Si ferma sul più bello il cammino di Matteo Berrettini nella finale del Masters 1000 di Madrid 2021. Il tennista romano lotta e gioca una buonissima partita, ma dopo 2 ore e 41 minuti si deve arrendere al numero 6 del mondo, Aleksander Zverev. Il tedesco passa in rimonta col punteggio di 6-7 6-4 6-3 e centra così il 4° titolo Masters 1000 della carriera; il primo a distanza di 3 anni, quando proprio qui, a Madrid, sconfisse in finale Dominic Thiem.
Un peccato per Matteo Berrettini, che ha giocato però una finale gagliarda e ha a lungo tenuto alla pari contro Zverev; favorito d’obbligo della vigilia per molteplici aspetti: precedenti, esperienza, complessiva qualità tennistica e cammino messo in mostra durante la settimana. Per più di due ore però Berrettini ha avuto il merito di appiattire tutti questi aspetti, dimostrando di aver preparato in maniera eccellente la partita dal punto di vista tattico; ed eseguendo con notevole qualità, anche oggi, tante variazioni col back, vero punto di svolta nel cammino messo in mostra questa settimana.
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Zverev però non ha mai perso la calma. Nemmeno dopo quel primo set concluso in maniera rocambolesca. Berrettini infatti aveva rotto per primo gli equilibri di questa partita – trovando il break di vantaggio, non consolidato però nel successivo turno di servizio – e andando a vincere un tie-break davvero tiratissimo. Dieci punti a 8 a favore di Matteo, che era però salito immediatamente 5-0 e due turni di servizio; Zverev si era dimostrato avversario tosto fino al rientro, non riuscendo però a sfruttare il proprio set point a disposizione e incappando nel doppio fallo decisivo sull’8-8.
Una bella spinta emotiva alla partita di Berrettini, che nei successivi 3 turni di servizio del secondo set, non aveva lasciato neanche le briciole a Zverev, imponendosi con 3 perentori ‘game a zero’. Poi, però, la partita è iniziata a girare. Il rendimento di Matteo col dritto è iniziato a calare, lasciando passare qualche concessione in più al proprio avversario. Piccolezze, certo, se si considerano al fine dell’andamento complessivo; ma autentici dettagli decisivi che hanno contribuire a girare la partita dalla parte del tedesco. L’allungo del settimo game del secondo set, che ha permesso poi a Zverev di riportare le cose in parità col 6-4; ma soprattutto il mini-parziale che a inizio terzo set ha steso Berrettini. Da una palla break a favore del romano avuta nel terzo gioco, Zverev ha infilato un filotto di 11 dei successivi 14 punti. Traduzione: servizio salvato, break strappato a Matteo e successivo allungo per il 4-2.
Si è arreso lì, di fatto, Berrettini, che anche dal punto di vista fisico è sembrato pagare qualcosa nel finale. Matteo vede così sfuggire la sua prima finale 1000 della carriera, così come aveva fatto qualche settimana fa a Miami Jannik Sinner. Il punto positivo però resta: nei primi 3 tornei più importanti della stagione dopo l’Australian Open, 2 italiani hanno raggiunto la finale. Chissà se Berrettini riuscirà a ripartire subito nella sua Roma. Nel mentre fa festa Zverev: dopo 3 finali consecutive perse (a questo livello), il tedesco torna a vincere un Masters 1000 che mancava proprio dall’edizione di questo torneo nel 2018. Con gli scalpi di Nishikori, Evans, Nadal, Thiem e Berrettini, la sua, è stata proprio una settimana da applausi. Insomma: a Zverev tutti i complimenti del caso.

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