Un vero e proprio dominio. Alexander Zverev (n.5 del mondo) asfalta il russo Andrey Rublev (n.7 ATP) e conquista il titolo del Masters1000 di Cincinnati (Stati Uniti), aggiudicandosi il quinto torneo in carriera di questa tipologia. Sascha non aveva mai vinto neanche un match in Ohio, ma quest’anno ha dato conferma di godere di un ottimo stato di forma, diventando il primo tedesco dopo Boris Becker nel 1985 a poter alzare il trofeo. C’è stato poco da fare per Rublev, che mai ha trovato il modo per far male al proprio avversario, subendo un pesante 6-2 6-3 in 1 ora di gioco. Per Zverev si tratta del quarto torneo del 2021 in bacheca, dopo Acapulco, Madrid e la rassegna a Cinque Cerchi a Tokyo dove ha sconfitto in semifinale il n.1 del ranking Novak Djokovic. Per il teutonico, dunque, la serie di vittorie consecutive è arrivata a 11 e questo è un ottimo viatico in vista degli US Open, ultimo Major dell’anno.
Nel primo set l’avvio è letteralmente devastante per Rublev. Il russo viene letteralmente investito dal tennis potente e preciso dell’avversario che non regala niente, avendo grande incisività con tutti i fondamentali. E così che il 4-0 si tramuta in realtà. Non ci sono pause nel gioco di Sascha che chiude la frazione sul 6-2 ai vantaggi dando l’impressione di avere il pieno controllo delle operazioni.
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Nel secondo set la musica non cambia e Andrey è frustrato nel dover subire un nuovo break in apertura. L’incontro si fa in discesa per il nativo di Amburgo che dilaga, andando avanti 4-1 e avendo un doppio break di vantaggio. Ne spreca uno il tedesco quando si trova a servire per il match nell’ottavo game, ma nel gioco successivo con risposte molto aggressive fa sua la Finale con il punteggio di 6-3, portando a cinque in altrettanti incontri il computo delle vittorie negli scontri diretti con l’amico/rivale.
Zverev si è reso protagonista di una partita ai limiti della perfezione, realizzando 16 vincenti e commettendo solo 6 errori non forzati, contro i 19 di Rublev, che ha realizzato 18 winners. A questi dati vanno aggiunti i 6 ace e soprattutto il 93% dei quindici ottenuti con la prima di servizio, oltre all’88% dei punti conquistati in risposta alla seconda del russo. Numeri che parlano chiaro relativamente all’andamento del match.

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