo Domme a tornare sul podio dopo il secondo posto del 2020, su una pista che gli era spesso risultata ostica in passato. Non una gara perfetta, condita da una sbavatura alla Kernen Esse, ma va benissimo così: il viatico per Kitzbühel, in programma nel prossimo fine-settimana di Coppa del Mondo, è ottimo.

Paris fa pace con Wengen, è terzo: rivivi la gara

La top 10

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16/01/2022 A 14:08
1. V. KRIECHMAYR (AUT)2:26.09
2. B. FEUZ (SUI)+0.34
3. D. PARIS (ITA)+0.44
4. M. ODERMATT (SUI)+0.46
5. M. MAYER (AUT)+0.51
6. M. CATER (SLO)+0.66
7. A. A. KILDE (NOR)+0.98
8. S. ROGENTIN (SUI)+1.36
9. O. STRIEDINGER (AUT)+1.67
10. M. FRANZ (AUT)+1.77
A vincere e far discutere è Vincent Kriechmayr. L'austriaco aveva saltato i due test cronometrati a causa della positività al Covid-19 e dopo la sua negativizzazione, la FIS gli aveva concesso di svolgere una prova farlocca, in via del tutto eccezionale, poco prima della gara di venerdì (il regolamento prevede che per poter partecipare a una discesa libera sia obbligatorio partire in almeno una prova). Polemiche ce ne sono già state, figuriamoci dopo questo successo...Il campione del mondo in carica, comunque, è l'unico a interpretare la gara nella maniera corretta dall'inizio alla fine e a meritarsi sul campo un successo prestigioso. Tra lui e l'azzurro chiude il padrone di casa Beat Feuz, che condisce una gara eccezionale con un paio di errori fatali (uno in particolare prima dell'Hanneg-schuss).

A Kriechmayr non servono le prove, domina a Wengen

Chi non smette mai di incantare è Marco Odermatt. Anche nella versione integrale del Lauberhorn, il fenomeno svizzero non sente nessun timore reverenziale e solo due centesimi di troppo gli negano un altro podio in discesa libera. Con la Coppa del Mondo generale quasi in tasca, la mente è sgombra e tutto riesce facile. Chissà che a breve non riesca a centrare il primo successo in carriera anche in questa disciplina. Dietro di lui un altro esponente dell'alta nobiltà delle prove veloci, Matthias Mayer. Poi la sorpresa Martin Cater e la delusione di giornata, parlando dei big: Aleksander Aamodt Kilde.

L'ultima gara di Carlo Janka: grazie di tutto

L'Italia piazza altri tre atleti a punti. Christof Innerhofer trova un discreto 12esimo posto, Matteo Marsaglia e Mattia Casse fanno molta più fatica e si piazzano rispettivamente 28esimo e 29esimo. Fuori dai 30 Emanuele Buzzi e Pietro Zazzi, mentre Guglielmo Bosca non completa la discesa. Ai margini della cronaca, va ricordato Carlo Janka. Lo svizzero chiude con una mezza passerella una carriera folgorante per un biennio mai più ripetuto e che l'ha visto re della Coppa del Mondo generale (nel 2009), campione mondiale e olimpico (sempre in gigante, tra il 2009 e il 2010). Wengen saluta il su beniamino. Dominik Paris, intanto, torna ad indossare il pettorale rosso della classifica di discesa grazie al 41esimo podio in Coppa del Mondo. Una graduatoria davvero avvincente dopo sei gare, con l'azzurro in testa a quota 316 punti, davanti a Kilde e Feuz (entrambi a 305), Mayer a 302, Kriechmayr a 285 e Odermatt a 276. Mancano quattro prove al termine e la prossima settimana arriva la Streif...

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