Niente semifinale per Jannik Sinner nell’ATP Marsiglia 2021. Il 19enne di Sexten si arrende per 6-2 6-4 a Daniil Medvedev, prima testa di serie del tabellone: match mai in discussione, con il russo che ha disputato due set di livello altissimo, soprattutto al servizio con cui ha concesso davvero una miseria; per lui niente derby con Karen Khachanov al penultimo atto, dove troverà il qualificato Matthew Ebden. Sinner, che ha provato a giocarsela in ogni modo ma compiendo qualche errore veniale in momenti disseminati della partita, da lunedì sarà numero 31 del mondo. L’azzurro inizia bene, con il piglio giusto e una buona profondità di colpi, ma nel quinto game la prima di servizio non lo aiuta; spreca il primo quindici, poi un paio di imperfezioni lo condannano a subire il break.
Da matita rossa il dritto lungo di poco con i piedi in campo, su cui Medvedev si esibisce in uno sguardo allucinato per la chiamata del giudice di sedia arrivata con un paio di secondi di ritardo (cosa che poi, ripetuta nel tempo, farà innervosire Jannik). A parte gli scherzi, ottenere un punto in manovra con il numero 3 del mondo è difficilissimo, mentre Daniil è inavvicinabile al servizio. Quando dall’altra parte lo scambio parte, e parte perché Jannik non è un cecchino al servizio, il livello è parecchio alto ma il russo ha qualcosa in più, inducendo l’azzurro all’errore: altro break nel settimo gioco e set chiuso sul 6-2.
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Sinner le tenta tutte per mettere in difficoltà l’illustre avversario, che oggi è nella sua versione migliore, sbagliando pochissimo in fase di impostazione dello scambio. L’azzurro deve sfoderare le sue armi migliori per potersi salvare nel terzo game, ma nel quinto compie tre errori diversi ma uguali nel concetto che lo condannano a subire il break: scambi in cui ottiene il predominio territoriale grazie al suo dritto ficcante, ma al momento di chiudere il punto un errore rovina quanto fatto di buono in precedenza. Merito soprattutto di Medvedev, che ribatte qualsiasi colpo ed è impeccabile al servizio. Fino all’ottavo gioco, in cui il numero 1 del tabellone spegne un po’ la lampadina offrendo a Jannik una palla-break, che sarà l’unica della partita, annullata con due servizi centrali. Non ci sono altre chance per il nostro portacolori, che si deve inchinare in 76 minuti.
Partita quasi mai in discussione, soprattutto per la resa al servizio di Medvedev che ha concesso soltanto dodici punti quando lo scambio partiva dalle sue mani, la metà di quanto fatto da Sinner, a cui vanno aggiunti i sette ace in nove turni di battuta. Ma per Jannik, più che guardare i numeri, si dovrebbe guardare la qualità del suo gioco in partite del genere: se l'è giocata in ogni scambio, ma manca ancora qualcosa per essere al livello di uno dei migliori interpreti sul cemento.

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