Super domenica di tennis a Indian Wells, dove in contemporanea, in apertura di giornata, scendevano in campo quattro italiani. In attesa di Fabio Fognini, due avanti e due fuori il bilancio. In puro ordine cronologico, ma in fondo anche di importanza, c’è la notizia di Jannik Sinner. Non tanto per una questione di ranking, quanto perché dal deserto della Bassa California per Sinner si attendono buone notizie in ottica Torino. Ieri infatti avevano vinto i loro match sia Casper Ruud che Hubert Hurkacz, avversari diretti nella Race alle Finals. Ha risposto però presente Sinner, giocando un match solido e senza fronzoli contro l’australiano John Millman, giustizie al turno precedente di Jack Sock.
Tutto davvero ben fatto per Sinner, che non ha dato la sensazione di soffrire la transizione tra l’indoor europeo di Sofia e i 30° gradi outdoor di Indio. L’altoatesino ha gestito alla grande Millman, con un doppio 6-2 6-2 quasi da veterano. In controllo dal fondo, si è preso i rischi al momento giusto e ha giocato un match intelligente, senza sprecare energie né mentali né fisiche. Al terzo turno troverà uno tra Isner e Nishioka.

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Più fatica l’ha fatta invece Matteo, che col 182 del mondo Tabilo ha dovuto sudare forse più del previsto. Il cileno, proveniente dalle qualificazioni con una buona corsa su Mmoh e Donskoy, prima di regolare anche Kudla, ha giocato una partita solida. Berrettini, dal canto suo, non è apparso nella sua versione più brillante possibile, ma ha fatto valere il peso del proprio nome e del proprio status al momento giusto. L’azzurro, qui testa di serie n°5 del tabellone, si è imposto per 6-4 7-5 ma ha dovuto fronteggiare momenti delicati. In particolare i due game di chiusura di ciascuno dei due set, dove in entrambi i casi Tabilo ha avuto palla del controbreak. Lì Berrettini ha tirato fuori la sua arma: il servizio. Con gli ace a levarlo dai potenziali guai, Matteo si è preso il terzo turno contro uno Fritz.

Matteo Berrettini a Indian Wells 2021

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Mager si arrende ancora a Monfils

Come due settimane fa a Sofia, non riesce a Gianluca Mager l’impresa con Gael Monfils. Se in Bulgaria era finita con un doppio 6-2 a favore del francese, Mager in California si è reso più pericoloso. In particolare il primo set è stato molto equilibrato, ma l’azzurro l’ha visto scappare con la più classica delle beffe: ovvero il set point, nel decimo game, alla prima palla break fin lì concessa. Maggiormente rilassato dal punteggio, Monfils ha imposto poi il suo tennis chiudendo per 6-4 6-2.

Sonego beffato da 2 tie-break con Anderson

Partita molto equilibrata infine quella tra Lorenzo Sonego e Kevin Anderson. Il sudafricano, scivolato indietro in classifica, si conferma comunque avversario tosto su questi campi. Un break in apertura nel primo set lo manda subito avanti 3-0, ma Sonego riesce a rientrare in battaglia. La conclusione del primo set è però lo spartiacque di questa partita. Sonego, prima di arrivare al tie-break, annulla 2 set point consecutivi; poi addirittura ne cancella 3 di seguito, con Anderson avanti 6-3. Lì il piemontese si costruisce sul 7-6 la prima chance di chiudere il set, ma non riesce a sfruttarla subendo un contro-parziale di 3 punti a 0 a favore di Anderson, vincitore così del tie-break per 9 punti a 7. L’equilibrio resta tale anche nel secondo set, con nessuna chance di break fino al naturale secondo tie-break della partita. Questa volta l’andamento è più liscio per Anderson, che scappa subito sul 6-1 e chiude poi al 3° match point. Sfuma così la chance di Sonego di irrompere in Top20 per la prima volta in carriera. Peccato.

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