Sarà Italia-Russia la finale di ATP Cup domenica a Melbourne. Azzurri indomabili e che hanno rifilato un 2-0 agli iberici grazie ai successi di Fabio Fognini 6-2 1-6 6-4 su Pablo Carreno Busta e Matteo Berrettini che ha schiantato 6-3 7-5 in 80 minuti di partita Roberto Bautista Agut. Gli azzurri se la vedranno nell'atto conclusivo, come da pronostico, con la Russia di Daniil Medvedev e di Andrey Rublev, che hanno battuto nei match in programma i tedeschi Alexander Zverev e Jan-Lennard Struff. Una sfida assai ostica, per la forza della squadra russa, anche se l'Italia si giocherà le sue carte e proverà a sovvertire il pronostico e chiudere in bellezza questo torneo, che precede di poche ore l'inizio dell'Australian Open, il primo Slam della stagione.

Fognini-Carreno Busta 6-2, 1-6, 6-4

ATP, Great Ocean Road Open
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Fabio Fognini finalmente sfata il tabù Pablo Carreno Busta alla John Cain Arena il ligure (n.17 del mondo) si è imposto per 6-2 1-6 6-4 in 2 ore e 19 minuti in un match dalle palpitanti emozioni nel quale l’azzurro ha alternato momenti di un tennis molto brillante ad altri negativi. Tuttavia, nell’ultima fase, il suo grande talento è venuto fuori e gli ha permesso di ottenere il primo successo contro lo spagnolo in otto incontri disputati. Una sfida interrotta per 30′ all’inizio del secondo set per l’arrivo della pioggia che ha portato alla chiusura del tetto dell’impianto per consentire ai due tennisti di continuare.
PRIMO SET – L’avvio è in salita per l’italiano: qualche errore di troppo e Carreno Busta solido e avanti di un break (2-0). Fognini, però, è bravo a resettare trovando la chiave per far male lungo la diagonale di rovescio all’iberico. Da fondo, infatti, non c’è storia e Fabio dipinge il campo con il suo tennis come fosse Giotto. Arrivano, infatti, tre break consecutivi in favore del giocatore di Arma di Taggia che conclude sul 6-2, forte di 10 vincenti di pregevolissima fattura, 2 ace, del 59% dei punti vinti al servizio e del 56% dei punti conquistati in risposta. Un Fabio di lusso quello ammirato nella prima frazione.
SECONDO SET – Nel secondo set l’arrivo della pioggia cambia molte cose e Carreno Busta trova maggior velocità e profondità nei suoi colpi. Ben quattro giochi vengono decisi ai vantaggi ed è sempre l’iberico a fare la voce grossa. Fognini un po’ si disunisce, commettendo troppi errori gratuiti (23 in totale nel parziale e 13 con il dritto). L’italiano, infatti, perde malamente la frazione sul 6-1, non trovando più quelle soluzioni che gli avevano permesso di imbrigliare l’avversario.
TERZO SET – Nell’ultima frazione Fabio si presenta con un atteggiamento diverso. L’azzurro decide di cambiare tattica e di dare più variazioni al suo gioco. Tante palle con poco peso proposte dal giocatore tricolore che il n.16 del mondo fatica a leggere. Risultato: due break di vantaggio per Fognini, avanti 4-1. Purtroppo, anche in questo caso, il nostro portacolori non si dimostra un mostro di continuità e nel sesto game perde la battuta, rimettendo in parte in carreggiata il rivale. Nel nono e nel decimo gioco, però, il ligure mette in mostra il suo repertorio migliore e al quarto match-point archivia la pratica sul 6-4. Fabio conclude quindi con 2 ace, 5 doppi falli, il 54% dei punti vinti al servizio e il 47% con la risposta, totalizzando 34 vincenti e anche 48 errori. Un saldo in negativo, che però fortunatamente non priva della gioia del successo l’azzurro.

L'esultanza a fine partita del Team Italia, ATP Cup, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Berrettini-Bautista Agut 6-2, 7-5

Semplicemente perfetta la prestazione di Berrettini al cospetto del n° 13 del ranking che poco ha potuto contro la potenza disarmante dell'azzurro, specialmente dal lato destro del campo. 6-3 7-5 lo score in favore di Matteo in 1 e 20 minuti di partita, concludendo con 13 ace, il 94% dei punti vinti con la prima di servizio e il 50% dei quindici ottenuti in risposta alla seconda di Bautista Agut.
PRIMO SET – L’inizio è all’insegna dell’equilibrio, ma Berrettini al primo segnale di difficoltà del rivale si avventa come uno squalo sulla sua preda. Colpendo la palla con una violenza inaudita, trova breccia nella difesa dello spagnolo e il break si tramuta in realtà al primo tentativo nel quarto game. La prestazione al servizio dell’azzurro è solida: 4 ace, il 93% dei punti vinti con la prima e il 70% con la seconda conferiscono a Matteo quella sicurezza per conquistare senza sforzi apparenti la prima frazione sul 6-3 in appena 28′ di gioco.
SECONDO SET – Nel secondo parziale lo “spartito” non cambia ed è Berrettini ad avere il pallino del gioco in mano. Lungo la diagonale di rovescio l’iberico non fa male e con il dritto l’azzurro si apre sempre il campo. Nel quinto game ci sono due palle break non sfruttate però dal romano. L’appuntamento è solo rimandato e nell’undicesimo gioco il terzo break-point è quello buono: rovescio in back a chiamare l’avversario a rete e passante chirurgico con il dritto. La chiosa al servizio è una sicurezza, con l’italiano che conclude con 13 ace, 30 vincenti e 20 errori non forzati al termine di un confronto di pregevole fattura.

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