Nel pomeriggio si sono disputati i primi due quarti di finale, uno dopo l’altro. Nel primo il favorito d’obbligo era il numero 1 del mondo Judd Trump, che oltretutto aveva battuto il suo avversario Mark King negli ultimi dieci scontri diretti.

Sessione pomeridiana

A partire meglio è stato il quarantasettenne King, che ha piazzato una serie da 65 nel primo frame e poi ha portato a casa il secondo dopo una battaglia da 25 minuti. Fino a quel punto Trump ha dimostrato di non essere al suo meglio ma in qualche modo è riuscito a vincere il terzo frame, piazzando una serie da 52 all’inizio e poi andando a chiuderlo aiutato da un fluke. Il campione in carica ha poi vinto i due frame a cavallo della pausa con serie da 84 e 63 per il 3-2 in suo favore ma quando sembrava che potesse cambiare marcia è tornato alla carica King, il quale è riuscito a portare il match su binari a lui più consoni. Il numero 54 del mondo ha infatti vinto lottando come un leone i tre frame successivi che sono durati tutti intorno ai 25 minuti, impedendo a Trump di sviluppare il suo proverbiale gioco d’attacco con una prestazione di grande grinta e solidità, da sempre le caratteristiche del giocatore di Romford. Con questa sorprendente vittoria per 5-3 King avanza quindi in semifinale per la dodicesima volta in carriera e la prima in tre anni, garantendosi anche un ritorno tra i primi 40 del ranking mondiale. Trump invece perderà la prima posizione in classifica, cosa peraltro già sicura prima del torneo, ma l’aspetto più preoccupante per lui è che non vince un titolo da marzo ed in questo inizio di stagione non ha mai superato i quarti di finale, un netto passo indietro per chi di fatto ha dominato le ultime tre stagioni. Nessuna sorpresa invece nel secondo quarto di finale, vinto nettamente da Ronnie O’Sullivan su Luca Brecel per 5-1. Il sei volte campione del mondo è partito a razzo, imbucando dalla lunga distanza la prima rossa giocata e dominando i primi due frame con un parziale di 236 punti a zero senza sbagliare alcun tentativo di imbucata. Nel terzo frame Brecel è riuscito a dimostrare il suo talento con una splendida serie da 94 ma di fatto il suo match è finito lì, perché O’Sullivan ha dominato i tre successivi giocando uno snooker vicino alla perfezione nel quale è mancata solo la ciliegina sulla torta del centone. The Rocket ha imbucato con il 96% complessivo e il 90% dalla lunga distanza in un match con durata media dei frame da 11 minuti e 6 secondi, però quello che ha impressionato maggiormente sono stati il tocco di palla magico e la concentrazione in ogni fase del gioco. Una prestazione nel complesso sublime, anche per gli altissimi standard a cui ci ha abituato negli anni il grande campione inglese.
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Sessione serale

In serata si sono disputati in contemporanea gli altri due quarti di finale e sono stati due match molto diversi l’uno dall’altro. Sul tavolo televisivo l’australiano Neil Robertson e l’inglese Kyren Wilson hanno dato vita ad un incontro sempre molto incerto e caratterizzato da grandi serie di qualità con frame tutti a senso unico. Wilson è sempre andato avanti per primo realizzando serie da 52, 117, 110 e 55 ma Robertson ha sempre pareggiato con break da 104, 72, 95 e 126, per poi conquistare il primo vantaggio proprio nel frame decisivo vinto con una serie da 70. Un successo importante per l’australiano, che vendica la sconfitta con Wilson nei quarti dell’ultimo Mondiale e soprattutto conquista il primo risultato di prestigio di questo inizio di stagione nel quale ha giocato meno degli altri. Per lui è in arrivo la semifinale contro King nella quale parte nettamente favorito, con la possibilità di conquistare la prima finale in stagione. Ben diversa la storia sull’altro tavolo, dove John Higgins e Yan Bingtao si sono scannati in ogni frame di un match nel quale c’è stato un unico mezzo centone, peraltro solo un 55 di Higgins.

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Lo scozzese ha fatto però valere la sua superiorità complessiva vincendo i primi quattro frame, nei quali ha fatto impazzire l’avversario a colpi di difese e rimonte. Ma nonostante i suoi 21 anni, Yan è giocatore di grande solidità e anche stavolta ha dimostrato le sue qualità di incassatore, riuscendo a vincere tre frame di fila nei quali Higgins ha cominciato a sbagliare qualcosa di troppo, compreso un virtuale match point sul 4-2. Però lo scozzese non si è scomposto riuscendo a chiudere per 5-3 un match nel quale se è vero che non ha entusiasmato come nel resto della settimana, ha però dimostrato per l’ennesima volta di avere mille risorse per vincere i match più difficili. Ma in semifinale servirà il miglior Higgins anche nel gioco d’attacco per avere qualche possibilità contro l’O’Sullivan di questi giorni nella semifinale dei sogni di sabato pomeriggio.

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Semifinali

Saranno proprio O’Sullivan e Higgins ad affrontarsi nella prima semifinale, con format che si allunga al meglio degli 11 frame. Tra i due c’è ovviamente una lunghissima storia pregressa, con ben 68 precedenti scontri diretti (di cui 3 pareggiati) in quello che è il grande classico dello snooker moderno. Il bilancio delle vittorie vede O’Sullivan in vantaggio con 35 contro le 30 di Higgins, però quest’ultimo ha vinto 7 delle 11 semifinali in cui si sono affrontati. Quando si sfidano è sempre difficile esprimere un pronostico ma ciò che conta è che si tratta di due dei più grandi campioni della storia di questo sport che ancora sanno esprimere uno snooker celestiale, cosa che ovviamente ci auguriamo anche in questa occasione. Ben diversa la storia tra Robertson e King, con l’australiano che ha vinto tutti e 5 i precedenti scontri diretti. Anche per quello Robertson è da considerare nettamente favorito, cosa che comunque non può rappresentare un problema per King che da sempre è abituato a giocare da underdog nei match più importanti.

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Su Eurosport

L’appuntamento con la prima semifinale è alle 13,45 su Eurosport 1 e dalle 14 sull’app di Eurosport e su discovery+. La seconda semifinale è alle 20 e inizialmente sarà visibile solo sulle piattaforme streaming, con collegamento in diretta su Eurosport 1 a partire dalle 22,15 circa.

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