La finale del German Masters rappresentava una sorta di rivincita di quella del World Grand Prix, l’ultimo torneo full ranking disputato nel 2020. Anche stavolta si trovavano infatti di fronte i due amici-rivali Judd Trump e Jack Lisowski, con Trump che a fine dicembre si era aggiudicato il match per 10-7 dopo aver dominato la prima sessione, chiusa sul 6-2. Stavolta ci si aspettava un Lisowski più battagliero proprio nella prima parte dell’incontro, invece per lui le cose sono andate anche peggio con Trump che ha chiuso la sessione avanti 7-1, ipotecando così la vittoria del titolo. E a fare la differenza sono stati soprattutto gli errori sia in imbucata che nelle giocate tattiche, tanti per Lisowski e pochissimi per Trump.

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La sfida senza storia

Il primo frame è stato vinto dal numero 1 del mondo grazie a una serie da 56 e diversi errori del suo avversario, ma Lisowski si è aggiudicato il secondo con una serie da 67 facendo pensare che il suo potesse essere solo un po’ di nervosismo iniziale. Invece i suoi errori sono continuati ad arrivare e Trump ha vinto sei frame di fila pur dominandone solo uno, il settimo vinto in meno di 9 minuti con un break da 72. Tutti gli altri sono stati combattuti e Lisowski ha sempre avuto delle occasioni per vincerli, senza però riuscire a sfruttarle. Pur senza realizzare serie di particolare qualità, Trump è stato estremamente preciso nei tentativi di imbucata (intorno al 94% di realizzazione, un dato eccellente) ma soprattutto è stato molto più lucido e concreto nelle fasi tattiche che, un po’ a sorpresa viste le caratteristiche dei due giocatori, sono state frequenti e spesso di lunga durata. Il momento chiave è stato nel settimo frame, quando Trump è andato avanti di 49 ma Lisowski ha avuto l’occasione di vincere la partita in rimonta, andando però a forzare una blu senza pensare alla difesa e lasciando così all’avversario la possibilità di andare ad aggiudicarsi il frame grazie a una favolosa imbucata dalla distanza della rosa finale, sulla quale si era innescata una lunga battaglia tattica. Trump ha poi vinto anche l’ultimo frame della sessione con una serie da 65 per un 7-1 che lasciava ben poche speranze a Lisowski. E in effetti in serata la musica non è cambiata, se non per la conclusione in cui Trump ha colmato la sua unica lacuna (per così dire) realizzando un centone nell’undicesimo frame e mettendo la ciliegina sulla torta di un match dominato e vinto con il punteggio di 9-2.

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I numeri di Trump

Judd Trump si conferma così campione del German Masters, diventando il secondo giocatore dopo Mark Williams ad aggiudicarsi due volte questo torneo nato nel 2011. Questo per lui è il quarto titolo su sei finali disputate nei nove tornei a cui ha preso parte in stagione, un dato già impressionante che diventa clamoroso se si considera che negli altri tre tornei è uscito prima delle semifinali solo una volta, peraltro perdendo un match al frame decisivo nei quarti di finale. Una costanza di rendimento che si riteneva impensabile nello snooker moderno, ma che Trump sta facendo diventare la regola. Così come sta diventando una regola, o quasi, che il mancino di Bristol vinca nelle finali che disputa, visto ci è aggiudicato 15 delle ultime 18 finali di tornei full ranking in cui era impegnato. Il totale di titoli vinti sale a così a 21, a uno da Mark Williams che è quinto nella graduatoria all-time che vede ai primi posti i più grandi sempre. E ormai si può iniziare ad inserire in questa conversazione anche Trump, anche se i tre titoli Triple Crown vinti sono ancora pochi per paragonarlo ai migliori in assoluto. Ma a 31 anni, e con questo tipo di costanza di rendimento, Trump ha tanto tempo per migliorare questo dato che non è certo un dettaglio, anzi.

L'uomo delle finali perse

Per Jack Lisowski è arrivata una brutta sconfitta ma soprattutto la quinta finale persa in altrettanti tentativi, un bilancio che comincia a diventare preoccupante per gli aspetti psicologici che comporta. A sua parziale discolpa va detto che in queste finali ha affrontato due volte Trump, due volte Robertson e una volta Selby, cioè tre dei cosiddetti Big Four dello snooker attuale. E va aggiunto che il mancino di Cheltenham è in grande crescita, visto che queste cinque finali sono arrivate tutte negli ultimi due anni e mezzo. A ventinove anni Lisowski è ancora giovane per lo snooker quindi avrà ancora tante possibilità per vincere il suo primo titolo, però dovrà sbloccarsi presto altrimenti rischia di rimanere un eterno incompiuto.

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Un montempremi ricco

Con la vittoria in questa finale Trump si è aggiudicato il trofeo che da quest’anno è intitolato al compianto Brandon Parker, scomparso la scorsa estate dopo essere stato per anni il deus ex machina dietro allo sviluppo dello snooker nell’Europa continentale. Trump ha anche incassato il premio per il vincitore che ammonta a 80 mila sterline, con Lisowski che ne ha guadagnate 35 mila. I due guidano così la classifica della European Series, di cui il German Masters rappresentava la prima tappa. Questa serie di quattro tornei (già vinta da Trump lo scorso anno) mette in palio 150 mila sterline di jackpot per il giocatore che avrà vinto complessivamente più soldi nei quattro eventi. Lisowski proverà a rimpinguare il suo bottino già a partire dallo Shoot Out, dal quale invece Trump sarà assente.

Appuntamento allo Shoot Out

E proprio lo Shoot Out, torneo molto particolare per regole e format ma comunque valido per il ranking, sarà il prossimo evento televisivo. Lo vedremo da giovedì 4 a domenica 7 febbraio sui canali TV e sull’app di Eurosport.

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