Signori, abbiamo il match dell’anno. Almeno fin qui. Di certo però non sarà facile superare questo sabato 24 aprile, giornata di semifinali del Serbian Open, torneo ATP 250 sulla terra rossa del ‘Novak tennis center’ di Belgrado. Già, perché il padrone di casa, di cui questi campi portano proprio il nome di battesimo, ha voluto evidentemente onorare al meglio questo privilegio. La notizia però è che non è bastato. Novak Djokovic, n°1 del mondo e idolo di casa, si è arreso dopo 3 ore e 26 minuti di partita a tratti irreale contro LA novità di questo 2021: Aslan Karatsev.
Già, proprio lui, quel “signor nessuno” che già il serbo aveva sconfitto in semifinale dell’ultimo Australian Open, quando aveva messo fine alla favola di un giocatore che prima di quest’anno aveva vinto un solo match in carriera a livello di circuito ATP. Ecco, dopo gli exploit sul cemento, Karatsev si sta confermando fortissimo anche sulla terra battuta. E la partita di oggi contro Djokovic è senza dubbio il più credibile attestato a questa affermazione. Un 7-5 4-6 6-4 di rara intensità e straordinario spettacolo. Perché Karatsev ha messo in campo tutto, ma Djokovic l’ha giocata come se fosse uno slam.
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E’ stata questa la ricetta di un match divertentissimo, qualitativamente a un livello impressionante – soprattutto dal secondo set in poi – e in cui Karatsev è riuscito in una specie di miracolo: uscirne vincitore annullando a Djokovic un totale di 23 palle break. Un record, quello del russo. Come un quasi record è stato tenere in campo il serbo per così tanto tempo in un match al meglio dei 3 set: ci era riuscito solo Nadal, a Madrid, in una semifinale Masters 1000, toccando le 4 ore e 9 minuti.
Questo però era un “modesto” ATP 250. Eppure, come detto, i due protagonisti l’hanno onorato come meglio, per davvero, non avrebbero potuto.
Tra i tanti, tantissimi, momenti degni di nota di questa partita, il dovere di cronaca mi porta a segnalarne due. L’ultimo game del secondo set, dove Djokovic ha strappato il servizio a Karatsev con 3 punti consecutivi da assoluta cineteca. E poi a metà del terzo parziale, quando il russo ha prima annullato 5 palle break del 6° game – dove era sembrato davvero alle corde – salvo poi strappare il servizio a Djokovic nel game successivo. Un Nole che ha provato davvero in tutti modi a rifiutare la sconfitta, a mostrarsi vincitore davanti al proprio pubblico e i “propri campi”. Non ci è riuscito nonostante un match point annullato e, appunto, 3 ore e 26 di resistenza.
Karatsev vola così a 17 partite vinte e sole 4 sconfitte in questo 2021; un bottino che fa di lui addirittura il quinto giocatore della Race dietro a Tsitsipas, Rublev, Djokovic e Medvedev. Il tutto per una vittoria che vale la finale contro uno tra Matteo Berrettini o Taro Daniel. In bocca al lupo a chiunque dei due: se questo sarà Karatsev anche domani, sconfiggerlo sarà quasi impossibile. Chiedere, per credere, a Novak Djokovic.

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