La crisi energetica attualmente in atto potrebbe colpire duramente il mondo degli sport invernali nel corso della stagione 2022-23. L’allarme è stato lanciato dal segretario generale della Fis Michel Vion, il quale ha incontrato i giornalisti in occasione dell’annuale meeting “Forum Nordicum”, in corso di svolgimento a Kranjska Gora, in Slovenia. Vion ha sottolineato come vi sia l’eventualità che gli organizzatori di tappe di Coppa del Mondo, se non addirittura dei Mondiali stessi, possano essere costretti a rinunciare ai propri appuntamenti a causa di costi di gestione troppo elevati. D’altronde la produzione di neve artificiale, piuttosto che l’accensione dei riflettori in caso di gare in notturna, comportano un massiccio utilizzo di energia elettrica. “Chiaramente è una situazione nota e ci sarà modo di prepararsi in anticipo. Per questo stiamo ottimisti. Però nessuno sa come potranno evolvere le cose e potrebbero esserci cancellazioni con pochissimo preavviso. Nel qual caso, non ci sarebbe piano B e gli eventi non potrebbero essere recuperati”.
L’ormai sessantatreenne francese ha affrontato anche l’argomento relativo alla presenza degli atleti russi e bielorussi. In alcune discipline l’eventuale embargo non avrebbe alcuna conseguenza, in altre (per esempio lo sci di fondo, ma non solo) invece andrebbe a cambiare totalmente le dinamiche del massimo circuito. Vion si è detto possibilista, affermando che “forse ci sarà la possibilità di vederli con unostatus neutrale, senza bandiere o inni nazionali. Magari non da subito, ma nel corso della stagione”. In tempo per i Mondiali di febbraio/marzo? “E’ un’ipotesi” ha concluso il transalpino.

Luca De Aliprandini in azione durante il gigante di Kranjska Gora 2022

Credit Foto Getty Images

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Insomma, è evidente come Vion abbia voluto mettere le mani avanti. Da buon politicante, le sue dichiarazioni sono tutte improntate sul cerchiobottismo, in un trionfo di “Siamo ottimisti, ma…” e di “Non possiamo escludere che…”, passando per gli immancabili “Forse…”. Come dire tutto e niente, allo scopo di preparare il terreno a qualsiasi eventualità. Cionondimeno, il tema è d’attualità. In un momento storico in cui tante aziende si trovano in difficoltà proprio a causa dell’onerosità dell’energia elettrica, anche il Circo Bianco non può fare eccezione. Anche questa diventerà una dinamica con cui fare i conti, nel senso più letterale del termine.

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