Adesso sì che possiamo davvero dirlo: il tennis italiano è in salute. E che salute. Tre Masters 1000 giocati in stagione, due italiani in finale. Dopo Jannik Sinner al torneo di Miami, è il turno di Matteo Berrettini a quello di Madrid. E’ il romano a far festa e uscire vincitore dall’insidiosa partita contro Casper Ruud, giovane terraiolo norvegese e avversario sulla carta molto fastidioso. Ruud questa settimana infatti aveva già fatto saltare teste importanti, su tutte quella di Stefanos Tsitsipas, vincitore di Monte Carlo e finalista a Barcellona. Per altro Berrettini, con Ruud, aveva perso due volte su due sulla terra rossa: a Roma e Parigi, tornei di un certo spessore.
La posta in palio però stasera era ghiotta e Berrettini è entrato in campo mostrando una qualità tennistica e un approccio mentale veramente da campione. Il romano si è imposto con un 6-4 6-4 di perentoria qualità: impeccabile al servizio, devastante con il dritto – e fin qui nessuna novità – ma anche molto, molto insidioso con le variazioni profonde in back. Ruud ha così fatto fatica a imporre la propria trama, a caricare con le sue palle arrotate e profonde. Berrettini infatti non gliel’ha quasi mai permesso, soprattutto nei propri turni di servizio, dove il romano ha lasciato un totale di 8 punti in tutta la partita.
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Una versione brillante di Matteo, con un tennis che non sempre strapperà l’occhio agli esteti, ma efficace e di ottima qualità. Sono bastati così due singoli guizzi a Berrettini per vincere questa partita: il break nel nono game del primo set, poi chiuso con il successivo game a zero; e l’allungo del settimo game nel secondo set. Niente di più. Dritto, costante, implacabile, fino all’agognato traguardo.
Berrettini infatti centra la prima finale Masters 1000 della carriera: lì troverà Aleksander Zverev, campione qui nel 2018, Maestro alle ATP Finals dello stesso anno e giocatore che di finali a questo livello ne ha già vinte 3 e giocate 7 in carriera. Ma soprattutto, al di là di questi dati, tennista – Zverev – in questa settimana in grado di mettere ko prima Nadal e poi Thiem. Insomma, il tedesco entra da favorito nell’ultimo atto di domenica, anche se dovrà prestare particolare attenzione. Il Berrettini visto stasera è un giocatore di davvero alto livello; e Matteo in fondo è stato fin qui in carriera una sorta di specialista: delle 5 finali ATP disputate, ne ha vinte 4. L’augurio è che per la sua prima ‘1000’, questa specie di tocco magico, non vada perduto.

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