L’ultima partita ufficiale era stata a Doha, lo scorso 11 marzo, una sconfitta contro Basilashvili, poi vincitore di quel torneo. Prima di quell'appuntamento, Roger Federer, era stato assente dai campi per 405 giorni: non si vedeva dalla semifinale dell’Australian Open 2020. Più di due mesi dopo, lo svizzero, ha fatto il suo ritorno in campo nell’atteso esordio all'ATP 250 di Ginevra, per un match ufficiale sulla terra rossa che di fatto mancava da quasi 2 anni: l’ultima presenza su questa superficie, infatti, era da registrarsi ancora in quella semifinale persa al Roland Garros 2019 contro Rafael Nadal.
Non è stato un esordio felice quello dell’ex n°1 del mondo Roger Federer, al ri-rientro dunque – passateci il gioco di parole – più atteso del mondo del tennis. Contro lo spagnolo Pablo Andujar, l’elvetico si è arreso 6-4 4-6 6-4, sprecando un vantaggio di 4-2 nel set decisivo.
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Non è stato un Federer brillante e forse, vista tutta questa premessa, non sarebbe potuto essere altrimenti. Certo, quando di mezzo c’è una leggenda di questo sport, si tende a vivere di ricordi. La realtà però è che con quattro partite giocate nell’ultimo anno e mezzo – la semifinale Aus Open 2020 con Djokovic, Evans e Basilashvili a Doha e quella di oggi con Andujar – non si poteva pensare a molto di più. Federer ha provato a giocare il suo tennis, ma è apparso poco rapido negli spostamenti ed è stato a lungo tradito dal proprio dritto.
Un match che ha comunque vissuto un buon equilibrio e in cui Federer aveva dato la sensazione di andare in crescendo; percezione rivelatasi poi piuttosto effimera. Dopo aver visto scappare via il primo set con il break decisivo subito proprio nell’ultimo game di servizio, Federer aveva reagito a secondo inizio parziale strappando la battuta ad Andujar e portando poi il vantaggio costruito fino al 6-4 in suo favore del secondo set. A inizio terzo, lo svizzero, era poi riuscito in un nuovo allungo, mettendo più ritmo al suo tennis e riuscendo a farsi più profondo e aggressivo. Quando “il più” però sembrava ormai fatto, Federer ha perso quasi totalmente il controllo del suo dritto, subendo da Andujar un contro-parziale di 4 game a 0 per il 6-4 4-6 6-4 a favore dello spagnolo n°74 del mondo.
Dunque Federer si arrende così al primo turno in quel che doveva essere la settimana di avvicinamento al rientro in quel di Parigi. Le sensazioni sono davvero agrodolci per lo svizzero, che ha fatto vedere certamente qualcosa del suo tennis, ma che si è anche dimostrato, almeno per una volta, decisamente ‘umano’ in questo suo ritorno a una superficie che non toccava di fatto da 2 anni. Di certo, al Roland Garros, non ci si potranno aspettare miracoli. L’obiettivo dell’elvetico resta l’erba di Wimbledon e le Olimpiadi di Tokyo. Con la “pressione” - virgolettato d’obbligo - prima o poi di tornare a mettere in fila qualche serie di buone partite.

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