La sesta giornata dell'English Open ha regalato spettacolo ed emozioni, soprattutto grazie alla semifinale del pomeriggio tra i grandi campioni John Higgins e Ronnie O'Sullivan. Entrambi hanno avuto la possibilità di vincere ma alla fine sono stati gli episodi, tanti e clamorosi, a decidere un match che è già entrato nell'immaginario collettivo degli appassionati di snooker. In serata un buon Mark King ha tenuto a bada Neil Robertson per buona parte del match, poi l'australiano è riuscito a distendersi facendo valere la sua maggiore potenza di fuoco in attacco.

PRIMA SEMIFINALE

Quando due grandi campioni come l'inglese Ronnie O'Sullivan e lo scozzese John Higgins si affrontano per la settantesima volta in carriera ci si può aspettare sicuramente gran gioco, tanto agonismo e un match di alto livello emotivo, però stavolta i due si sono superati e ci hanno regalato un incontro memorabile. Nel primo frame Higgins ha preso in mano il gioco ma ha subito commesso un paio di errori che hanno permesso a O'Sullivan di andare sull'1-0 con una serie da 75. I ruoli si sono ribaltati nei due frame successivi, con l'inglese che ha sbagliato all'inizio e lo scozzese che è andato sul 2-1 con serie da 104 e 54. O'Sullivan sembrava in difficoltà ma è riuscito a piazzare una serie da 50 in chiusura di quarto frame per andare alla pausa sul 2-2. Al rientro c'è stato il primo punto di svolta, con Higgins che ha imbucato una rossa ma ha commesso uno sfortunato fallo cercando l'apertura del gioco dalla blu, cosa che ha consentito a O'Sullivan di piazzare un centone per poi aggiudicarsi il frame successivo con un'altra serie di qualità, aggiudicandosi quindi tre frame di fila e guadagnando il primo vantaggio di due nel match sul 4-2. Ma all'inizio del settimo è stato lui a commettere un paio di errori gravi permettendo a Higgins, che sembrava in confusione, di rientrare nel match grazie a una serie da 76. O'Sullivan ha allungato ancora con un centone per portarsi a uno dalla vittoria, però Higgins ha dimostrato per l'ennesima volta la sua solidità aggiudicandosi il nono frame ed accorciando sul 4-5. Fino a questo punto tutti i frame erano stati caratterizzati da serie di qualità ma negli ultimi due la storia è cambiata, con la tensione che ha preso il sopravvento rendendo il gioco difficile anche per due talenti naturali come loro. O'Sullivan ha avuto la chance di chiudere nel decimo frame ma ha sbagliato l'ultima rossa che era in posizione difficile vicino alla sponda del baulk, così Higgins ne ha approfittato per riportarsi in parità e forzare il decisivo, nel quale è successo letteralmente di tutto. O'Sullivan ha preso in mano il gioco per primo ma ha sbagliato una difficile nera a quota 20, poi Higgins ha piazzato una serie da 32 prima di commettere un fallo con la bianca in buca. A quel punto è iniziato il tipico drama dello snooker fatto di errori e situazioni fortunose, con troppi episodi da una parte e dall'altra per poterli riassumere in questa sede e il consiglio di andare a (ri)vedere il frame nella sezione on-demand dell'app di Eurosport e di discovery+. Alla fine è stato Higgins a prevalere, vincendo per 6-5 quello che è già diventato un instant classic di cui si parlerà a lungo. Ma, per retorico che possa suonare, a vincere è stato soprattutto lo snooker, sia per la qualità del gioco che per le emozioni che questi due irripetibili campioni hanno saputo offrire.
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SECONDA SEMIFINALE

Dopo un match del genere era difficile aspettarsi altrettanto spettacolo nella semifinale serale e infatti l'incontro tra Neil Robertson e Mark King non ha offerto le stesse emozioni, anche se l'australiano ha effettuato una bella progressione nel finale trovando grande qualità nel gioco d'attacco. All'inizio era stato King ad avere la meglio giocando alla sua maniera, cioè lottando su ogni bilia e mettendo a segno ottime giocate senza però trovare continuità nel gioco di serie, tanto da non aver realizzato neanche un mezzo centone nell'intero match. Ma grazie alla sua solidità nel gioco tattico è riuscito ad imbrigliare Robertson, andando avanti per 1-0 e poi vincendo tre frame di fila per portarsi sul 4-2 dopo che l'ex campione del mondo aveva ribaltato il risultato. Però dal settimo frame King si è un po' spento e soprattutto è salito in cattedra Robertson, che è riuscito a trovare continuità in attacco realizzando il primo centone del match ed aggiudicandosi anche il successivo. King ha preso in mano il gioco nel nono frame ma si è dovuto fermare a quota 28, lasciando il tavolo a Robertson che ha realizzato un altro centone e poi è andato chiudere il match con una serie da 84 nel decimo frame per il 6-4 in suo favore. Per King c'è stata la conferma di non avere la potenza di fuoco per contrastare i più forti cannonieri del circuito quando sono in forma però resta la soddisfazione del ritorno dopo tre anni alle semifinali di un torneo, un risultato che lo fa anche salire al numero 36 del ranking mondiale garantendogli una seconda parte di stagione tranquilla per quanto riguarda la permanenza nel World Tour.

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LA FINALE

Domenica si disputa la finale con il classico format su due sessioni al meglio dei 17 frame. Per Higgins si tratterà della cinquantaduesima finale in carriera nei tornei full ranking, la seconda consecutiva dopo quella persa a Belfast contro Allen. Per Robertson sarà la trentatreesima e la seconda dell'anno solare 2021 dopo quella del Tour Championship dove batté O'Sullivan. Si tratterà del diciottesimo scontro diretto tra i due, con un bilancio che vede otto vittorie a testa e un pareggio nei precedenti. Stranamente, visto lo status dei due giocatori, questo sarà solo il quarto scontro diretto dal lontano 2013, quando si affrontarono nell'unica finale di torneo full ranking con la vittoria di Robertson al Wuxi Classic. Da parte sua Higgins vanta una vittoria nella finale di un torneo del circuito minore e, cosa forse più significativa, è avanti 2-1 nei match su più sessioni.

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SU EUROSPORT

Il doppio appuntamento per la finale sarà alle 13,45 e alle 19,45 su Eurosport 1, sull'app di Eurosport e su discovery+ con il commento di Maurizio Cavalli.

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