Che forte Jannik Sinner. Ci ripetiamo, come nel titolo. L’altoatesino ha vinto una partita da giocatore di spessore, di esperienza, di altissimo livello. Per avere la meglio di Roberto Bautista-Agut nel terzo turno dell’ATP 500 di Dubai, Sinner ha dovuto infatti tirare fuori una grande prestazione. Un tennis brillante, certo, indispensabile oggi per avere la meglio sull’avversario spagnolo; ma una testa quasi da veterano. Ed è quest’ultima la caratteristica che continua a impressionare di questo ragazzo, che a 19 anni gestisce la pressione come se sul circuito e a questo livello ne giocasse da 10. Un match, quello con Bautista, di grande qualità e intensità. Un 6-4 3-6 7-5 dove è servita infinita pazienza per gestire le resistenze del tennista spagnolo, bravo a regge dal fondo, a obbligare molto spesso alla palla in più, a testare i nervi, insomma, oltre che le capacità balistiche di Sinner.
Un Sinner eccezionale nel primo set, sia al servizio che nella qualità complessiva del suo gioco. E’ bastato un break, a metà del primo, per spedire l’altoatesino fino al 6-4. Per mettere su un gran spettacolo però, dentro un campo da tennis, bisogna sempre essere in due. E qui parte dei crediti vanno anche a Bautista-Agut, che nel secondo ha risposto a ciò che Sinner gli stava imponendo: salire nella qualità e nella quantità degli scambi. Bautista-Agut ha mostrato così il tennis che l’aveva portato a sfondare la Top10 un paio d’anni fa; e che con costanza anche oggi lo tiene in quelle posizioni (lo spagnolo è pur sempre l’undicesima forza della classifica ATP). Ma Sinner, questo Sinner, giustifica l’entusiasmo dei media: perché gestire il rientro di un tennista teoricamente più forte, con quella freddezza, non è cosa da tutti. Nel terzo e decisivo parziale infatti l’azzurro ha resistito in un paio di situazioni chiave, annullando palle break pesanti e rimanendo sempre in posizione di testa. E poi, aggrappato a traiettorie di rovescio incrociato favolose, ha piazzato la zampata chirurgica nel finale, chiudendo con il break nel dodicesimo gioco che è valso il 6-4 3-6 7-5 dopo 2 ore e 26 minuti di gioco.
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Sinner così mette fine alla corsa di un tennista caldissimo – Bautista-Agut veniva da 2 finali negli ultimi 3 tornei disputati, a Montpellier e Doha – ma soprattutto si garantisce il passaggio ai quarti di finale. Lì troverà il il russo Aslan Karatsev. Il tutto godendosi il virtuale nuovo best-ranking: il successo odierno dovrebbe portarlo infatti a sfondare la Top30 per la prima volta in carriera.

Sfuma il derby con Sonego, passa Karatsev

E battaglia è venuta fuori anche nel match tra Lorenzo Sonego e il semifinalista dell’ultimo Australian Open, il russo Aslan Karatsev. Come per Sinner la partita è finita punto a punto e oltre le 2 ore di battaglia al terzo set. Sonego ha però subito la rimonta del tennista russo, bravo a uscire fuori dopo un primo set eccellente del piemontese nei due fondamentali specialità della casa: servizio e dritto. Karatsev ha girato il secondo set, prendo un break di vantaggio a metà del terzo e resistito ai tentativi di rientrare in partita di Sonego nell’8° game, dove il russo ha salvato 4 palle del controbreak Sonego. Alla fine dunque Karatsev si è imposto per 3-6 6-3 6-4. Sarà lui l’avversario di Jannik Sinner per il posto in semifinale.

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