Jannik Sinner si è qualificato alla Finale del Masters 1000 di Miami. Il tennista italiano affronterà il polacco Hubert Hurkacz nell’atto conclusivo in programma domenica (domenica 4 aprile, ore 19.00). Sarà una Pasqua di fuoco per l’altoatesino sul cemento statunitense, dove andrà a caccia della vittoria di lusso in uno dei tornei più importanti della stagione. Il suo tecnico Riccardo Piatti ha analizzato la prestazione del 19enne ai microfoni di Supertennis: “Lo spingiamo a pensare che deve giocare per migliorare. Voglio vedere il miglioramento durante la partita, dentro la partita. Io devo allenarlo, spiegargli come è il tennis. Poi quando gioca le partite devo analizzare quello che succede per aiutarlo a crescere ancora. Jannik nell’ultimo periodo ha fatto un grandissimo miglioramento perché quando non gioca bene lo riconosce per primo. Per esempio, a Miami, contro il francese Gaston al primo turno, ha sbagliato solo un punto, come giocata, in tutto l’incontro. E quando gliel’ho detto lui già sapeva di quale punto stessi parlando”.
Il tecnico ha proseguito: “C’è tanto da imparare se si hanno ambizioni importanti.Un giocatore di alto livello cambia più volte le strategie durante un match importante. Oggi Jannik ha fatto un 70% bene ma c’è un altro 30% che dobbiamo analizzare con calma, perché si può migliorare. Ci sono dei momenti della partita in cui va trovato il giusto bilanciamento tra aggredire e adeguarsi. Ci sono situazioni che vanno gestite con attenzione: oggi per esempio Jannik in una certa fase dell’incontro perdeva sempre i primi punti dei game. Su questo bisogna riflettere: non si può sempre partire sotto 0-15. O 15-0 se serve l’altro”.
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Riccardo Piatti si proietta anche verso il futuro: “Negli allenamenti del servizio, per esempio, deve cambiare angoli, velocità, rotazioni. In pandemia abbiamo lavorato sui colpi in back e sul gioco al volo. Deve venire avanti, aprirsi in campo, giocare la smorzata. Alcuni miglioramenti si vedono già in allenamento ma ancora in partita non escono ancora. Credo che la stagione sulla terra battuta, che parte la prossima settimana, gli sarà molto utile in questo senso. Quando tornerà dalla Florida a Bordighera, per 4 settimane dormirà con Dalibor Sirola perché si deve preparare bene”.
E in vista della stagione sul rosso: Secondo me Jannik è un ottimo giocatore da terra battuta perché è capace di produrre forza e velocità anche sulla superficie lenta, cosa molto difficile, e ha più tempo. A Parigi lo scorso ottobre era quello che tirava più forte sia di diritto che di rovescio. Giocare sul rosso è ottima perché lo aiuta a capire che deve usare le rotazioni, deve usare la smorzata, deve usare le angolazioni, deve andare a rete. Lo scorso anno a Kitzbuhel vinse al primo turno con il tedesco Kohlschreiber tirando ‘manate’. Poi contro il serbo Djere perse giocando una partitaccia perché faceva un solo quel tipo di gioco e non bastava”.
A concludere: “Tutte le partite sono come esami da superare. La cosa peggiore per lui a Miami è stato il secondo turno con Khachanov dove secondo me ha sbagliato tantissimo nel modo di giocare. Ma ha superato l’esame perché ha tante altre cose: il fisico, la testa, ha tante doti”.

Le parole di Pietrangeli

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Queste le parole di Nicola Pietrangeli, a LaPresse. L'icona del tennis italiano, vincitore per due volte del Roland Garros, incorona l'altoatestino Jannick Sinner, finalista al Miami Open. "Ha questa incoscienza della sua giovane età che lo aiuta. Conterà poco il fatto di giocare in finale contro il suo compagno di doppio (il polacco Hubert Hurkacz, ndr). Sinner dovrebbe giocare in doppio sempre, gli verrebbe così maggiormente l'abitudine di andare sotto rete. Ha tutta la vita davanti a sè e diventerà ancora più forte", ha concluso.

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