Nel bel mezzo di una pandemia globale e con l'inizio del terzo lockdown nel Regno Unito, molte figure di spicco dello snooker hanno trattato di argomenti molto seri. Gli ex campioni del mondo Mark Selby e Shaun Murphy, e il semifinalista mondiale Gary Wilson, hanno parlato di salute mentale.
Le loro rivelazioni sono arrivate dopo quella del tedesco Martin Gould - sconfitto nel Masters Europeo per 9-8 da Selby - che si è sentito "mentalmente e fisicamente esaurito" ed ha pensato di lasciare lo sport. Lo stesso Selby, poco tempo fa, ha rivelato di aver contemplato il suicidio quando aveva 16 anni.

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"I periodi di depressione sono molto difficile da superare, e tempi come questo rendono tutto più difficile", ha detto Ronnie O'Sullivan in un'intervista con Eurosport. Il campione inglese è sempre stato in prima fila per sottolineare l'importanza della salute mentale e del benessere fisico.
Attraverso i social sta sfruttando la propria esperienza per fornire aiuto, supporto e consigli su come affrontare la malattia nel modo migliore. "Questi video online servono per aiutare la gente", ha detto O'Sullivan. "Sotto tutti i punti di vista. Stiamo cercando di produrre molti più contenuti. Se ritieni di poter aiutare qualcuno, è fantastico che tu possa farlo e avere qualcosa da restituire alla gente".
O'Sullivan è stato ricoverato in ospedale per diversi giorni nel 2016. Durante il campionato del mondo ha avuto un esaurimento nervoso. L'ha chiamata "depressione da snooker", e non ha colpito solo lui. Nella prima parte di questo mese, Gary Wilson ha detto: "Non ho alcuna motivazione per alzarmi dal letto e giocare a biliardo. Non so cosa direbbero gli esperti, ma questa suona come depressione".

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A parte il campionato del mondo a Sheffield, lo snooker si gioca sempre alla Marshall Arena di Milton Keynes.
Murphy, campione del mondo nel 2005, ha ammesso che il lockdown lo ha pesantemente penalizzato. Mentre lottava contro l'aumento di peso, la mancanza dell'allenamento gli ha tolto l'ossigeno. "Quando siamo tornati a giocare, eravamo intrappolati in un hotel a Milton Keynes. Ho lottato con questa situazione. Non sono andato da un dottore ma soffrivo di depressione. Ero davvero al limite".
O'Sullivan è sempre stato un runner: corre per mantenere la sua bussola mentale puntata nella giusta direzione. Però, l'esistenza solitaria di un giocatore di snooker è dannosa. Non ti fa raggiungere l'armonia lontano dal tavolo. "Almeno nel calcio hai dei compagni", ha commentato O'Sullivan. "Sanno quando non ti stai divertendo e sanno cosa dire per rialzarti. In alcuni sport di squadra, i giocatori si completano. Nello snooker non puoi farlo".

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"Nel golf puoi avere un caddy, e se scegli la persona giusta può influire positivamente sul tuo stato mentale e sul tuo umore. Capisco i problemi di molti giocatori di snooker perché non è salutare quello che facciamo. Per mantenere la mia sanità mentale ho dovuto utilizzare la filosofia, ma so perfettamente che non tutti riescono."
Dal 2011, O'Sullivan è seguito dallo psichiatra sportivo Steve Peters. Dalla partnership tra i due sono nati tre dei suoi sei titoli mondiali nell'ultimo decennio.

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"Sei una persona positiva che può motivare gli altri?" gli chiese Peters. "Sei gentile? Hai integrità? Se stai misurando il successo in base ai tuoi valori - piuttosto che quale macchina possiedi o quanto guadagni - allora costruire l'autostima è nelle tue mani".
O'Sullivan ritiene che non tutti i giocatori possano trattare successo e fallimento allo stesso modo. "Ognuno si trova in fasi diverse della propria carriera", ha spiegato. "Quando sei nel tuo prime e vinci tornei, la depressione viene compensata dalle vittorie".
Ma se invece delle vittorie trovi le sconfitte, ti senti come una m****
“Allora cosa fai? Diventi filosofico? Se diventi zen rischi di perdere l'intensità, e senza l'atteggiamento giusto riesci a conquistare le vittorie? Per me diventare filosofico è stato un obbligo, perché non vincevo più come una volta".

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O'Sullivan ha consultato il sei volte campione del mondo Steve Davis per capire come è riuscito a far fronte alla percezione del fallimento quando Stephen Hendry lo ha sostituito negli anni '90.
"Quando ho parlato con Davis, mi ha detto gli anni del dominio di Hendry stati i peggiori della sua vita perché stava cercando di trovare un modo per competere con lui. Ci ha messo 10 anni per arrendersi. Quando lo ha accettato, nella sua mente ha iniziato a divertirsi di nuovo. Si presentava ai tornei, tirava qualche pallina e prendeva le vittorie e le sconfitte allo stesso modo".
Quando ho vinto l'ultimo campionato del mondo non ero su di giri. Ho pensato: "Ok, bello" ma non era come nei precedenti cinque quando lo volevo fortemente. Capire la linea da adottare è veramente difficile.

Le parole degli altri giocatori di snooker sulla salute mentale

Mark Allen

"Alcuni giorni mi sveglio e non ho la motivazione. Mi sento molto solo quando guardo le quattro pareti di una stanza d'albergo per la maggior parte dell'anno. Può essere una grande vita, ma può anche essere dura. Sospetto che ci siano altri che stanno combattendo segretamente con questo, sentendo di dover affrontare la cosa da soli come ho fatto io per molto tempo."

Graeme Dott

"Per quanto riguarda la mia depressione, è qualcosa con cui probabilmente dovrò convivere per il resto della mia vita. Però, adesso riconosco i segnali di pericolo e so quando è il momento di tornare dal medico e chiedere più compresse."

Martin Gould

"Non volevo essere lì. Non avevo aspettative di vincere e ho pensato tra me e me: non posso continuare a farlo. Sarei stato più che felice di lasciare il tour, giocare qualche torneo minore e darmi il tempo di tornare alla normalità."

Shaun Murphy

"Alcuni dei commenti sui social media sono semplicemente vili. Spesso mi chiedo come siamo entrati in questa cultura del body shaming. Volevo fare qualcosa al riguardo. Il giorno di Capodanno ho deciso che avrei iniziato a segnalare queste persone. Se non sei mentalmente forte, queste cose possono distruggerti. Molte celebrità si sono tolte la vita. È davvero orribile."

Mark Selby

"Quando stavo attraversando tutto questo alcuni professionisti e mi hanno detto di svagarmi e di mantenere la mente attiva. Ma in momenti come questo le cose che ti piacciono non puoi farle. L'unica cosa che puoi fare è parlare con i professionisti, parlare con la tua famiglia e chiedere aiuto."

Gary Wilson

"Sono completamente andato, snooker compreso. Non posso giocare. Mi sento male e non riesco a vedere un modo per tornare indietro. Mi sento depresso."

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