Tradizionalmente l’anno solare dello snooker televisivo inizia con il più importante dei tornei ad inviti del circuito professionistico, riservato ai primi 16 giocatori della classifica mondiale. In questo il 2021 non fa eccezione, quindi domenica 10 gennaio inizia la quarantasettesima edizione del Masters, secondo torneo in ordine temporale della cosiddetta Triple Crown, equivalente del Grande Slam in questa specialità. Quello che però cambia in questi tempi di pandemia e lockdown è la sede di gioco, che quest’anno non sarà Londra ma Milton Keynes. E non è un cambiamento da poco, se si pensa che fin dalla prima edizione del 1975 questo prestigioso torneo è legato a doppio filo alla Capitale inglese, tanto da avere “London Masters” come definizione ufficiosa per differenziarlo dai numerosi altri “Masters” (di nome ma non sempre di fatto) presenti nel circuito. Quindi, almeno per quest’anno, si lasciano Londra e la sontuosa cornice vittoriana dell’Alexandra Palace, sede del torneo dal 2012, in favore della Marshall Arena di Milton Keynes, che ha ospitato tutti i tornei fin qui disputati nella stagione 2020/2021, soprattutto per via della sua favorevole situazione per poter creare una sorta di “bolla” con l’hotel adiacente all’arena.

Montepremi e curiosità

Non sarà quindi un London Masters” a tutti gli effetti e purtroppo non ci sarà il pubblico in sala, ma resta un torneo prestigiosissimo e molto ricco, con 725000 sterline di montepremi complessivo di cui ben 250000 al vincitore. Altro aspetto tradizionale del Masters è che, nonostante la sua importanza, il torneo non è valido per la classifica mondiale. Però si tratta di un tecnicismo (tra l’altro difficilmente spiegabile, se non appunto con la tradizione) che non ha impedito al torneo di avere un albo d’oro di primissimo livello. E in questa lista di vincitori illustri sono due i nomi che si staccano rispetto agli altri, e sono quelli dei due più grandi giocatori della storia dello snooker moderno. I plurivincitori sono infatti Ronnie O’Sullivan, con 7 titoli e ben 13 finali complessive, e Stephen Hendry, che ha vinto il Masters 6 volte (di cui 5 consecutive) avendo giocato 9 volte la finale. Nessun altro ha disputato più di 5 finali e nessun altro ha vinto più di 3 titoli. Il Masters è il torneo riservato ai più forti giocatori del mondo e il suo albo d’oro ne è una chiara rappresentazione.
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Le anomalie dell'edizione 2020

In questo senso l’edizione 2020 ha rappresentato una sorta di anomalia, con la rinuncia a partecipare di O’Sullivan e la prematura eliminazione di tutti principali favoriti. Ad avvantaggiarsene sono stati i due finalisti Stuart Bingham ed Ali Carter, non due campioni di primissima fascia ma comunque entrambi plurivincitori di tornei full ranking. E ad alzare al cielo il bellissimo trofeo in cristallo intitolato al compianto Paul Hunter (vincitore di tre edizioni del Masters prima della sua prematura scomparsa) è stato Bingham, che quindi si è portato a 2/3 della Triple Crown in carriera dopo la vittoria del Campionato del Mondo 2015. Quindi un vincitore inatteso ma non certo un carneade, anzi.

O'Sullivan e non solo: chi sono i favoriti?

Nell’edizione 2021 Bingham torna come testa di serie numero 1 in quanto campione in carica, con O’Sullivan numero 2 essendo il Campione del Mondo. Insieme a loro ci sono gli altri 14 giocatori che compongo i Top16 della classifica mondiale, a partire dall’indiscusso numero uno del ranking Judd Trump, vincitore di questo torneo due anni fa. Trump è reduce da un anno solare 2020 clamoroso durante il quale ha vinto ben 6 tornei full ranking, però non ha vinto nessuno dei tre tornei più prestigiosi e la cosa sicuramente sarà uno stimolo per lui in questo primo Triple Crown del 2021. Come succede sempre di questi tempi è lui il favorito numero uno del torneo, anche se ovviamente non l’unico. Nello snooker attuale si è iniziato a parlare di “Big Four” con i citati Trump e O’Sullivan che insieme a Neil Robertson e Mark Selby stanno dimostrando di avere qualcosa in più rispetto al resto del circuito, sia per qualità del gioco che per costanza di rendimento. Sono loro quattro i principali favoriti, con Robertson e Selby in rotta di collisione già al secondo turno/quarti di finale nella parte alta del tabellone mentre Trump e O’Sullivan potrebbero trovarsi nella semifinale della parte bassa. Ma in un torneo che vede al via solo i migliori 16 giocatori del mondo ogni match vale una finale e nessun risultato va considerato davvero una sorpresa.

Ronnie O'Sullivan è campione del mondo! Sesto titolo per lui, Wilson si arrende 18-8

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Programma completo - primo round

Domenica 10 gennaio
Judd Trump contro David Gilbert (13:00)
Kyren Wilson - Jack Lisowski (19:00)
Lunedì 11 gennaio
Stuart Bingham v Thepchaiya Un - Nooh (13:00)
Shaun Murphy v Mark Williams (19:00)
Martedì 12 gennaio
Neil Robertson v Yan Bingtao (13:00)
Mark Selby v Stephen Maguire (19:00)
Mercoledì 13 gennaio
Ronnie O'Sullivan v Ding Junhui (13:00)
John Higgins v Mark Allen (19:00)

Quarti di finale

Giovedì 14 gennaio
Trump / Gilbert v Wilson / Lisowski (13:00)
Bingham / Un-Nooh v Murphy / Williams (19:00)
Venerdì 15 gennaio
Higgins / Allen v O'Sullivan v Ding (13:00)
Selby / Maguire v Robertson / Yan (19:00)

Semifinali

Sabato 16 gennaio
TBC v TBC (13:00)
TBC v TBC (19:00)

La finale

Domenica 17 gennaio
TBC v TBC (13:00, 19:00)
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