L'ennesimo "colpo di testa" di uno dei personaggi più noti del tennis attuale, e non certo per quanto fatto vedere in campo. Benoit Paire torna ad accendere i riflettori su di se all'ATP di Buenos Aires: nel corso del match contro il padrone di casa Francisco Cerundolo - fratello maggiore di Juan Manuel, fresco vincitore a Cordoba da qualificato e all’esordio in un torneo ATP - il francese si è lasciato andare ad una lunga e scomposta protesta in seguito alla decisione dei giudice di sedia di decretare in campo il servizio dell'avversario. Prima le urla, i tentativi di spiegazione indicando la linea e il presunto segno lasciato dalla pallina al momento dell'impatto sulla terra, poi - dopo la decisione del giudice - gli spunti e i gestacci. E per chiudere in bellezza, non poteva mancare un doppio fallo "volontario" nel corso dell'ultimo game, il frutto finale di una svogliatezza portata avanti dal momento della decisione del giudice. Quando si dice "incassare con stile"...

"Alla fine vale la pena fare schifo..."

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Eppure, Paire aveva anche vinto il primo set 6-4, salvo poi perdere la testa e incassare la sconfitta col punteggio di 4-6, 6-3, 6-1. Sconfitta numero 243 in carriera, come ci ricordano le statistiche: le stesse che il tennista francese ha voluto pubblicare in segno di sfida sul proprio profilo twitter. L'occhio cade inevitabilmente sul prize money guadagnato in carriera da Paire - circa 8 milioni e mezzo di dollari - e sul commento provocatorio dello stesso francese: "Alla fine vale la pena fare schifo...", volendola tradurre in modo non troppo volgare.

E dopo la sconfitta...Paire fa festa

Il "Vamos" gridato a fine partita dall'avversario Francisco Cerundolo non ha minimamente scalfito Paire, che dopo la sconfitta e l'annessa polemica via social, sembra essere riuscito a mettersi tutto rapidamente alle spalle. Non ci vuole molto a capirlo, sempre sbirciando dai suoi profili social: nella notte, infatti, il francese non si è astenuto dal pubblicare una storia in cui si dilettava a cantare e ballare in un locale di Buenos Aires. Che sia questo il modo migliore per dimenticare una brutta giornata di lavoro? Forse si - per noi gente "normale" - ma non di certo per un professionista quale Benoit Paire dovrebbe essere.

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