Matteo Berrettini ha vinto il delicato match degli ottavi di finale del Masters 1000 di Madrid contro l'argentino Federico Delbonis. L’azzurro, a fine match, ha spiegato l’importanza di portare a casa il tie-break con un’entusiasmante rimonta quando era sotto 4-1: "Ho pensato che alla fine era 4-1, ma c’era solo un mini-break da recuperare. Poi una volta 4-4, beh, diventa un ring; a quel punto vince chi lo vuole di più". Questo il commento del tennista romano a domanda diretta nell’immediato post partita. Nonostante abbia dimostrato sin qui una condizione fisica di buonissimo livello, Berrettini ha confessato di risentire ancora del problema ai muscoli addominali: "Sento ancora l’infortunio, è davvero particolare. Mentalmente devi essere forte, perché da un lato sai di stare bene ma allo stesso tempo devi stare attento. È un infortunio strano, tre giorni dopo essermi fatto male potevo fare gli addominali ma non riuscivo a girarmi, mi faceva male entrando in macchina, prendendo l’aereo o facendo uno starnuto".

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L’azzurro venerdì nel match dei quarti di finale dovrà vedersela con il cileno Cristian Garin e, in caso di successo, in semifinale affronterà il vincente della sfida tra Aleksandr Bublik e Casper Ruud.
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Berrettini in conferenza stampa

"Delbonis? Non ci avevo mai giocato e dunque non sapevo cosa aspettarmi. E’ un giocatore scomodo, mancino. Nelle difficoltà sono stato bravo, ho gestito bene i momenti chiave come le palle break nel primo set e il tie-break. Sono partito forte nel secondo set, poi ho giocato male il turno successivo al servizio. Ho continuato, però, a macinare perché sapevo che l’occasione sarebbe arrivata. La finale di Monaco persa con Garin? Mi sono già vendicato di quella sconfitta a Shanghai. A parte gli scherzi sta giocando bene, ha sconfitto Medvedev che è sempre un giocatore difficile da battere e io ne so qualcosa. Il tabellone? Ovviamente seguo i risultati, vedo tutte le partite, ma penso una partita alla volta. C’è sempre da dire che se determinati giocatori sono arrivati a un determinato turno significa che se lo sono meritati. Sono dunque pericolosi tanto quanto le teste di serie. Ripeto penso, però, un punto alla volta, una partita alla volta".

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