Quando le aspettative sono alte le sconfitte fanno rumore. Nell'Italia degli eccessi, del bianco o nero e del tutto e subito, Jannik Sinner ha abituato fin troppo bene gli appassionati del Belpaese, sempre pronti a esaltarsi di fronte all'enfant prodige. D'altronde, di materiale buono per salire sul suo carro, il ragazzo di Sexten ne ha dato. A 19 anni, 2 mesi e 29 giorni, battendo Vasek Pospisil a Sofia, ha conquistato il primo titolo ATP in carriera (senza considerare le Next Gen ATP Finals 2019) ed è diventato il più giovane campione italiano dell'Era Open, il primo classe 2001. I miglioramenti sono stati costanti con il secondo trionfo ATP a Melbourne 1, la finale del Masters 1000 di Miami e la semifinale del 500 di Barcellona. Tutte pietre importanti nella costruzione di un campione, al momento numero 18 del ranking mondiale.

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Ci si dimentica, però, che Jannik Sinner ha 19 anni e se le giornate no capitano a tutti, giocatori affermati compresi, bisogna concederle anche a lui: si tratta di tappe della crescita, di alti e bassi fisiologici in un calendario così fitto d'impegni. L'importante è trarne subito delle lezioni per migliorare: "Perdere match come questi non è facile da accettare, ho avuto tante occasioni ma non le ho sfruttate. Il primo set praticamente l’ho perso tre volte, il mio servizio non è andato per niente bene", ha ammesso onestamente Sinner in conferenza. Tutto sommato, però, non è apparso molto abbattuto e ha, come sempre, riconosciuto i meriti dell'avversario: "Lui ha giocato meglio di me, sia col dritto che col servizio". L'altoatesino poi ha spiegato meglio i problemi attraversati tra primo e secondo set: "Io soffro di allergia e qui c'è tanto polline, inoltre gioco con le lenti a contatto e tutto questo mi ha dato molto fastidio ma non ho perso per questo. Tornerò più forte di prima".
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Insomma, Sinner ha tossito più volte per via del polline nel match con Popyrin ma non vuole usare questo inconveniente come scusa. Il suo tennis non ha funzionato, il servizio - su cui sta lavorando molto - l'ha abbandonato nel momento chiave e questo si è tradotto in un nervosismo per lui insolito, tanto da costargli il warning per aver scagliato una pallina fin quasi sopra il tetto. Non tutte le giornate sono uguali per un tennista e una sconfitta contro il numero 76 ATP non cancella un 2021 da 19 vittorie e 8 ko. Dagli incidenti di percorso, come quello dello scorso anno a Roma contro Dimitrov, bisogna ripartire anche perché il calendario non concede tregua: i prossimi appuntamenti sono gli Internazionali d'Italia, dove da 45 anni un italiano non vince - l'ultimo il grande Adriano Panatta - e il Roland Garros. Di sfide contro Nadal, pur fallendo questa occasione, ce ne saranno altre: l'importante è avere sempre fame, come quei tre mostri - il maiorchino, Federer e Djokovic - hanno dimostrato nelle loro ineguagliabili carriere.

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