Che Nick Kyrgios sia uno dei bad boys del circuito ATP ormai è ampiamente noto; che l'ATP stia facendo di tutto per provare a recuperarlo, però, è piuttosto inusuale.

Il tentativo disperato di recupero

Probabilmente il mondo del tennis vuole provare a salvare il talento cristallino e istrionico dell'australiano, che come modo di giocare riscuote il consenso di tutti, ma che difetta enormemente quando si parla di comportamento. In sospeso infatti c'era il giudizio sulle intemperanze di Cincinnati, quando Nick aveva mancato di rispetto al giudice di sedia, guadagnandosi in prima battuta una multa da 113mila dollari. La questione però non era conclusa e l'ATP si era riservata di analizzare meglio il caso per una successiva e più completa delibera, che è stata finalmente emessa.
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I provvedimenti: quattro mesi di squalifica "sospesa"

Al giocatore, che già tempo fa era stato costretto a un percorso con uno psicoterapeuta per controllare il comportamento e gli accessi d'ira, ora sono state inflitte nuove sanzioni:
  • una multa da 25mila dollari;
  • una squalifica di 16 settimane sospesa per la clausola seguente;
  • un periodo di osservazione di sei mesi, durante i quali Kyrgios dovrà seguire una rigorosa linea di comportamento e non incappare più nei soliti errori di relazione con avversari, ufficiali di gara e pubblico, pena l'inizio immediato della suddetta squalifica.
Ciò vuol dire che Nick dovrà stare molto attento a evitare qualsiasi tipo di atteggiamento che possa essere classificato come "comportamendo aggravato" e il comunicato dell'ATP recita testualmente come tali:
Abuso fisico o verbale verso ufficiali, spettatori o qualsiasi altra persona durante la permanenza in campo o sul luogo di gara; condotta antisportiva basata su atti come sputi diretti verso un ufficiale o altre persone durante o dopo la conclusione del match; oscenità visibili dirette a un ufficiale.

Serve un supporto psicologico, di nuovo

In aggiunta a questa incombente e - legittimamente - restrittiva clausola, per Nick Kygios ci sono altri due obblighi da assolvere, anche per poter riuscire in questa impresa lunga sei mesi:
Il supporto continuativo di un mental coach durante le competizioni dell'ATP Tour; un supporto addizionale durante la chiusura della stagione (novembre-dicembre) da parte di un professionista specializzato nel controllo del comportamento
L'intento è chiaramente quindi rieducativo, perché è innegabile che, quando Nick è "in buona" la sua capacità di infiammare ed esaltare il pubblico è superiore a quella di tanti altri tennisti decisamente più educati ma molto meno emozionali. Per l'ATP dover squalificare di nuovo Kyrgios (con la triste prospettiva al'orizzonte di pene più pesanti) sarebbe certamente un danno.

La reazione di Kyrgios alla squalifica

In mattinata l'australiano aveva comunque comunicato la sua intenzione di non partecipare alla tournée asiatica, attraverso un post su Instagram:
Purtroppo un infortunio alla clavicola contratto durante la Laver Cup è peggiorato e mi costringe a rinunciare alla tournée asiatica; tornerò in Australia per riposare, ci vediamo presto.
I malpensanti sostengono che Nick avesse subodorato un simile intervento da parte dell'ATP e che quindi abbia preferito non giocare piuttosto che rischiare. La risposta pubblica e diretta di Kyrgios, comunque, è arrivata poco dopo la sentenza e contiene la solita velata irriverenza che lo contraddistingue sempre.
Mi immagino col mio miglior comportamento per sei mesi (e alcune emoji scherzose ndr). #detenzione
E poi, in una storia, precisa:
Per tutti. posso ancora giocare, sono solo sotto esame. Rilassatevi, giocherò e il tennis sarà ancora divertente, va tutto bene. Dovrò solo tenere d'occhio il mio comportamento, questo è tutto.
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