Trenta podi complessivi, conquistati da nove atleti diversi: l’Italia dello sci alpino riparte da Soelden dopo il cospicuo bottino del 2019/20 e con l’ambizione affatto folle di replicare quel risultato. Tra veterani inossidabili, leader nel pieno della maturità psico-fisica e talenti in rampa di lancio, la pattuglia azzurra è composta dal giusto mix di atleti per provare a rivaleggiare – anche quest’anno - con le superpotenze della neve in termini di risultati.

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Brignone punta il bis

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Il discorso non può che partire da Federica Brignone. Sono passati sette mesi da quello storico 11 marzo, giorno in cui la valdostana diventava ufficialmente la prima italiana di sempre a vincere la Coppa del Mondo generale nello sci alpino. Un risultato clamoroso, frutto di una stagione quasi irripetibile per continuità e conclusasi senza gran finale per colpa del Covid. Ma che non ha tolto l’appetito alla figlia di Ninna Quario. Dove può arrivare Federica quest’anno? Il bis non è proibitivo, ma resta molto complicato.
L'oro mondiale mi manca ma io punto alla Coppa del mondo e alle coppette di specialità [Federica Brignone]
Molto rimane legato al ritorno di Mikaela Shiffrin, lontana dalle gare dallo scorso fine gennaio a causa della scomparsa del padre. La statunitense dovrebbe saltare anche Soelden e il suo rientro è ancora avvolto nella nebbia. È chiaro che se la nativa di Vail fosse nel pieno delle sue facoltà atletiche e mentali sarebbe la favorita numero uno. Ma di questo non v’è certezza. Per questo, ad oggi, l’avversaria principale della Brignone è Petra Vlhova, probabilmente la candidata più papabile al coppone. Quasi insuperabile in slalom – in assenza di Shiffrin - , da corsa in gigante e ormai competitiva anche nelle prove veloci, dove ha già sfiorato il podio. Brignone dovrà ripetere la progressione vista nella scorsa stagione per starle dietro e non potrà contare sulle combinate, assenti nel nuovo calendario e dove lo scorso anno ha vinto due volte su due. Una sfida su ogni fronte, insomma, a partire dalla battaglia campale per una coppetta di gigante che si preannuncia spettacolare.

Federica Brignone festeggia sul podio insieme a Mikaela Shiffrin e Petra Vlhova, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Il ritorno di Paris

Il crac al crociato alla vigilia di Kitzbuhel fa ancora male, soprattutto perchè stava andando fortissimo. Ma Dominik Paris si presenta al via della nuova stagione con le carte in regola per riprendere il discorso dove l’aveva lasciato. Il recupero è stato rapido e senza intoppi. In più, l’annullamento della tradizionale tappa nordamericana sposta il suo debutto nelle prove veloci a inizio dicembre (in Val d’Isere). Un po’ di tempo in più per ritrovare i meccanismi, insomma. Non impossibile rivederlo presto sul podio, dunque, e neanche programmare il picco di forma per metà febbraio, quando ci saranno i Mondiali di Cortina. Fuori questione il discorso Coppa generale e anche per quella di discesa servirà un’impresa, se Beat Feuz dovesse essere il superbo atleta visto nelle ultime stagioni. Nonostante tutto, però, Domme dovrebbe essere di nuovo il nostro punto di riferimento in campo maschile.

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Goggia e Bassino con ambizioni di alta classifica

Ridurre il discorso femminile alla sola Federica Brignone sarebbe ingeneroso. Sofia Goggia non ha bisogno di presentazioni. La bergamasca ha vinto un Super G la scorsa stagione e trovato buona continuità prima di farsi male al radio del braccio sinistro e chiudere in anticipo le sue fatiche. Sofia è pienamente recuperata e in fatto di talento non invidia nulla a nessuno. Lottare per il trofeo nelle prove veloci non è utopia, anche dovrà limitare gli errori da frenesia. Atleta da piani alti Sofia, proprio come tale è diventata Marta Bassino. Finalmente vittoriosa in Coppa del Mondo e sul podio in ogni disciplina eccetto lo slalom lo scorso anno, è in rampa di lancio per spiccare definitivamente il volo. Occhio a lei fin da Soelden dunque: il quinto posto in generale del 2020 si può anche migliorare.

I podi italiani nel 2019/20

Federica BRIGNONE11
Marta BASSINO6
Dominik PARIS5
Sofia GOGGIA2
Nicol DELAGO2
Elena CURTONI1
Francesca MARSAGLIA1
Alex VINATZER1
Stefano GROSS1

Il gruppo azzurro

Se parliamo di velocità, il gruppo femminile azzurro è uno dei più formidabili dell’intero Circo Bianco. Elena Curtoni ha vinto nel giorno della storica tripletta di Bansko con Bassino e Brignone. L’esperienza di Francesca Marsaglia e la sana incoscienza di Nicol Delago, soprattutto in determinati tracciati, possono valere il podio. È nelle prove tecniche, invece, che si aspetta lo sbocciare di alcune gemme promettenti. Marta Rossetti (1999) si è già portata a ridosso della top 10 in slalom e ha tutto per entrarci in pianta stabile. Obiettivo a cui puntano anche Martina Peterlini (1997) e Lara Della Mea (1999), quest’ultima reduce da una stagione in cui ci si attendeva qualcosa di più.

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Tra gli uomini e i rapid gates dello slalom sgomiterà Alex Vinatzer. Terzo a Zagabria a gennaio per il suo primo podio in Coppa, ha tutto per dire la sua in una disciplina spettacolare e in questo momento anche molto competitiva. Luca De Aliprandini sarà ancora il leader della squadra di gigante, alla ricerca di due manche perfette nella stessa gara per centrare un successo che insegue da un po’. Con lui Simon Maurberger, in ripresa dall’infortunio, l’inossidabile Manfred Moelgg e Riccardo Tonetti, orfano della “sua” combinata. Al fianco di Paris cercano la giornata giusta Mattia Casse (5° a Saalbach e Kitzbuhel in Super G lo scorso inverno) ed Emanuele Buzzi, oltre al rientrante Christof Innerhofer. Capitolo ritiri: non saranno più della partita punti di riferimento come Peter Fill, le sorelle Nadia ed Elena Fanchini e Johanna Schnarf.

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