Siamo a metà gara ma Petra Vlhova ha già un vantaggio importante per proiettarsi verso la quarta vittoria stagionale in slalom femminile, nella quinta gara tra i pali stretti di Coppa del Mondo 2021/2022, a Zagabria. Torna Mikaela Shiffrin dopo lo stop per Covid con una buona seconda posizione provvisoria sul pendio croato, ma distante 64 centesimi. In corsa per il podio anche Wendy Holdener e Anna Swenn Larsson, rispettivamente terza e quarta e attorno agli otto decimi di ritardo dalla slovacca.

Vlhova fa il vuoto sulle foglie di Zagabria

Una gara in cui fanno più notizia le condizioni della pista “Crveni spust” piuttosto che le prestazioni delle atlete. A Zagabria c’è poca neve a causa delle temperature sopra la media, gli addetti ai lavori fanno quello che possono ma il manto, già sporco di suo, è ricoperto di foglie spostate dalle raffiche di vento e si rovina presto. Condizioni che compromettono la spettacolarità della gara, riducendo l’interesse al solo primo gruppo di merito (le prime sette atlete in ordine di partenza).
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Petra Vlhova scende per prima ed è l’unica a completare una manche senza sbavature. La slovacca, che ha vinto le ultime due edizioni dello slalom di Zagabria, sogna un tris consecutivo mai raggiunto nel tracciato della capitale croata. Anche se è vero che Mikaela Shiffrin ha vinto quattro volte, ma al massimo per due edizioni di fila. La fuoriclasse statunitense ha raggiunto Zagabria al volo grazie alla negativizzazione riscontrata il giorno precedente alla gara, e sarebbe un successo anche solo confermare il piazzamento d'onore della prima manche.

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La lotta per il terzo posto è un testa a testa tra Wendy Holdener (virtualmente sul podio a +0.81) e Anna Swenn Larsson (quarta a tre centesimi dall'elvetica), ma Katharina Liensberger è lì in agguato, non troppo distante (quinta a +1.17). Soprattutto se si considera che con una superficie che si sgrana così in fretta le grandi rimonte sono dietro l'angolo. E quindi attenzione anche a Lena Duerr (6^ a +1.69), Andreja Slokar ed Erin Mielzysnki, le uniche due con un pettorale sopra al 7 a limitare i danni e rimanere sotto il paio di secondi di ritardo. Dovranno riscattarsi invece Michelle Gisin e Ana Bucik, rispettivamente nona e decima tra i due secondi e i due e mezzo.

Lara Della Mea in seconda manche

Soltanto quattro le azzurre al via, prive della "capitana" Martina Peterlini (stagione finita) e Federica Brignone, ossia le uniche fino ad oggi in grado di andare a punti. Stavolta a piazzare una bandierina italiana nelle trenta è Lara Della Mea. I distacchi sono elevatissimi (la trentesima paga poco meno di 4"50) e la 22enne di Tarvisio finalmente torna a qualificarsi in una seconda manche di Coppa del Mondo, esattamente due anni dopo dall'ultima occasione. Della Mea riesce a stare sotto al minuto, chiudendo in 23^ posizione provvisoria a +3.76. Lontana dalle trenta la campionessa mondiale juniores Sophie Mathiou, fuori di scena invece Marta Rossetti (con problemi alla caviglia) e Anita Gulli.

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