Di lui si parla troppo poco. Matteo Berrettini ha la faccia da bravo ragazzo, il tipico buon partito che ogni genitore si augurerebbe per la propria figlia. In un'Italia del tennis sempre più esaltante in questo 2021, solitamente ci si concentra su Sinner e Musetti o Musetti e Sinner - a seconda dei periodi di forma - in quanto astri nascenti del nostro movimento. È doveroso, però, rendere merito al nostro numero 1, simbolo di un tennis così poco italiano da diventare eccezionale. No, non siamo abituati a vedere un azzurro trionfare sull'erba e l'allievo di Vincenzo Santopadre l'ha fatto sembrare addirittura semplice. Da testa di serie numero 1, ha vinto uno dei tornei più affascinanti del mondo: il Queen's, fondato nel 1890 e storico Club dedicato alla regina Vittoria.
Ci è riuscito senza perdere un set fino alla finale, senza mai perdere il servizio negli ultimi quattro match (l'eccezione è stato l'esordio, bravo Travaglia) e diventando il primo italiano della storia capace di imporsi sull'erba che dista 30 chilometri di macchina da Church Road, sede dei Championships. L'ha fatto all'esordio, altra cosa non comune dato che l'ultimo era stato Boris Becker che, nel 1985, sarebbe poi diventato il più giovane vincitore nella storia del torneo di Wimbledon ad appena 17 anni.
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Con la tranquillità dei forti, Berrettini ha mostrato le sue qualità rispettando i pronostici: dopo leggende come McEnroe, Connors, Becker e Sampras ora c'è anche il suo nome nell'albo d'oro del Queen's. Nessun tennista azzurro era stato in grado di vincere due tornei su erba prima di lui (Stoccarda 2019 fu il primo). D'altronde, la nostra è una tradizione di terraioli con qualche exploit sul cemento. L'erba no, non l'avevamo mai considerata così verde.
I trionfi italiani sull'erba
GIOCATORETORNEOCATEGORIAANNO
SeppiEastbourne2502011
BerrettiniStoccarda2502019
SonegoAntalya2502019
BerrettiniQueen's5002021
Fino a Matteo Berrettini che, con quel servizio, l'uno-due con il colpo migliore (il dritto), la volée, il rovescio bimane e la preziosissima variante del back, è un giocatore che si trova a meraviglia sui prati. Su 23 partite disputate su questa superficie ne ha vinte 18, il 78,3%, con l'83% di punti vinti con la prima di servizio. Dal 2019 - lo scorso anno non si è giocato a causa della pandemia - l'attuale numero 9 del mondo vanta l'89,4% di successi su erba (17-2) grazie al trionfo di Stoccarda, la semifinale di Halle, gli ottavi di Wimbledon e ora il suo primo ATP 500.
Non ce ne sono tanti in grado di essere così competitivi, anche se ai Championships servirà comunque un buon sorteggio per evitare qualche specialista insidioso nei primi turni e soprattutto il lato di tabellone di Djokovic. In generale nel tennis ma specialmente sull'erba, le partite si decidono in pochi punti e lì bisogna fare la differenza, come ha fatto Berrettini nell'ultima settimana contro tutti i suoi avversari compensando le poche sbavature: con Evans ha funzionato meno bene il servizio, con Norrie il dritto mentre con De Minaur è stato semplicemente perfetto.

Matteo Berrettini - ATP 500 Queen's 2021

Credit Foto Getty Images

Il quinto titolo vinto in carriera (su sette finali) - è il 2° italiano nella storia a conquistare un torneo 500, dopo Fognini che vinse ad Amburgo nel 2013 - è un'ulteriore spinta verso il terzo Slam della stagione. D'altronde, Matteo Berrettini è forte dappertutto - l'unica superficie dove non ha raggiunto finali è il cemento dove, però, ha ottenuto il suo miglior risultato negli Slam, la semifinale degli US Open 2019 - è settimo nella Race che porta alle Finals di Torino ed è quarto al mondo per percentuale di vittorie nel 2021.
I tennisti con la miglior percentuale di vittorie nel 2021
1 Novak Djokovic 90% (27-3)
2 Rafael Nadal 85,2% (23-4)
3 Stefanos Tsitsipas 81,3% (39-9)
4 Matteo Berrettini 81,2% (26-6)
5 Andrey Rublev 76,7% (33-10)
"Il mio trofeo più bello, dopo l'infortunio mi sono detto quando torno spacco tutto", ha rivelato dopo la finale di Londra il nostro numero 1. Con questa costanza e questa consapevolezza, ce ne saranno altri ancor più belli e prestigiosi, almeno quanto la magia del tennis su erba.

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