Lo snooker torna su Eurosport da giovedì 4 a domenica 7 febbraio con lo Shoot Out, torneo unico nel suo genere per regolamento e format. La sede di gara sarà ancora la Marshall Arena di Milton Keynes, Inghilterra, e come tutti i tornei di questa stagione l’evento si disputerà a porte chiuse. Se normalmente l’assenza del pubblico toglie atmosfera ma non va ad intaccare più di tanto lo svolgimento del gioco, in questo caso c’è curiosità nel capire se e quanto i giocatori sentiranno la mancanza del tifo durante l’azione e dei cori che accompagnano certe situazioni ricorrenti. Piaccia o no – sono gusti personali – questo torneo si è sempre caratterizzato per un’atmosfera diversa da quella tipica dei tornei di snooker, se vogliamo più simile a quello che si vede normalmente nelle freccette. E se si accettano questa atmosfera e le regole uniche che rendono il gioco qualcosa di diverso dallo snooker propriamente detto, il torneo sa essere molto divertente e piacevole da seguire.

LA STORIA

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Il primo esperimento di un torneo chiamato Shoot-Out con regole simili a quelle attuali fu nel 1990 ma l’idea venne poi accantonata fino al 2011, quando a Blackpool si disputò la prima edizione dello Snooker Shoot Out (questo il nome ufficiale) vinta da Nigel Bond. E la vittoria di un giocatore non certo noto per la rapidità al tavolo fece capire che, nonostante le regole specificamente studiate per favorire un gioco velocissimo, tutti avevano la possibilità di vincere questo torneo. In effetti la storia ha poi dimostrato che lo Shoot Out viene spesso vinto da outsider, tanto che ad aggiudicarsi le ultime tre edizioni sono stati giocatori che non avevano mai vinto prima tornei full ranking. Proprio quella di essere un torneo valido per la classifica mondiale è la vera nota dolente di questo evento, perché con regole così particolari e format di gioco estremamente breve è difficile – per non dire impossibile – assimilare quello che si vede nello Shoot Out al ‘vero’ snooker. Ma vale la pena ricordare che nel 2017, quando appunto il torneo diventò un full ranking, venne fatto un referendum tra i giocatori per decidere se tenere il torneo come valido per la classifica oppure cancellarlo del tutto. E la stragrande maggioranza dei giocatori, anche comprensibilmente, stabilì che era un’occasione più unica che rara per provare a migliorare la propria classifica e portare a casa un buon montepremi. Proprio dal 2017 il torneo si disputava a Watford e l’ultima edizione è stata vinta da Michael Holt, che nel 2020 batté in finale Zhou Yuelong.

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LE REGOLE

Ogni match viene giocato su un singolo frame e con un tempo massimo di 10 minuti, al termine dei quali il giocatore con più punti viene decretato vincitore. Le regole di alternanza al tavolo sono quelle dello snooker tradizionale ma ogni giocatore ha 15 secondi di tempo per eseguire il tiro nei primi 5 minuti di match e 10 secondi negli ultimi 5 minuti. Ci sono alcune piccole differenze nell’assegnazione dei punti di fallo e un protocollo particolare in caso di parità al termine del frame ma oltre al cronometro di tiro sono due le regole che caratterizzano maggiormente questo format di gara: l’obbligo di far toccare almeno una sponda ad almeno una bilia (oppure imbucarla, ovviamente) e la possibilità di posizionare la bianca in qualunque punto del tavolo dopo un fallo dell’avversario. Tutto questo porta ad avere un ritmo di gioco frenetico, in contrasto con le tempistiche spesso dilatate dello snooker propriamente detto. E anche il comportamento dei giocatori va di conseguenza, con grandi corse intorno al tavolo e in generale un clima decisamente più rilassato e anzi quasi goliardico.

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IL TORNEO

Nei primi due giorni si disputa il primo turno a 128, il sabato si sviluppa integralmente il secondo turno mentre la domenica c’è l’escalation con cinque turni da giocare in rapida successione fino alla finale, che si disputa poco prima della mezzanotte italiana. La caratteristica di questo torneo è che prima di ogni turno si effettua un nuovo sorteggio, quindi non c’è il tabellone predeterminato tipico dello snooker. Alcuni dei big della classifica saranno assenti ma ci saranno nomi importanti quali Mark Selby, Kyren Wilson, John Higgins, Mark Allen, Shaun Murphy, Mark Williams, Yan Bingtao e Jack Lisowski, quest’ultimo reduce dalla finale di pochi giorni fa nel German Masters. Da questa breve lista salta subito all’occhio l’assenza dei primi tre giocatori della classifica mondiale, cioè Judd Trump, Neil Robertson e Ronnie O’Sullivan. Con meno professionisti iscritti rispetto ai 128 che fanno parte del tour, al torneo sono stati invitati diversi giocatori dilettanti come wild card. Tra loro anche due donne, la pluricampionessa mondiale Reanne Evans, già vista diverse volte gareggiare contro gli uomini, e l’esordiente assoluta in tornei maschili Rebecca Kenna. Più in generale il torneo è un’ottima occasione per vedere all’opera giocatori di bassa classifica che raramente vanno sui tavoli televisivi, o appunto dilettanti che altrimenti non avrebbero mai la possibilità di assaporare le luci della ribalta. Questo perché ogni match è giocato sul tavolo televisivo, quindi tutti hanno le stesse opportunità. E questo vale anche per il risultato dei singoli match e di conseguenza del torneo. Se è sempre molto difficile fare pronostici nello snooker, nello Shoot Out è letteralmente impossibile vista la natura stessa dell’evento.
Vedremo lo Shoot Out da giovedì 4 a domenica 7 febbraio sui canali televisivi e sull’app di Eurosport con appuntamenti ogni giorno alle 14 e alle 20.

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