Il weekend degli sport invernali è stato ricco di soddisfazioni per l'Italia, dallo sci alpino al biathlon. L'apice della gioia per i colori azzurri, però, si è raggiunto grazie allo sci di fondo, che ci ha finalmente regalato un campione in grado di ricordare al grande pubblico quanto sia bello questo sport: Federico Pellegrino.

Una doppietta incredibile nelle sprint: la consacrazione di Pellegrino

Che Pellegrino fosse forte, già si sapeva. Che però potesse avere questa costanza di rendimento non era così scontato. Invece a Planica il valdostano ha dato il meglio di sé vincendo sia la sprint individuale, sia la sprint a squadre, mostrando una manifesta superiorità nei confronti degli avversari in tutte le parti che compongono le gare: capacità di non farsi ingabbiare nel gruppo, grandi prestazioni in salita, equilibrio e spinta in discesa, sprint finale. Si è visto sia il sabato, sia la domenica, dove gli ottimi francesi erano pronti a dargli battaglia e invece, nonostante il sostegno implacabile dei propri tifosi (armati addirittura di motosega per fare "casino"), hanno dovuto inchinarsi al nostro giovane portento, che ovunque passi fa il vuoto. In questo weekend Chicco ha superato il record di vittorie di "Caterpiller" Pietro Piller Cottrer (6), diventando l'azzurro più vincente nella storia della Coppa del Mondo e attestandosi ancora saldamente in testa alla classifica di specialità.
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Non dimentichiamoci di Noeckler

E' vero, Federico Pellegrino è uno spettacolo per gli occhi, però non bisogna dimenticarsi che la sprint a squadre è una gara - appunto - di squadra e che Pellegrino, per quanto fenomenale nell'ultima frazione, non ha vinto da solo. Era infatti in coppia con Dietmar Noeckler, in una gara difficile in cui basta un attimo per scontrarsi con gli avversari, cadere e perdere terreno. I cambi sono sempre a rischio e la gara, per quanto ad alcuni non piaccia, è faticosa, perché il tempo per riposarsi è poco e bisogna stare sempre concentrati. E in tutto questo Noeckler è stato bravissimo, perché è riuscito a rimanere sempre accorpato al gruppone con gli altri, di fatto consentendo al compagno la volata finale. Non è un elemento da sottovalutare: non era riuscito infatti alle nostre ragazze di restare lì con le big e così, nella finale precedente, Gaia Vuerich e Greta Laurent avevano chiuso none con quasi 56 secondi di ritardo. Quindi: ok per l'osanna a Chicco, ma non dimentichiamoci di Dietmar, che ha fatto egregiamente la sua parte.

I meriti delle nuove leve

L'ascesa di Federico Pellegrino è una vera fortuna per il movimento del fondo italiano. Il suo nome comincia a sentirsi sempre più spesso e, insieme a quello di Francesco De Fabiani, l'Italia dello sci di fondo sta guadagnando nuovamente lustro. Era infatti da un po' di tempo che il ciclo si era chiuso a livello maschile: Con la generazione di Fulvio Valbusa (ora apprezzatissima voce tecnica proprio per Eurosport), Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi, vincitori dell'oro nella staffetta olimpica di Torino 2006, l'Italia dei successi si era via via ridimensionata per arrivare a un periodo di ombra. I nostri due ragazzi, invece, insieme al resto della squadra stanno ridando luce a questa disciplina, fatta di lavoro, fatica e abnegazione. Adesso aspettiamo una rinascita anche a livello femminile, in attesa di poterci riprendere dal vuoto rimasto dopo il ritiro di Marianna Longa e Arianna Follis.
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