Una sconfitta che pesa tantissimo. Tonnellate, macigni di speranze tennistiche. Almeno per i tifosi della racchetta italiana. L’ottavo di finale del torneo di Indian Wells 2021 rappresentava un momento importante per Jannik Sinner: speranze, ambizioni; ma anche un termometro sullo stato di crescita, per una partita che a fronte di quanto successo nella prima serata italiana, racchiudeva in sé un enorme peso specifico.
Casper Ruud infatti era caduto per mano di Diego Schwartzman; e al tempo stesso Hubert Hurkacz aveva proseguito la sua corsa. Jannik Sinner scendeva insomma in campo contro Taylor Fritz consapevole di due cose: poter accorciare sul norvegese e dover rispondere al polacco per non perdere terreno. Non è andata come sperava.
L’americano Taylor Fritz infatti si è confermato giocatore caldissimo; e dopo lo scalpo al 3° turno su Matteo Berrettini, si è ripetuto con identico punteggio anche contro Sinner: 6-4 6-3.
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A differenza di Berrettini, però, Sinner, ha più cose di cui rammaricarsi. In primis, di un andamento che nel primo set l’aveva visto condurre fino al 4-2. Poi, soprattutto, di una partita giocata totalmente senza il servizio. Non fatevi ingannare dalle statistiche, forvianti a fine partita: Jannik è stato semplicemente disastroso in questo fondamentale. Non servono giri di parole. L’azzurro ha servito malissimo, non trovando aiuto dalla prima, non incidendo mai; e commettendo anche tantissime leggerezze con la seconda, come i due doppi falli consecutivi dell’ultimo game del primo set, decisivi per lanciare Fritz verso la sua autostrada al successo.
Già perché dal 4-2 in favore di Sinner, il parziale è stato di 8 giochi a 0 a favore dell’americano. Quasi nove, se non fosse stato per il moto di orgoglio – unica cosa che Sinner si può portare via da questa partita – che ha poi riacceso un finale di un match a un certo punto ormai scritto.
Solo sul baratro e di fronte alla palla del 5-0 Sinner ha ritrovato infatti un po’ di tennis, lanciandosi in un finale di partita nuovamente più equilibrato. Talmente equilibrato da far tremare persino un Fritz che il quarto di finale l’aveva ormai dato per scontato da parecchi minuti, ma che per essere raggiunto ha avuto bisogno persino di due palle del controbreak consecutive annullate nell'ultimo game, quello del 6-3 finale.

Sinner, addio ATP Finals o quasi. La situazione

Insomma, Sinner si porta via il plauso per essere rimasto dentro la partita, ma dall’analisi di fondo rimane un match scappato via troppo facilmente a favore dell’avversario e in cui Sinner ha servito non da giocatore la cui ambizione è arrivare tra i primi 8 del mondo. A proposito di ATP Finals e di Race a Torino, la situazione si fa ora complicatissima per Sinner. L’altoatesino torna in Europa a identica distanza da Ruud – 420 punti – e perdendo terreno (non si sa ancora quanto) da Hurkacz. Il polacco, con la contemporanea uscita di Medvedev, diventa tra l’altro il favorito per andare in finale nella parte alta: ai quarti sfida Dimitrov ed eventualmente in semifinale uno tra Schwartzman o Norrie. E per quanto visto fin qui, è il più forte tra questi giocatori.
  • 7. Ruud 3015
  • 8. Nadal (2985, ma non parteciperà alle Finals a prescindere)
  • 9. Hurkacz 2955 (ancora in corsa a IW)
  • 10. Sinner 2595
Insomma, per ricucire il gap a Sinner serve una mezza impresa. L’azzurro al momento è iscritto ovunque da qui all'appuntamento a Torino: Anversa (250), Vienna (500), Parigi Bercy (1000) e Stoccolma (250). Sulla carta i punti ci sono ancora. Ma insieme a quelli anche gli avversari. Come Fritz: teoricamente da battere, eppure, alla fine dei conti, vincitore senza nemmeno troppo soffrire.

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