Ci abbiamo creduto fino in fondo perché con Lorenzo Sonego funziona così. Lascia in campo tutto, lotta su ogni punto, figuriamoci in una finale. Il verdetto è amaro perché in un equilibrio molto sottile a spuntarla è Alex de Minaur, al quinto titolo in carriera (cinque anche le finali perse compresa quella delle Next Gen ATP Finals di Milano contro Sinner), il primo su una superficie diversa dal cemento. L'australiano, per la prima volta, entra nei migliori 15 del ranking ATP mentre il tennista torinese dedica questa settimana alla nonna scomparsa due settimane fa. Avrebbe voluto farlo con il trofeo, ma merita solo applausi.
La finale inizia con break e contro-break tra terzo e quarto gioco. Si scambia tanto per essere su erba e le doti in risposta prevalgono su quelle al servizio. Sonego palesa dei limiti a sinistra, sul lato del rovescio, mentre de Minaur ha delle difficoltà a destra dove regala troppo con il dritto. Il vincitore di Cagliari, con passante e dritto, mette la freccia nel decimo game e vince il set 6-4.
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La reazione di de Minaur è immediata, il break a inizio secondo parziale diventa decisivo perché portato in porto fino al 6-4 a suo favore. Il rimpianto di Sonego è sulla palla del 5-5 non sfruttata dopo un dritto sparacchiato fuori dall'australiano: il passante del torinese è largo di poco. L'azzurro, però, è abituato a combattere, come confermano le finali vinte ad Antalya (su erba) nel 2019 e quella del Sardegna Open (sul rosso) pochi mesi fa.
Nel terzo set, Sonego tiene la testa avanti servendo per primo ma ci sono sempre spiragli per chi risponde: nel decimo gioco, de Minaur si salva da 30 pari e da 40 pari. Si decide tutto al tie-break e il torinese ha la forza di rimontare dal 2-5 al 5-5 grazie a un passante di dritto fenomenale. De Minaur si procura il match point con la volée di rovescio e non trema chiudendo 4-6 6-4 7-6(5) in due ore e quaranta minuti di battaglia.
L'unico rimpianto per Sonego, anche nel tie-break, è un rendimento non altissimo al servizio ma nulla scalfisce i suoi progressi su questa superficie: nella finale di Antalya contro Kecmanovic, pur vincendo, non giocò a questi livelli. E' la seconda finale persa per il torinese dopo quella di Vienna contro Rublev nel 2020. L'Italia sfiora il bis su erba come nel 2019 (all'epoca Berrettini vinse Stoccarda) dopo il trionfo al Queen's del romano di sei giorni fa. A Eastbourne resta Andreas Seppi l'unico vincitore azzurro (era il 2011) ma se consideriamo che l'anno scorso su erba non si è giocato, l'avvicinamento a Wimbledon è tutto fuorché negativo per i nostri colori.

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