Sotto gli occhi di un interessato Benoit Paire, che lo affronterà al secondo turno, Lorenzo Musetti vince il suo match d’esordio al Masters 1000 di Miami, battendo l’americano Michael Mmoh, numero 181 del ranking ATP, con un convincente 6-4 6-4 in un’ora e 38 minuti. Per il diciannovenne di Carrara c’è già ora un dato: supererà Marco Cecchinato nel ranking ATP, diventando in questo modo numero 7 d’Italia e (temporaneamente) 90 del mondo. Diventano così quattro gli azzurri al secondo turno (Musetti, Fognini, Sonego, Sinner) dopo i k.o. di Salvatore Caruso e Thomas Fabbiano del day 2.

La cronaca del match

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06/04/2021 A 07:49
Mmoh inizia in modo disastroso (due doppi falli e un gratuito), ma si comporta bene sulle tre palle break, con mezzo miracolo al volo nella terza occasione, per poi salvare anche una quarta chance e negare a Musetti il vantaggio immediato. Per questo, però, il toscano non deve aspettare molto: nel terzo game, infatti, la sua superiorità nel gioco diventa evidente, e arrivano due palle del 2-1. Ne basta una, perché Mmoh sbaglia malamente uno schiaffo al volo. Sul 3-2 l’azzurro commette un paio di errori di misura e finisce sotto 0-30, poi deve fronteggiare una palla break che l’americano si procura con un dritto sulla riga e che sfrutta con una controsmorzata, della quale mostra più che buona padronanza. Dopo qualche game interlocutorio, Musetti torna a spingere, con i gratuiti di Mmoh che riprendono ad aumentare. Arriva il 5-4 per l’azzurro, che poi si trasforma in 6-4 con la perla della difesa in allungo di rovescio e successivo passante di dritto in corsa nel terzo punto, quello del 30-15.
L’onda lunga della fiducia del toscano continua a inizio secondo parziale, con il break a 30 e lo statunitense in un certo grado di confusione sul da farsi. Mmoh fa parecchia fatica a conquistarsi i punti, compreso quello del 30-15 nel terzo gioco, con dritto che resta sulla riga dopo una difesa eccezionale di Musetti. L’azzurro continua a far soffrire il suo avversario quando serve, anche se proprio in questi casi Mmoh rivela un tennis di valida fattura, tra palle corte e violenti vincenti in corsa, preferibilmente con il dritto. Una controsmorzata perfettamente eseguita, quasi a replicare quelle subite, regala al toscano la chance del 5-2, ma l’americano spinge bene da fondo, prima di mancare completamente lo smash nel punto successivo e regalare un’altra palla break al suo avversario, che non la sfrutta su complicato rovescio in corsa verso una palla corta. Musetti si trova costretto, sul 4-3, a salvare due palle break, e sul 5-4 ne deve annullare tre consecutive, l’ultima con un maestoso rovescio lungolinea che si stampa sulla riga. Il tempo per gioire arriva meno di due minuti dopo, nella sera ormai arrivata in una Miami svuotata di pubblico, stanti le forzate porte chiuse.
Più incisivo con il servizio su tutta la linea, Musetti lascia ai posteri un dato particolarmente interessante, quello dei 13 punti su 17 vinti con la seconda di servizio a fronte degli 11 su 23 di Mmoh. Certo, il dato si legge col sorriso anche associandolo al 73% di prime in campo: buoni segnali in vista del futuro sia prossimo che un po’ meno prossimo.

A. Bedene b. T. Fabbiano 7-6 1-6 6-3

Avvio formidabile per il pugliese che, sfruttando anche una partenza sonnacchiosa dello sloveno, piazza due break consecutivi salendo fino al 3-0. Alla reazione di Bedene che strappa il servizio all’azzurro, quest’ultimo risponde con un game fantastico che vale il terzo break (5-1). Quando ormai il set sembra tutto nelle mani di Fabbiano, il tennista italiano si spegne subendo un incredibile parziale di 5-0 che fissa il punteggio sul 5-6 in favore dello sloveno. Dopo aver perso per due volte il servizio il pugliese riesce a tenerlo con conseguente finale al tie-break. E’ Bedene a partire forte in questo caso salendo fino al 4-1. L’azzurro prova a rientrare ma l’avversario è più lucido nelle scelte e conquista il set al tie-break con il punteggio di 7-5.
Nonostante un parziale gettato alle ortiche Fabbiano torna in campo convinto di poter far bene. Il tennista numero 178 del ranking trova subito il break salendo sul 3-0. In questa fase l’azzurro appare nettamente più centrato e sicuro. Bedene non trova le contromisure per rispondere ai colpi dell’italiano e in men che non si dica si ritrova sotto 5-1. Questa volta il braccio del pugliese non trema e la parità è servita (6-1).

Thomas Fabbiano contro Dominic Thiem agli US Open

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L’avvio di terzo set è quanto meno rocambolesco. Lo sloveno strappa il servizio a Fabbiano nel secondo game, salvo subire il contro-break in quello successivo (1-2). Il tennista pugliese subisce in questa fase la voglia di rivalsa di Bedene ed è costretto a salvare due palle break nel quarto game (2-2). Nel sesto, purtroppo, l’azzurro non riesce a salvarsi col servizio e subisce il punto che risulterà poi decisivo (4-2). Il tennista numero 178 del ranking ci prova nel game successivo ma Bedene annulla le tre palle break prima di chiudere 6-3.

Gli altri risultati del day 2

  • Miomir Kecmanovic batte Liam Broady 7-5 6-7 6-1
  • Mikhail Kukushkin batte Jack Draper 7-5 ritiro
  • Sebastian Korda batte Radu Albot 6-3 6-0
  • Marin Cilic batte Federico Coria 6-3 2-6 6-4
  • Thanasi Kokkinakis batte Shintaro Mochizuki 6-3 6-3
  • Tennys Sandgren batte Pedro Martinez Portero 6-4 2-0 ritiro
  • Ilya Ivashka batte Soon Woo Kwon 7-6 6-7 7-6
  • Denis Kudla batte Jérémy Chardy 3-6 6-3 6-4
  • João Sousa batte Christopher O’Connell 7-6 6-7 7-5
  • Jordan Thompson batte Federico Delbonis 7-6 6-4
  • Daniel Elahi Galan Riveros batte Thiago Seyboth Wild 6-3 6-4
  • Bjorn Fratangelo batte Fernando Verdasco 6-4 6-4
  • Aljaz Bedene batte Thomas Fabbiano 7-6 1-6 6-3
  • Damir Dzumhur batte Kevin Anderson 7-6 7-5

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