Simone Origone ha conquistato il sesto titolo iridato della sua strepitosa carriera oggi il 39enne si è laureato Campione del Mondo a Vars a distanza di sei anni dall’ultima volta. In terra francese il valdostano ha compiuto una vera e propria impresa, confermandosi un fuoriclasse assoluto di questo sport e ha poi manifestato tutta la sua gioia ai microfoni della Fisi: “La neve era marcia ed è pure caduto un sasso abbastanza grande nella parte alta che mi ha creato molti problemi, per fortuna alla fine è andata bene. Sono stato avanti in tutte le manches, con questo trionfo mi sono imposto in sei occasioni su otto in un Mondiale e mi sembra un ottimo bilancio. Fortunatamente il mio fisico mi sta sostenendo, saranno le ginocchia a dirmi quando smettere, per il momento tengo ancora questi ritmi. È una vittoria che ha un grande valore, era dal 2013 che mi mancava, negli anni successivi è sempre successo qualcosa che mi ha impedito di ripetermi. Oggi sono dispiaciuto per il risultato di mio fratello Ivan“.
L’azzurro aveva in mente di dare l’assalto al record mondiale di velocità ma a Vars non ci sono le condizioni necessarie e dunque il tentativo è stato annullato: “Dovrebbe nevicare almeno un metro nei prossimi giorni ed è difficile che accada, mi dispiace perché la forma c’era. Non rimane che concentrarsi sul finale di stagione, rimangono una tappa sempre qui a Vars e due gare ad Andorra, dove cercheremo di mantenere il primo posto nella classifica di Coppa del Mondo“.
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Valentina Greggio non è invece riuscita a conquistare il terzo titolo consecutivo e si è dovuta accontentare della medaglia di bronzo: “Per come si erano messe le cose in mattinata è una medaglia guadagnata, per le mie ambizioni di inizio stagione è una medaglia persa. In finale ho sciato bene ma sentivo lo sci inchiodato, in questa stagione fatico a trovare il giusto bilanciamento fra sci e sciolina, oltretutto le condizioni rispetto alle run di venerdì sono cambiate. Passare dal primo posto alla terza posizione un po’ mi brucia, però oggi avevo sensazioni giuste e posso ancora risalire la china se trovo la combinazione giusta. La presenza in gara della Schmidhofer? È un bene che la vincitrice della Coppa del Mondo di discesa femminile si sia cimentata in mezzo a noi, una come lei dispone di migliori sci e di migliori materiali e non è la stessa cosa. Però è arrivata quarta, ciò significa che per affrontare la nostra specialità ci vuole una preparazione specifica“.
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